Ecco i 6 forzisti maceratesi
che puntano a Palazzo Raffaello
La new entry è Francesca Falchi

ELEZIONI - Pronta la lista degli azzurri guidata da Barbara Cacciolari, con gli uscenti Enzo Marangoni e Ottavio Brini, poi Simone Livi, Fabio Pistarelli e l'ex Miss Marche. Celani: "Con Spacca con il nostro programma". Bugaro: "Inutile votare Lega e FdI"
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Barbara Cacciolari

Barbara Cacciolari

La lista per le regionali della provincia di Macerata di Forza Italia è stata definita formalmente in vista della scadenza per la consegna . La capolista è una donna. Barbara Cacciolari, di Castelraimondo, impegnata nell’azienda di famiglia a Matelica e già candidata delle Marche alle ultime elezioni europee. Al numero due figura il recanatese Enzo Marangoni, consigliere uscente, di Recanati, eletto con la Lega e poi fuoriuscito per fondare una sua lista territoriale, prima di aderire al partito di Berlusconi. Quindi Ottavio Brini, di Civitanova, anch’egli consigliere uscente, rientrato in Forza Italia dopo aver aderito a Ncd; Simone Livi, di Sant’Angelo in Pontano, già assessore provinciale nella giunta Capponi; Fabio Pistarelli, di Macerata, che ha conteso nelle scorse elezioni la carica di sindaco a Romano Carancini dopo aver occupato lo scranno di consigliere regionale  dal 2000 al 2010. Infine la new entry Francesca Falchi di Civitanova, già Miss Marche, di recente coniugata con Massimo Calcinaro, uno dei rampolli di casa Paciotti. La Falchi è un esordiente in politica.

 

Francesca Falchi

Francesca Falchi

Simone Livi

Simone Livi

Simone Livi spiega in una nota le motivazioni della sua scelta: «Dopo mesi di riflessioni e di confronti con amici, attivisti, amministratori, dirigenti di partito e di area, ho deciso di accettare la candidatura. Il percorso politico ed amministrativo cui ho dedicato parte della mia vita, con gli  ideali di onestà intellettuale ed integrità morale che ne costituiscono bagaglio  imprescindibile, mi porta ora a rinnovare la disponibilità in  funzione di una realistica efficienza operativa in un contesto tanto complesso, consapevole di quanto sia preziosa l’esperienza acquisita ma anche la mia estraneità ad ogni insana logica di potere. Il mio impegno in Regione sarà finalizzato, tra le altre cose, a pretendere un necessario riequilibrio a scopo propulsivo delle  risorse, della produttività  e della centralità  della nostra provincia, che deve poter contare su di un’equa ripartizione finanziaria, progettuale e decisionale nei confronti delle altre aree locali e macroterritoriali. Da convinto sostenitore delle sinergie partecipative mi  sono appositamente avvalso della consulenza di una squadra di referenti professionali che mi hanno coadiuvato nella realizzazione di un programma approfondito che avrò modo di illustrare dettagliatamente nei prossimi giorni. Ringrazio le tantissime persone che hanno fortemente incoraggiato la mia candidatura unitamente agli Organi di partito che hanno creduto in me, chiedendo una disponibilità che mi sforzerò di onorare  con tutto il mio impegno professionale e personale».

Piero Celani

Piero Celani

Piero Celani, il candidato alla vicepresidenza della Regione in ticket con Gian Mario Spacca interviene su quella che lui stesso definisce una strana campagna elettorale: «Gli amici di ieri sono gli avversari di oggi. Ma è anche la campagna elettorale dove l’ideologizzazione ha il sopravvento sulla buona amministrazione. Credo che oggi i cittadini vogliono essere amministrati bene. Vogliono servizi efficienti, carichi fiscali alleggeriti, poca incidenza della burocrazia, politiche a sostegno del lavoro e dell’occupazione. Politiche che mettano al primo posto il cittadino. Assistiamo invece al moltiplicarsi di episodi legati esclusivamente a logiche di partito. Spacca, ieri per il Pd era il paladino di buon governo ed oggi è un pessimo esempio di attaccamento al potere. La Lega di Paolini dapprima corre da sola ed ora invece appoggia Acquaroli di Fratelli d’Italia. Il Pd si riconferma come un partito che continua ad avere nel Dna i geni trasmessigli dai padri fondatori del vecchio Pci. E’ una sorta di riflesso condizionato. Così quanti dal centrodestra in questi anni sono transitati sotto le insegne del Pd sono stati mondati dal peccato originale della provenienza e acclamati quali campioni di lungimiranza politica.  Ma il passaggio al centrodestra non è accettato. Significa indegnità politica, trasformismo.   E mentre le Marche attendono scelte che consentono finalmente di riprendere le fila di quel modello marchigiano di sviluppo che tanto ha dato alla nostra economia e alla nostra crescita, ecco che vecchie logiche di potere hanno il sopravvento. Forza Italia ha deciso di convergere su Spacca e Area Popolare, riconfermando la sua vocazione centrista e moderata. Ci accomuna la stessa identità di vedute. La stessa visione delle cose da fare. Sappiamo che davanti a noi c’è un cammino duro, impegnativo. Si tratta di rigenerare una regione forte di pluralità e per questo capace di riprendere il cammino interrotto. Lo facciamo, noi di Forza Italia, con Gian Mario Spacca. Lo facciamo con quanti credono, come noi, alla mission di buon governo. Lo facciamo perché uniti da un programma comune. Il programma, il progetto innanzitutto. Invitiamo gli elettori a giudicarci sul programma, sul progetto che vogliamo realizzare per le Marche. Questo è il vero giudizio che conta: quello del cittadino elettore. Nei prossimi giorni, nel seguito di questa campagna elettorale, sapremo puntualizzare meglio i nostri punti programmatici. Sono dieci. Non è un libro dei sogni. E’ concretezza, pragmatismo, buon senso.

Giacomo Bugaro

Giacomo Bugaro

Per il voto utile si esprime il candidato Giacomo Bugaro di Ancona:  «Le elezioni regionali saranno di fatto una sorta di referendum tra il programma di Spacca e quello di Ceriscioli. Oggettivamente, al di la della propaganda, gli altri candidati non hanno alcuna chance di vittoria e la scelta sarà tra la conservazione del Pd che vuole spostare l’asse regionale su Pesaro e la volontà di rilancio che il patto per le Marche tra Forza Italia e Spacca rappresenta. Votare per tutte le altre formazioni politiche significa disperdere il voto rispetto ai due principali contendenti. Aggiungo che scegliere la destra-destra di Lega e Fratelli d’Italia significa indirettamente votare Pd appunto perchè si sottrarrebbero voti al vero centro destra in campo rappresentato da Forza Italia e Marche 2020, la vera alternativa concreta e di governo al Pd.»

 

 

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