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Tutte le Traviate del cinema:
Capecci ospite agli Aperitivi Culturali

MACERATA - Nel primo appuntamento dell'ultimo weekend agli Antichi Forni la sceneggiatrice e scrittrice ha analizzato la trama dell'opera verdiana mostrando come sia poi stata reinterpretata sul grande schermo
venerdì 10 agosto 2018 - Ore 16:56 - caricamento letture
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Valentina Capecci

 

di Marco Ribechi

Violetta, dalla Traviata al cinema. L’ultimo fine settimana degli Aperitivi Culturali agli Antichi Forni di Macerata si apre all’insegna del grande schermo. Ospite di Cinzia Maroni è Valentina Capecci, sceneggiatrice, scrittrice e curatrice di diversi lavori sia per il cinema che per la televisione, come: L’uomo perfetto, Caterina e le sue figlie, I Cesaroni, Il commissario Manara, Provaci ancora prof. Tra le sue ultime pubblicazioni Lui è mio e lo rivoglio, ebook che è stato per oltre un anno nella top ten della sezione umoristica di Amazon. «L’amore della Traviata è divenuto ormai un classico per il cinema – spiega Capecci – è il tipo di storia universale che non passa mai di moda. Ci troviamo davanti a un amore ostacolato a cui i personaggi possono reagire in due modi, o si soccombe o si combatte l’ostacolo. Violetta decide di soccombere mentre se prendiamo ad esempio Romeo e Giulietta il tema è l’opposizione perchè evidentemente valutano il loro sentimento più forte delle regole sociali».

Cinzia Maroni

Sullo schermo intanto passano immagini di Greta Garbo, tratte dal film Margherita Gauthier. «Il fatto che la protagonista non combatta – dice Capecci – fa capire che la parte del Brindiam è tutta una finta, in realtà lei vive con il senso di colpa per la sua condotta». Dopo quasi 100 anni il cinema reintepreterà la Traviata, spesso spondandosi dalla pietà al puro ricatto. «In molti casi il ruolo dell’ostacolo, del cattivo – aggiunge Capecci – è stato assegnato alla madre ricca e  spietata. In Italia l’esempio è quello di Raffaello Matarazzo che creerà proprio un genere a partire dal film capostipite Catene e poi Figli di nessuno, Torno!. Erano film che piacevano al popolo del dopoguerra che poteva immedesimarsi nei protagonisti anche perchè, nella vita in campagna, tutti avevano nell’armadio lo scheletro di un amore non cofessato».

Gli Antichi Forni

Dall’Italia all’America con il film del 1966 Madame X: «Appresa la lezione di Matarazzo che faceva incassi record con la storia della Traviata anche Hollywood ha iniziato ad adattarla – conclude Capecci – in Madame X la prostituta diventa una commessa che ha la sola colpa di accettare un invito inopportuno. Da quel momento è una discesa negli inferi che annienterà la protagonista sia psicologicamente che fisicamente. Lo spettatore ne esce straziato ma resta la morale conservatrice che riporta la donna al proprio posto». L’aperitivo è stato offerto da QB – Quanto Basta. L’appuntamento di domani vedrà protagoniste Lucrezia Ercoli e Lucia Tancredi e analizzerà i ruoli di uomini e donne nelle tre opere, l’incontro si terrà in memoria della filosofa Monia Andreani, grande amica degli Aperitivi Culturali e recentemente scomparsa.



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