L’aiuto è un percorso a ostacoli:
«Ho diritto ai 600 euro
ma per ora mi sono arreso»

LA SEGNALAZIONE di un maceratese riguarda il contributo per gli autonomi disposto dal Governo per l'emergenza coronavirus. Anche prepararsi a fare domanda è un'impresa (difficilmente realizzabile restando a casa)
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soldi

 

di Luca Patrassi

«Penso di rientrare tra quanti hanno diritto a quei 600 euro di rimborso una tantum indicati dal decreto del premier Conte per i lavoratori autonomi, per gli stagionali, per i professionisti iscritti all’Inps. Ho tentato di avere spiegazioni esaurienti ma mi sono arreso, per ora». La segnalazione di un cittadino riguarda una questione che nella provincia maceratese ha una platea di diverse migliaia di persone potenzialmente interessate, dai commercianti agli artigiani passando per i professionisti e chi opera nel settore agricolo. L’Inps dice che le domande vanno presentate in via telematica secondo i canali consueti mentre è annunciata solo per fine mese la pubblicazione del facsimile della domanda. Nel frattempo quali sono le cose che si possono fare? Non andare fisicamente all’Inps perché gli uffici sono chiusi ma attivarsi per avere pronti gli strumenti di accesso ai servizi dell’inps. Primo strumento basilare il possesso del pin. Che si ottiene in due tempi: la prima parte, una volta richiesto, arriva sul telefonino o via pec mentre la parte rimanente del pin arriva per posta. Tempo? In periodi normali 10/15 giorni, in questi periodi potrebbero occorrere qualcosa di più. Dunque due settimane per ottenere la chiave di accesso ai servizi online dell’Inps. Poi si può fare la domanda? No, bisogna inviare all’Inps la richiesta di rendere dispositivo il pin allegando copia del documento di identità e quando ci sarà la risposta di ritorno ci si potrà muovere nella speranza che nel frattempo non siano scaduti i termini per la presentazione della domanda volta ad ottenere i seicento euro. Oppure ci si può rivolgere ai patronati, sulla falsariga delle varie dichiarazioni (redditi ed altro) ma sempre mettendosi nell’ottica di fare la fila agli sportelli diversamente da quello slogan #ioresto a casa tanto sbandierato. Se si è deciso di entrare in questo contorto meccanismo burocratico, qualora ne si uscisse, bisogna guardare bene il giorno di inizio che sarà scelto per il via alle operazioni: i primi clic sul sistema saranno quelli prima presi in esame. Se non fosse che si tratta di misure di sostegno a persone in difficoltà, potrebbero essere utili giochi di famiglia per passare il tempo in “quarantena”.

 

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