La Lega stronca il Flauto di Vick,
Morgoni: «Intolleranza inquietante»

MACERATA - La risposta del deputato democrat a Patassini e Arrigoni che hanno accusato il Pd di avere a che fare con le scelte registiche dell'opera. Il sindaco Carancini risponde con l'encomio del Sole 24 ore
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Mario Morgoni

 

«Tra gli atti che preparano la strada a regimi antidemocratici, quelli che riguardano l’intolleranza contro la cultura e l’arte sono di una inquietante premonizione». Così il deputato del Pd Mario Morgoni replica alle parole del collega leghista Tullio Patassini, che stamattina – insieme al commissario per le Marche Paolo Arrigoni -, ha inveito contro l’amministrazione di Macerata accusandola di aver avuto un qualche ruolo nelle scelte registiche del Flauto Magico firmato da Graham Vick (leggi l’articolo). Un’opera che ha diviso il pubblico e che ha messo in scena molti simboli della società contemporanea, compresa una ruspa di salviniana memoria. Un elemento, tra gli altri, che non è affatto piaciuto ai leghisti che hanno puntato il dito contro il Pd locale. Morgoni sottolinea che «in effetti l’arte e la cultura, con il loro bisogno di libertà di espressione, rappresentano per chiunque voglia imporre un pensiero unico, un insopportabile ostacolo. L’onorevole Patassini, a dispetto della sua indole mite e gioviale, con il suo intervento sulla Prima del “Flauto Magico” sembra collocarsi dentro questo non certo encomiabile filone. Non entro nel merito della qualità dell’evento culturale, pure apprezzato, ma lanciare gli schizzi di fango della polemica politica contro questa rappresentazione appare francamente grottesco».

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La ruspa nell’allestimento del Flauto magico

Patassini e Arrigoni hanno tirato in ballo nella critica al Flauto Magico di Vick, anche l’omicidio brutale di Pamela Mastropietro. «Io credo – dice Morgoni -, che Macerata e tutta la nostra comunità non meritino certe esibizioni di bassa lega così come, dopo la tragedia immane dell’efferato assassinio di Pamela non avrebbero meritato che un energumeno che il partito di Patassini aveva candidato alle amministrative di Corridonia, girasse per la città sparando addosso a persone innocenti e indifese. E per concludere, Macerata non avrebbe meritato neanche la vergogna di troppe persone apertamente simpatizzanti verso questo non esemplare concittadino. Quella offesa al senso di umanità ha reso ancora più grande la tragedia di Pamela, e più assordanti i colpi di pistola di Traini». L’accusato numero uno dalla Lega, il sindaco Romano Carancini, ha preferito non replicare direttamente ma ha affidato a qualche riga su Facebook una stilettata al deputato del Carroccio. Il sindaco cita infatti l’articolo del Sole 24 ore, che parla del Flauto magico di Macerata come dell'”avvenimento teatrale dell’estate non solo italiana”. «Dedicato – aggiunge Carancini nel post – al parlamentare del nostro territorio onorevole sig. Tullio Patassini».

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