Le due facce del settore costruzioni
tra crisi e risposte inadeguate:
«Capiamo come tutelare i lavoratori»

L'INTERVENTO di Massimo De Luca della Fillea Cgil: «Nel settore dei materiali il 97% delle imprese non dà risposte adeguate». E un appello alla legalità: «Se nel nostro Paese ci fosse stata la volontà di recuperare i 100 miliardi l'anno del lavoro nero, non dovremmo pietire il magnate di turno per comprarci il respiratore o la mascherina»

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Massimo De Luca

 

«Nel settore dei materiali il 97% delle imprese sta dando una risposta inadeguata ai lavoratori. Pochissimi esempi virtuosi tra le grandi aziende del territorio. L’altra faccia della medaglia è il settore edile che grazie alla Cassa riuscirà a far arrivare in tempi brevissimi le risorse nelle tasche dei lavoratori». A dirlo Massimo De Luca, segretario della Fillea Cgil di Macerata, che in un articolato intervento spiega costa sta succedendo in uno dei settori chiave del territorio. Già in crisi da prima e che ora in parte ha subito uno stop drammatico per le misure di contenimento del coronavirus. Un commento anche sull’ultima ordinanza del commissario alla Ricostruzione che liquida parte dei lavori alle imprese: «Questo provvedimento deve permettere alle imprese di avere la liquidità necessaria per fronteggiare questo periodo così difficile, ma anche di pagare i lavoratori, senza deroga alcuna». L’intervento di De Luca:

«I giorni drammatici che il Paese sta vivendo, per la nostra provincia, già duramente colpita dal terremoto del 2016 , potrebbe essere il colpo fatale, soprattutto per il nostro entroterra. Assistiamo a tante esternazioni che tentano di salvaguardare solo e soltanto i propri interessi a danno di quelli della collettività e poche che invece provano ad essere costruttive. Noi rappresentanti del mondo delle costruzioni, nostro malgrado, siamo testimoni soprattutto nelle ultime settimane, delle due facce della stessa medaglia.

Abbiamo il mondo dei materiali (legno, laterizi, lapidei, cemento) che mostra grosse difficoltà a tentare di dare risposte immediate sia alle imprese che ai lavoratori, esempio concreto è che sulle innumerevoli richieste di cassa integrazione arrivate in questi giorni il 97 % delle aziende danno una risposta inadeguata, alcune perché fragili e con difficoltà oggettive. Altre, pur essendo solide, dimostrano totale indifferenza rispetto al valore sociale che l’impresa dovrebbe dimostrare in questi momenti. Quel 3% di imprese che dimostrano senso di responsabilità e riconoscono il giusto valore alla componente umana del mondo del lavoro (il lavoratore/trice), sono – al contrario di quello che si potrebbe pensare – imprese piccole e medie e abbiamo solo qualche sporadico esempio tra le grandi imprese presenti nel nostro territorio.

L’altra faccia della medaglia è il settore edile dove, anche se rispetto alle richieste di cassa integrazione le percentuali di cui sopra sono simili, la differenza la fa il sistema bilaterale (Cassa edile) di cui il settore si è dotato da ormai cento anni. Grazie a tale sistema nei giorni scorsi le parti sociali nazionali hanno potuto decidere di fare arrivare in modo concreto e in tempi brevissimi risorse nelle tasche dei lavoratori, allo stesso tempo poter sospendere immediatamente gli oneri contrattuali previsti alle imprese, infatti all’inizio di aprile sarà anticipato il versamento del premio Ape (anzianità professionale edile) ed entro il 30 aprile l’anticipo della Gratifica ferie per i lavoratori. Per le imprese è stato stabilito che i versamenti dovuti alle casse edili di febbraio, marzo e aprile si possono versare entro il 31 maggio.

Si coglie l’occasione per fare un appello a tutti i lavoratori edili, affinché nei prossimi giorni possano comunicare il proprio Iban alla rispettiva Cassa edile, per far sì che gli emolumenti di cui sopra possano essere accreditati sul proprio conto corrente evitando così di recarsi agli sportelli bancari o postali, nel rispetto della normativa vigente.

Visto il bell’esempio dimostrato dal sistema, dovremmo come parti sociali provinciali, metterci intorno ad un tavolo (virtuale) e condividere come salvaguardare ancor di più il sistema edile. Potrebbe essere una proposta il tentare di continuare a versare anche durante i periodi di cassa integrazione, gli accantonamenti e i contributi presso la cassa edile, sia da parte del lavoratore che dal datore di lavoro, perché così potremmo garantire salario differito ai lavoratori e servizi e aiuti concreti alle imprese, condizioni fondamentali per essere pronti alla ripartenza dopo questo tsunami.

Notizia positiva è quella annunciata nei giorni scorsi dal nuovo commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, cioè di liquidare alle imprese i lavori fino ad adesso realizzati nei cantieri del terremoto anche se non si è raggiunti lo stato di avanzamento che permetterebbe l’erogazione. Questo provvedimento deve permettere alle imprese di avere la liquidità necessaria per fronteggiare questo periodo così difficile, ma anche di pagare i lavoratori senza deroga alcuna.

In conclusione, mai come oggi ci si rende conto quanto è importante e fondamentale che il mondo del lavoro sia governato, rappresentato e gestito da soggetti che non possono non avere come requisito fondamentale il rispetto delle regole, del bene pubblico… in una parola… legalità. E’ lampante che se nel nostro Paese ci fosse stata la volontà di recuperare e poi ben gestire più di cento miliardi l’anno di risorse frutto del lavoro nero, dell’evasione ed elusione fiscale, in questi giorni sarebbe meno ma molto meno difficile affrontare questo dramma e sicuramente non dovremmo pietire il magnate di turno per comprarci il respiratore o la mascherina.

Nel contempo mai come adesso la politica dovrebbe essere voce unica nel reclamare nei confronti dell’Europa la solidarietà e le responsabilità che tutti gli Stati membri si devono assumere, evitando sterili e pericolose affermazioni demagoghe».

(Fe. Nar.)

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