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Delitto di Pamela,
critica l’associazione Penelope:
«Il nigeriano doveva essere espulso»

ORRORE A MACERATA - La onlus che si occupa di persone scomparse punta il dito contro le istituzioni locali per il fatto che il 29enne Innocent Oseghale, arrestato con l'accusa di omicidio, fosse ancora in Italia nonostante il permesso di soggiorno scaduto
sabato 3 febbraio 2018 - Ore 10:01 - caricamento letture
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Innocent Oseghale portato via dai carabinieri

«Il macabro epilogo che ha coinvolto la povera Pamela accentua ancor più la situazione di degrado e la mancanza di sicurezza nella città». Sono le parole dell’associazione onlus Penelope Marche, che si occupa di assistenza e sostegno alle famiglie di persone scomparse, sull’omicidio della 18enne Pamela Mastropietro, fatta a pezzi e  ritrovata mercoledì mattina a Casette Verdini in due valigie.  La onlus punta il dito innanzitutto contro la comunità di recupero dove Pamela era ospite.

Pamela Mastropietro

«La scomparsa e l’omicidio perpetrato nei riguardi della giovane romana che era ospite della comunità per curare la sua dipendenza da stupefacenti – scrivono i rappresentanti di Penelope – richiama alla luce i diversi casi di scomparsa che avvengono nel nostro Paese dalle strutture di recupero che hanno lo scopo di sostenere ed aiutare i soggetti malati attraverso un programma di disintossicazione e riabilitazione. La struttura che ha in carico il malato, sia maggiorenne che minorenne, deve espressamente prevedere un’assistenza e una vigilanza, diurna e notturna, più incisive al fine di un maggior controllo degli ospiti così da evitare fughe improvvise. Le comunità cui vengono affidati i soggetti malati dovrebbero, inoltre, predisporre sistemi e cancelli di sicurezza». L’associazione poi parla del ruolo delle istituzioni e del fatto che il 29enne nigeriano Innocent Oseghale, in carcere con l’accusa di omicidio, fosse già stato arrestato per spaccio e avesse il permesso di soggiorno scaduto. «Critichiamo aspramente e con fermezza il ruolo delle istituzioni locali – aggiunge la onlus – in quanto l’extracomunitario secondo quanto previsto dalla legge, doveva abbandonare il nostro Paese. Compito del prefetto era l’adozione del decreto di espulsione dello straniero dal territorio italiano.  Esprimiamo piena vicinanza alla famiglia di Pamela  in questa gravissima circostanza che l’ha colpita auspicando nella giustizia e in una pena esemplare per il crimine commesso e sollecitando che vengano accertate le responsabilità di eventuali complici nel delitto».

 

Rilievi nell’appartamento di via Spalato

 

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