La “strada dei sogni”
di Fabrizio Romozzi: (VIDEO)
“E’ stata un’esperienza esaltante”

REPORATAGE/6 - L'intervista all’inventore della Quadrilatero (un suo libro sul tema in preparazione ) conclude il viaggio ad un anno dall'apertura della Ss77: "E' una grande vetrina sui mercati". Scoperte diverse tombe matrimoniali, di un uomo e di una donna sull’altopiano, che verranno svelate il 9 settembre a Colfiorito alla presenza di Paolo Grossi
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L'intervista a Fabrizio Romozzi
Fabrizio-Romozzi

Fabrizio Romozzi

dall’inviato

Maurizio Verdenelli

Lui, l’inventore della Quadrilatero, è un architetto maceratese e finora non aveva mai concesso interviste. L’esperienza professionale di una vita è però dentro tutta in un libro ‘La strada dei sogni’ presto in edicola. Dentro c’è un intero spaccato, con tante storie e personaggi, alcuni dei quali scomparsi (per propria volontà) dalla politica. Come il prof. Sauro Pigliapoco, per due mandati presidente della Provincia, uno dei pochi amministratori pubblici legati alla sinistra a non far distinzione se un buon progetto provenisse dalla sua ‘ditta’ (per dirla con don Milani).

PresPigliapoco

Sauro Pigliapoco

“I nostri problemi ad incontrarci con lui erano però seri: di carattere enogastronomico. A tavola, io, Mario (Baldassarri), Ermanno (Pupo), Gennaro (Pieralisi) siamo ottime forchette, mentre il professor Pigliapoco aveva da poco abbracciato i principi sani di una dieta particolare ed allora…” sorride l’arch. Fabrizio Romozzi. Che altro non si lascia sfuggire circa l’incipit del ‘sogno’. A parte il fatto che l’idea gli era venuta da quanto fosse sparpagliato sul territorio il tessuto produttivo nel Maceratese. Con l’eccezione dell’area calzaturiera non a caso aggregata attorno alla statale 77, che ne costituiva appunto un poderoso asse attrezzato. Eureka, disse qualcuno nato ma Siracusa 287 anni avanti Cristo e che non era Steve Jobs. Da questa constatazione euristico-filosofica antica come il mondo nasce ‘Quadrilatero Marche Umbria Spa (Qmu)’, grazie Archimede!

QUADRILATERO-ROMOZZI

Foto concessa da Fabrizio Romozzi (da sinistra con Ermanno Pupo, Mario Baldassarri e Gennaro Pieralisi)

Architetto Romozzi, ad un anno esatto dall’inaugurazione della nuova statale 77 Valdichienti, si può dire che sia stato almeno in parte recuperato il 4,9% di Pil perduto dal territorio per carenza infrastrutturale? “Relativamente al gap infrastrutturale del 4,9% di Pil evidenziato nello studio PwC (Pricewaterhouse Coopers) va precisato che il modello Qmu  è costituito essenzialmente: 1) da un sistema di viabilità costituito da 160km di strade con caratteristiche diverse (nazionale Ctg B, regionale Ctg C2 Pedemontana e di raccordo: intervallive e  ammodernamento della ss78). Tale reticolo infrastrutturale incrementa l’accessibilità alle aree interne di Marche ed Umbria rappresentando la spina dorsale del tessuto produttivo locale; 2) dallo strumento di programmazione e pianificazione del Pav, Piano d’area vasta la cui completa realizzazione è stata prevista nel 2034 (strumento all’avanguardia in termini concettuali e giuridici, riveste infatti carattere di pubblica utilità e si attua attraverso l’accordo di programma tra le istituzioni interessate); 3) dalla società pubblica di progetto ai sensi dell’articolo 172 del D.Lgs 163, soggetto attuatore unico, mantenuto nell’attuale codice degli appalti. In conclusione c’è dunque ancora tempo per attendere il recupero completo strategico del 4.9 perduto dalle Marche, ma è certo che siamo sulla strada buona. C’è da camminare, però, anzi correre: ma stavolta abbiamo le strade giuste”.

SEMAFORO-INTELLIGENTE-CIVITANOVA

Il semaforo intelligente all’uscita della superstrada a Civitanova (foto De Marco)

La sua ricetta per ovviare al semaforo che conclude a Civitanova la superstrada… “La ricetta per risolvere il congestionamento del traffico su Civitanova e l’eliminazione del reflusso di traffico sull’asta fino a Montecosaro e a volte fino a Morrovalle era stato previsto e finanziato con 22,670 milioni di euro (delib. Cipe 13/2004) ed era costituito da un sistema infrastrutturale costituito da rotatorie a quota della Ss16 e dal cavalcavia a due corsie che avrebbe permesso di oltrepassare la Ss16 e la ferrovia e si sarebbe innestato su un’altra rotatoria di fronte allo stadio. Quando si è concepito un’opera così importante non solo per le Marche e l’Umbria ma per tutto il Paese – rappresenta il sistema viario trasversale dell’Italia  centrale – non ci dovrebbero essere rimpianti ma si pensa sempre che si poteva fare di più e non si è fatto mai abbastanza. Il cavalcavia di Civitanova avrebbe rappresentato un’opera di architettura, non solo di viabilità ed un sistema integrato di funzioni. Volevo rendere autosufficiente dal punto di vista energetico tutta illuminazione delle gallerie, attraverso la produzione di energia verde rinnovabile, che avrebbe portato ad un risparmio di qualche milione di euro annuo solo sulla Ss77. Invece…”

superstradaPer l’inizio di una nuova storia tra Marche e Umbria basta la superstrada? Saranno tagliati fuori i piccoli centri? “Il sistema viario di Quadrilatero, due trasversali e la pedemontana che le collega ha di fatto unito Marche ed Umbria a beneficio non solo del turismo ma anche dei distretti produttivi -non dimentichiamo la vocazione manifatturiera della nostra regione. Credo che la nuova ss77 abbia portato soltanto vantaggi anche per le piccole comunità. Su 37km ci sono 3 svincoli: Serravalle – Colfiorito -Foligno e due semisvincoli a Muccia. E’ indubbio che bisogna cambiare mentalità nell’ambito del settore enogastronomico nel valorizzare le eccellenze umbro/marchigiane. La nuova Valdichienti rappresenta una grande vetrina sui mercati”.

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Un cantiere della Quadrilatero

Da ex direttore generale di Quadrilatero ha rimpianti: ‘cose’ che non ha fatto e che poteva fare? “Due parole, prima sulla Quadrilatero Spa. Nata nel giugno 2003, nel 2005/2007 ha reperito risorse e completato gli atti tecnici amministrativi comprese le progettazioni (suddivise in due maxi lotti) ed ha effettuato le gare a Contraente generale assegnando le opere. I lavori della superstrada Foligno – Civitanova, iniziati nell’ottobre 2009, sono terminati nel giugno 2015: l’apertura al traffico dell’intera tratta è avvenuta come noto il 28 luglio dello scorso anno. Si tratta di 37.5 km di una splendida strada di montagna con 14 gallerie naturali a doppia canna e 15 viadotti, 7 in acciaio e 8 in c.a.p che hanno reso fruibile l’intera asta di 107 km (Civitanova – Foligno).  Si è trattato di un’esperienza esaltante, corroborata dalla adozione di un protocollo di legalità con le prefetture di Macerata e Perugia, la collaborazione del gruppo Interforce e dell’Università Politecnica delle Marche. Parlo del sistema Pcq Smart-Space che con l’utilizzo di cip-con sistema rfid (identificazione a radio frequenza) ha permesso la tracciabilita dei calcestruzzi.il: il protocollo di sicurezza sulla ss77. E c’è stato pure un protocollo con le soprintendenze di Umbria e Marche per le modalità di scavo e valorizzazione dei reperti archeologici, in modo particolare per la conservazione, tutela e promozione dei cospicui rinvenimenti dal periodo neolitico all’età romana e tardo-antica”.

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Il progetto della Quadrilatero Marche- Umbria

Non pensa che Quadrilatero dovrebbe incentivare di più anche indicando le giuste strategie, la voglia di esserci da parte dei comuni che rischiano di essere tagliati fuori? “Oggi Qmu vale un punto di Pil in tre anni grazie soltanto alla realizzazione di Ss77 e la 318. Ma con il completamento della Ss76 entro giugno 2018 e la pedemontana Fabriano – Castelraimondo – Camerino -Sfercia il Pil  balzerà ancora più in alto. Parliamo infatti di un grande progetto che si va a portare a termine: un sistema infrastrutturale “coast to coast”, una sorta di “land bridge” di collegamento tra i Balcani e la penisola iberica. Inoltre lo strumento del Piano area vasta che ha permesso un innalzamento dei flussi di cassa attraverso risorse private derivanti dall’incremento della tassa inscrizione alle Camere di Commercio e dai proventi del materiale pregiato estrattodalle gallerie, prevedeva l’attivazione della cosiddetta “cattura di valore” attraverso le reti tecnologiche (banda larga): gli assi stradali sono infatti dotati  di cavidotti  pronti per la fibra da infilare. Le cosiddette Aree Leader, invece, a causa della crisi congiunturale, del settore immobiliare e il disallineamento temporale tra la messa in esercizio delle infrastrutture e l’attrazione degli investimenti su tali interventi, non hanno avuto i risultati attesi. Tuttavia è indubbio che la cattura di valore così come concepita nel Pav offre maggiori risultati nella fase di esercizio delle infrastrutture che nella fase di costruzione (oggi): è stato dunque un vero peccato che questa tecnica sia stato abbandonata nel momento che avrebbe dato migliori risultati. Lo strumento della ‘cattura di valore’ comunque rimane valido e innovativo. In conclusione vorrei rivolgere, un ringraziamento cui tengo in modo particolare…”

Rivolto a…? “All’indimenticabile dottor Ermanno Pupo. Con noi sin dal 29 luglio 2001 quando il ‘sogno’ della strada appariva irraggiungibile. Tanto che andando a Roma al Mediocredito, una delle prime volte, preso da scoramento ci disse: “Vedrete, ci cacceranno a calci…”. In realtà lui ci credeva, forse, più di tutti. E un anno fa, poco prima d’andarsene con questa grande soddisfazione nel cuore ha ringraziato al telefono Mario (Baldassarri) cui tutto si deve, ovviamente. Ermanno, grazie ancora: sei nei nostri cuori”.”.

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Il vescovo Nazzareno Marconi

Ad indicare come ormai funzioni il contatto Marche Umbria, direzione Foligno-Civitanova (per il resto attendiamo la Perugia-Ancona) c’è un altro testo praticissimo che niente a che vere con la tecnologia avanzata. “In una mattinata di domenica, era non più tardi delle dieci, ho contato 1.600 colazioni ‘servite’ dai grill dell’area tolentinate sulla superstrada” assicura lo chef Alberto Vitali. Basta in fondo questo che bisogna far presto per tendere le reti su quella che il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, ha definito ‘una superstrada bellissima ed utilissima’. Il prelato, intervenuto a suo tempo sulla benedizione non voluta della superstrada, nella cerimonia di un anno fa, non facendo mancare la sua solidarietà ‘al collega di Foligno’ privato (da Matteo Renzi) di tale incombenza, accarezza l’idea che ‘passate mode laiciste’, la superstrada riprenda l’antica denominazione di ‘Via Lauretana’. Una Via che si percorre in un amen, meglio, lo spazio di una ‘corona’ recitata mentalmente alla guida dell’auto come ha fatto lui, monsignor Marconi da Foligno fino a Macerata. Ed allora un’infrastruttura così varrà bene un rosario.

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Tomba del carro

Tanto più che, a consacrare quasi un nuovo inizio tra Marche ed Umbria, un suggello di unità, sono state scoperte insieme con la rivoluzionaria ‘tomba del carro’, la bellissima ‘Fanciulla di Plestia’, “diverse tombe matrimoniali, di un uomo e di una donna sull’altopiano”. L’annuncio straordinario ed inedito e dell’archeologo Giorgio Franco Pocobelli, uno dei protagonisti con Tiziana Talocci, la coop. Kora (cui attribuita la scoperta della villa romana di Muccia) e delle archeologhe Maria Romana Picuti e Matelda Albanesi cui si deve il ritorno alla luce di uno splendido tempietto romano a Casette di Cupigliolo.

 

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Paolo Grossi

Grandi scoperte finanziate da Quadrilatero che verranno illustrate, dopo il mancato vernissage a Villa Giulia previsto a giugno, in un grande convegno il 9 settembre a Colfiorito (tensostrutture) alla presenza di Paolo Grossi, presidente della Corte Costituzionale a vent’anni dal terremoto umbro-marchigiano. Il tema, sugli usi fondiari familiari del territorio, rimanda al concetto di unità e di ‘vincolo’ matrimoniale.

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Maria Romana Picuti

“Da parte nostra, di matrimoni ne celebreremo diciassette. Marito e moglie per un anno” dice Maurizio Serafini. Tanti, in tre giorni soltanto, quelli del festival celtico di Montelago. Ci sarà spazio anche per un certamen giallo-letterario e pure una scultura ‘l’Arpa della rinascita’. “Alta cinque metri, si vedrà pure dalla superstrada” aggiunge Serafini che aspetta 50.000 ‘celti’ a Taverne, una delle aree leader andate ‘deluse’, come dice Romozzi. Tende al posto delle aziende che volevano, Quadrilatero e Comune di Serravalle. “Due aziende verranno però a Casali, con i fondi del sisma” dice l’ex sindaco Venanzo Ronchetti. E a Taverne, tra Marche ed Umbria, smontato l’accampamento della celtica gioiosa macchina dei giochi? Per ora non si vedono graditi ‘invasori’ all’orizzonte, silenzio anche sull’attesa promessa del governatore Cerescioli: un’area ‘vetrina’ sulle eccellenze marchigiane a dare il benvenuto in questa splendida Terra di mezzo (ma non futuro Deserto dei tartari) solcata come una farfalla dalla nuova Valdichienti.

6/fine

 

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Il progetto dell’arpa celtica

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