«Nella casa impronte di Salvini e Meloni»,
il legale: «Solo una battuta
non volevo offendere nessuno»

L'AVVOCATO Gianfranco Borgani, che assiste il secondo indagato per l'omicidio di Pamela Mastropietro, precisa la dichiarazione fatta ieri dopo il sopralluogo nella casa di via Spalato
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L’avvocato Gianfranco Borgani

 

«Quella su Matteo Salvini e sulla Meloni era solo una battuta, intendevo dire che i carabinieri erano stati nella casa di via Spalato, a Macerata, avevano fatto tutti i rilievi e intendevo dire che ormai era stato trovato tutto e mi chiedevo cosa restasse da rinvenire, forse le impronte di qualche persona conosciuta». L’avvocato Gianfranco Borgani, che assiste il secondo nigeriano indagato per l’omicidio di Pamela Mastropietro, L. D., chiarisce la battuta («Nella casa c’erano anche le impronte di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni») che ha fatto ieri dopo il sopralluogo nella casa di via Spalato 124 dove la 18enne è stata fatta a pezzi (leggi l’articolo). Viste alcune reazioni che sono seguite ha deciso di precisare che «non c’era nessuna volontà di offendere nessuno». Secondo gli inquirenti Pamela sarebbe stata uccisa o sarebbe morta per overdose, e il corpo sarebbe poi stato fatto a pezzi e messo all’interno di due trolley che poi sono stati abbandonati nelle campagne di Casette Verdini di Pollenza.

 

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