Focolaio di Cingoli, Morgoni su Salvini:
«Ha a cuore solo il suo tornaconto
Calpesta la dignità del Paese»

COVID-19 - Dura la reazione del deputato dem alla polemica innescata dall'amministrazione locale e rilanciata dal leader della Lega dopo i 36 contagi complessivi nella casa di riposo e i due morti: «Una performance di falsa attenzione, credo non sappia neanche dove si trovi a livello geografico la città»
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Il deputato dem Mario Morgoni

 

«Salvini non ha a cuore Cingoli, ha a cuore la solita speculazione propagandistica su una vicenda drammatica per tornaconto personale. Tutto questo è scandaloso, calpesta la dignità del Paese». Ci va giù duro Mario Morgoni, deputato dem di Potenza Picena, sull’uso strumentale che a suo avviso il leader della Lega ha fatto del caso della casa di riposo di Cingoli. Una situazione drammatica quella che si sta vivendo nella struttura della città dell’entroterra: 34 pazienti e due operatori positivi al Coronavirus, sei anziani in condizioni critiche e due morti ad oggi. Un caso che è diventato ben presto nazionale, con Salvini che l’altro giorno, raccogliendo le polemiche dell’amministrazione locale verso la Regione, aveva inviato una lettera al premier Conte per chiedere un intervento. E così ieri da una parte il governo ha interessato della questione la Protezione civile, che invierà rinforzi e due medici militari, dall’altra la procura di Macerata ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo aggravato e lesioni personali (leggi l’articolo).

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I medici militari davanti casa di riposo a colloquio con il medico di base Luigi Ippoliti

Ma per Morgoni, l’interessamento di Salvini, non è altro che un tentativo maldestro di conquistare consensi. «Purtroppo in una condizione come quella che viviamo di grande drammaticità per tutti, la destra non perde il vizio di lucrare sulle difficoltà – attacca il deputato dem – Anzi rivediamo il film del terremoto, più si accentuano le difficoltà, più la destra cerca di trarre un profitto dal disagio e dalla rabbia che si provano in queste situazioni. Per noi non è una novità. Salvini si esibisce in questa performance di falsa attenzione nei confronti di Cingoli, nonostante credo non sappia neanche dove si trovi a livello geografico. E’ evidente il fatto che la casa riposo non è gestita dal Servizio sanitario nazionale, ma da una società incaricata dal Comune. Quindi la drammatica situazione che si è creata non è da imputare all’organizzazione sanitaria regionale, diradiamo la propaganda: il caso di Cingoli non a che fare con malfunzionamenti e omissioni della sanità pubblica. Tra l’altro mi risulta che le autorità preposte hanno risposto prontamente e compatibilmente con una situazione che vede il sistema sanitario in una situazione assolutamente eccezionale e anomala. Io penso sia scandaloso utilizzare questa situazione per attaccare la Regione e il governo. Piuttosto sarebbe più opportuno chiedersi prima di lanciare accuse verso soggetti esterni: quali erano le reali condizioni di gestione della struttura? Le norme igienico sanitarie erano adeguate?». Perché per Morgoni è evidente che la Regione «più volte criticata, in alcune occasioni anche in maniera fondata, in questo frangente stia gestendo in modo assolutamente adeguato e convincente una situazione straordinaria. Lo dimostrano i fatti – continua il deputato – e la disponibilità, l’impegno, la dedizione di tutti gli operatori sanitari che rischiano sulla propria pelle non può essere infangata. Ma Salvini è costretto a farlo, perché ha costruito il suo consenso su questo e non ha altri strumenti se non continuare a fare quello che ha sempre fatto, calpestando la dignità di questo Paese».

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Il leader della Lega Matteo Salvini

Quindi Morgoni contesta anche le affermazioni fatte da Salvini e dalla destra in generale sul decreto “Cura Italia”, soprattutto per quanto riguarda i soldi messi sul piatto (25 miliardi) rispetto a quelli di altre nazioni europee. «Il governo – sottolinea – ha improntato una manovra importante e ne farà un’altra, ma ricordiamoci che tutto questo sarà un fardello debitorio da restituire con enormi sacrifici. Questo però Salvini non può dirlo perché non è utile alla sua politica». E così anche per l’appello lanciato ieri dal leader della Lega, che ha chiesto una convocazione urgente del Parlamento per discutere proprio del decreto “Cura Italia”.  «Se c’è qualcuno che non lavora è proprio lui – ribatte Morgoni – non a caso venne giustamente definito “fannullone” in Parlamento europeo. E’ dimostrato anche dai dati del nostro Senato: a novembre 2019 aveva 7% di presenze e aveva votato 390 volte su 5.569. Mi sembra evidente sia lui lo scansafatiche per definizione. Quindi credo che anche chi lo osanna non possa non tenere conto di queste pagliacciate che tra l’altro fanno male al Paese: fa passare il Parlamento come una manica di fannuloni quando lui è l’alfiere dei fannulloni». Infine Morgoni fa una considerazione generale su certo modo di intendere la vita sociale e politica.  «Questa grave emergenza che stiamo affrontando – conclude il deputato – dimostra che tutte le politiche promosse fin qui dalle destre e che si fondano su separazione, isolamento, particolarismo, muri e intolleranze sono fallimentari. Questo evento richiama una parola: solidarietà e oltre a questo una grande esigenza di cooperazione, unità, capacità di lavorare insieme a livello internazionale.  La politica dell’isolamento significa tornare alla condizione di barbarie. Salvini si aggrappa pateticamente a questi cliché ma seguirlo vorrebbe dire portare il Paese verso il fallimento. Fare i gradassi a parole è un conto, ma sfasciare un Paese paese comporta drammi per tutti, quindi è fondamentale restare lontani dal populismo di una destra che di liberale ha ben poco».

(Gio. Def.)



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