Al bar a lume di candela,
il black out contro i prezzi folli:
«Passati da 100 a 500 euro di luce al giorno»

CIVITANOVA - Iniziativa al bar Servidei ieri dal tardo pomeriggio sino alla chiusura. Il titolare: «Tra quel locale e lo chalet Dune a luglio e agosto abbiamo speso di corrente 45mila euro, l'anno scorso 15mila. E' insostenibile. Con questa iniziativa, che riproporremo, penso siamo riusciti a risparmiare 100, 150 euro»
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Candele al bar Servidei

di Gianluca Ginella

E venne il tempo delle candele. Non per fare i romantici ma per tagliare i costi delle bollette. E così ieri al bar Servidei si sono spente le luci, perché così, con questi costi delle bollette, una soluzione va trovata. A decidere il black out volontario è stato il titolare del bar Servidei di Civitanova, Marco Servidei.

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Marco Servidei

«È una cosa che faremo spesso – dice il titolare – sinceramente si risparmia, oltre che essere una forma di protesta. Ho anche uno chalet, il Dune, e tra quello e il bar di Fontespina, tra luglio e agosto abbiamo pagato 45mila euro di luce, una cosa esorbitante rispetto ai 15mila euro dell’anno scorso, è insostenibile. Il Dune pensavamo di tenerlo aperto nel weekend ma i costi sono troppo alti e abbiamo deciso di tenerlo chiuso, lo riapriremo la prossima estate».

servidei-bar-candeleAnche per il bar il titolare ha dovuto decidere alcuni cambiamenti, ad esempio la ristorazione è solo la sera e apre su prenotazione. Ieri pomeriggio (alle 18) c’era la partita tra Milan e Juventus e nel locale in tanti sono andati ad assistere al match. E lo hanno fatto a lume di candela (l’effetto è stato un po’ come stare al cinema).

«I costi per la luce, al bar, giornalmente, sono di 500 euro, l’anno scorso erano circa cento. Parliamo di un aumento di 4 volte e mezza. Prima pagavo 8 centesimi al kilowatt, ora 54. Ieri penso di aver risparmiato 100, 150 euro. Considerando che i costi maggiori derivano dal forno, dalla friggitrice, dalla cappa, dall’aria condizionata. Luglio ed agosto con maggiori presenze ci siamo salvati, ma temo settembre, ottobre e novembre saranno in passivo. Bisogna vedere fino a quando si resiste» continua Servidei.

Una iniziativa, ieri durata fino alle 22 («prima eravamo aperti h24 ma ora appena finito il servizio cena chiudiamo» dice Servidei) che continuerà. Magari qualche collega di Servidei prenderà spunto, e dopotutto se non nasce da una idea romantica ne ha comunque avuto l’aspetto. Soluzioni fai da te in attesa (o forse meglio dire nella speranza) che arrivino aiuti per far fronte a quello che non si può definire un rincaro dei costi ma semmai si deve parlare di una folle corsa.

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