Treia, illuminazione ridotta
solo dopo le festività natalizie
RISPARMIO - A partire dal 9 gennaio lo spegnimento avverrà mezz’ora dopo il tramonto astronomico e mezz’ora prima dell’alba astronomica e solo un’ora e mezza durante la notte (dalle 3 alle 4,30). Il sindaco Capponi: «Tutte le espressioni politiche e civiche presenti in Consiglio hanno condiviso questa soluzione, in modo da non scaricare sui cittadini enormi aumenti dei costi dei servizi»

Un impianto al led (foto di repertorio)
Rimodulata la decisione, che era stata adottata in via sperimentale, di spegnimento dell’illuminazione pubblica nel Comune di Treia (leggi l’articolo). Dopo una prima fase “di prova”, si è riunita la Commissione Bilancio condividendo anche con l’opposizione nuove soluzioni, sempre nell’ottica di abbattere il caro bollette che a Treia ha fatto registrare un aumento sulla spesa corrente di 650 mila euro. Dunque, come era stato già preventivato, dal 20 dicembre al 9 gennaio, ovvero in concomitanza delle festività natalizie, l’illuminazione pubblica resterà accesa come prima della crisi.
«Questo considerato che sotto Natale ci sono più occasioni di socialità e di spostamenti – spiega il sindaco Franco Capponi – per agevolare il tutto abbiamo pensato a una soluzione ad hoc proprio per le feste». Poi, a partire dal 9 gennaio la riduzione dell’illuminazione pubblica prevedrà l’accensione mezz’ora più tardi rispetto all’orario del tramonto astronomico e lo spegnimento mezz’ora prima dell’alba astronomica e di notte ci sarà l’interruzione di solo 1 ora e mezza dalle 3,00 alle 4,30 quando c’è meno bisogno.
«Si tratta di una soluzione adottata, in comune accordo con l’opposizione, considerando anche le esigenze di diversi cittadini che ci hanno richiesto la possibilità di avere l’illuminazione delle vie pubbliche in orari successivi alle 5,00 riaccendendo l’illuminazione pubblica alle 4,30 – spiega il sindaco Capponi – Avevamo già anticipato che la prima fase sarebbe stata del tutto sperimentale e che sarebbe stata rivista e migliorata anche in base all’osservazione e alla segnalazione delle esigenze diverse da parte della cittadinanza.
Questa iniziativa ci consente di recuperare solo una parte del consistente aumento dei costi energetici. Lo spegnimento parziale della pubblica illuminazione si rende necessario perché l’aumento della spesa riguardante solo l’illuminazione pubblica, da una prima proiezione sul prossimo anno, si aggirerà intorno ai 500mila euro: in pratica il 10% di tutti i costi variabili sostenuti dal Comune.
Sarebbe stato necessario recuperare circa 650mila euro per pareggiare i conti, ma se consideriamo che la proposta di Finanziaria, del Governo Meloni, non ha praticamente previsto ristori per i Comuni – continua Capponi – Si parla di una cifra che per il Comune di Treia sarà intorno ai 75 mila euro, contro i circa 200mila euro risarciti per il 2022 dal governo Draghi nel mentre nel 2023 ci sarà un impatto di aumenti assolutamente maggiore che nel 2022. La misura è sperimentale come accennato e ci consente di abbattere questi aumenti (per circa 200mila euro) e poi dovremmo confidare in un riallineamento in basso dei costi energetici dai prossimi mesi (cosa oggi improbabile) e nell’aumento dei contributi a ristoro degli aumenti da parte dello Stato. L’obiettivo dell’iniziativa è anche quello di generare una minima equità sociale.
L’aumento del costo dei servizi per garantire l’illuminazione pubblica si sarebbe scaricato su tutti i cittadini infatti, anche su quelli che l’illuminazione pubblica non ce l’hanno e che sono più del 50per cento dei nostri residenti. Gli esperti e i tecnici comunali presenti in Commissione hanno inoltre assicurato che da questa decisone non scaturisce nessuna responsabilità per l’Ente locale per incidenti o altri fatti legati alla carenza di luminosità notturna, in quanto l’amministrazione non ha nessun obbligo di garantire l’illuminazione pubblica almeno per la qualità dei sistemi stradali presenti nel nostro comune. Continueranno invece ad essere operative tutte le telecamere (circa 80 e dotate di sistemi ad “infrarosso”) presenti sui punti nevralgici del traffico ma anche sulle aree residenziali per contrastare eventi delittuosi, furti e altre forme di degrado sociale».





































Dai consiglieri comunali di Prima Treia Vittorio Sampaolo, Andrea Mozzoni e Gianluca Gagliardini riceviamo: «Finalmente è arrivato il dietrofront del sindaco Franco Capponi sullo spegnimento dell’illuminazione pubblica nel Comune di Treia. L’obiettivo rimane sempre quello della revoca completa dell’Ordinanza n. 41 per le tante criticità individuate a discapito della sicurezza dei cittadini che, per noi, rimane al primo posto. La riunione della Commissione Bilancio che abbiamo richiesto ha comunque visto l’accordo tra le parti per la sospensione dello spegnimento delle luci, tornando alla modalità pre ordinanza, almeno per la durata delle festività natalizie, dal 20 dicembre al 9 gennaio. In sede di discussione abbiamo preso atto, quindi, della volontà di concordare una marcia indietro, pur parziale, da parte della Giunta Capponi. Difatti, dopo le feste, dal 9 gennaio la riduzione dell’illuminazione pubblica prevederà l’accensione mezz’ora più tardi rispetto all’orario del tramonto e lo spegnimento mezz’ora prima dell’alba, mentre di notte ci sarà l’interruzione di 1 ora e mezza dalle 3 alle 4.30. Si tratta di un compromesso che risponde almeno in parte alle lamentele di tanti cittadini e alle nostre sollecitazioni, siamo consapevoli della gravità del problema del caro bollette, al quale, tuttavia, si potrebbe porre rimedio iniziando prima a mettere fine allo sperpero di denaro pubblico già preventivato (e a oggi rimandabile proprio per la situazione di crisi in atto) per l’acquisto di immobili che piace tanto a questa Amministrazione. Sul documento rimangono anche i dubbi sulla legittimità dell’interruzione di pubblico servizio in atto, così come appare evidente come l’assenza dell’illuminazione pubblica nelle aree urbane possa causare maggiori rischi all’incolumità dei cittadini, incentivare l’azione di malintenzionati, al pari della forte preoccupazione riguardante la non conformità di questa iniziativa al piano di protezione civile della città in caso di calamità».