Nessuna protezione ai dipendenti
e nemmeno il pass per il lavoro:
il prefetto chiude azienda

CORONAVIRUS - Trenta giorni di sospensione dell'attività per violazioni al decreto per il contrasto all'epidemia. Indagine dei carabinieri del Nil dopo che la polizia aveva fermato nove braccianti di ritorno dal lavoro
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Il prefetto Iolanda Rolli

 

Lavoratori senza protezioni individuali, che viaggiavano su di un mezzo tutti insieme e nessun foglio che attestasse che andavano al lavoro: chiusa per 30 giorni una azienda agricola per violazioni al decreto del governo in materia di contrasto all’epidemia del Coronavirus. Tutto è iniziato con nove lavoratori identificati dalla polizia nel corso dei controlli sul rispetto del decreto “Io resto a casa. I nove lavoratori, tutti pakistani, stavano facendo ritorno da una giornata di lavoro nel Fermano quando sono stati controllati (uno non aveva il permesso di soggiorno). La polizia ha interessato i carabinieri del Nil ed è scattata una indagine che ha portato ad accertare le gravi inosservanze da parte di un’azienda agricola, già sottoposta al controllo giudiziario su disposizione della Procura di Macerata, in quanto oggetto d’indagine per il reato di sfruttamento del lavoro. I lavoratori sono risultati privi della certificazione rilasciata dall’azienda che attestasse l’effettiva necessità dello spostamento, sprovvisti dei dispositivi di protezione individuale obbligatori per l’attuale emergenza epidemiologica, e viaggiavano a bordo di un unico mezzo ad una distanza ravvicinata di meno di un metro. L’azienda non ha ottemperato al decreto della presidenza del consiglio dei ministri né al protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro. La prefettura ne ha disposto la chiusura per trenta giorni. Il prefetto Iolanda Rolli ha voluto rivolgere «un messaggio di vivo apprezzamento e di sincero compiacimento» al procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio e al comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Michele Roberti, «ed il più sentito plauso agli uomini e alle donne della Polizia e dell’Arma dei carabinieri che con grande professionalità, dedizione e incondizionato impegno, quotidianamente operano nello spirito di servizio alla comunità». Il prefetto ha sottolineato che «il lavoro nero altera la leale concorrenza rischiando di escludere dal mercato proprio le imprese che operano correttamente a vantaggio degli operatori economici che violano abitualmente gli obblighi retributivi, contributivi e fiscali, sfruttando i lavoratori con compensi irrisori a fronte di prestazioni lavorative spesso nettamente superiori ai limiti orari massimi previsti dai contratti nazionali di categoria».

(redazione CM)

 

 

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