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Gran Ballo dell’Ottocento
davanti allo specchio di Svoboda
«Faremo danzare lo Sferisterio»

MACERATA POST-OPERA - Il maestro di cerimonia Nino Graziano presenta la serata di gala che andrà in scena domani sera in arena dopo l'ultima rappresentazione della Traviata con vestiti d'epoca e danzatori della Compagnia Nazionale di Danza Storica
venerdì 10 agosto 2018 - Ore 19:48 - caricamento letture
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di Marco Ribechi

Dopo la Traviata il Gran Ballo dell’800. Lo Sferisterio si prepara ad accogliere la Compagnia Nazionale di Danza Storica, con il maestro di cerimonia Nino Graziano Luca, per un evento che senza dubbio resterà nella storia della città e dell’arena. Oltre 70 danzatori, tutti in abiti assolutamente d’epoca, domani sera dopo l’opera calcheranno il palco con l’allestimento di Josef Svoboda, per dare il via a una grande festa d’epoca che vedrà meravigliosi valzer, quadriglie, contraddanze, mazurche tratte dai manuali dei più celebri maestri del XIX secolo.

 

Maestro Nino Graziano Luca, come mai la vostra partecipazione a questo evento speciale?

«Tutto nasce da un’idea di Barbara Minghetti che ha contattato la nostra compagnia. Lo Sferisterio ha una tradizione di Gran Balli Ottocenteschi già da prima che iniziassero le rappresentazioni dell’Opera, quindi danzare al suo interno è come restituire una parte della sua storia. Non posso nascondere la gioia di aver ricevuto l’invito in quello che considero uno dei più importanti tempi della lirica. Salire su un palco che ha alle spalle secoli di tradizioni nobiliari è un’opportunità per tutto il movimento della danza storica. Tra l’altro come compagnia siamo anche membri ufficiali del consiglio internazionale per la danza Unesco quindi l’evento non passerà inosservato».

Come sarà organizzato lo spettacolo?

«Sarà diviso in due parti. All’inizio danzeremo le arie celebri della lirica, inizieremo con la marcia dell’Aida che è stata la prima opera rappresentata allo Sferisterio. Passeremo alla Traviata, al Rigoletto senza dimenticare La Gioconda, che è stata la seconda opera in cartellone. Sarà quindi un’omaggio alla grande opera, all’operetta e al balletto. La seconda parte invece sarà un viaggio nell’Unione Europea Danza e  alle danze di tutta europa del XIX° secolo, danze nobiliari di corte con musiche di Verdi, Ponchielli, Strauss».

 

 

Chi fa parte della vostra Compagnia?

«La sede principale è a Roma, abbiamo vari danzatori professionisti con cui facciamo spettacoli anche in giro per il mondo, soprattutto sulla tradizione italiana. Poi però abbiamo anche la parte associativa che raccoglie appassionati sparsi per la penisola e le nostre sedi sono a macchia di leopardo. Con lo spettacolo che seguirà La Traviata inizierà la 29a stagione della compagnia. Tutto quello che proponiamo è filologico, viene cioè ricostruito attraverso ricerche storiche. Allo Sferisterio gli uomini saranno in frac mentre le donne in crinolina. Abbiamo una piccola sartoria ma molti dei ballerini sono proprietari dei loro costumi, alcune donne ne hanno anche otto o nove».

Qual è l’obiettivo del vostro lavoro?

«Lo scopo è non solo quello di dare un contributo alle danze storiche ma anche riscoprire quella forma di garbo e di rispetto, di cortesia, che caratterizza questo mondo. Dopo 30 anni di lavoro posso dire che oggi le danze storiche sono sempre più diffuse in tutta Europa, noi stessi abbiamo svariate apparizioni televisive».

Come sarà danzare nel famoso specchio di Svoboda?

«Lo specchio è un elemento decisamente spettacolare, spero si troverà la giusta inclinazione per valorizzare sia la regia che i nostri movimenti. Quella di domani sarà una vera e propria festa, e come dico sempre un ballo è bello quando tutti danzano. Quindi ad un certo punto farò di tutto per coinvolgere gli spettatori in platea affinché si possa rivivere realmente l’atmosfera di gioia che vogliamo riprodurre».

 

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