Renzi venerdì ad Ancona:
“Berlusconi ha dato forfait?
Cambia idea come con patto Nazareno”

ELEZIONI REGIONALI - Il premieri chiuderà la campagna elettorale di Ceriscioli al teatro delle Muse. Prima visiterà l'azienda Rainbow del maceratese Iginio Straffi
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Luca Ceriscioli con Matteo Renzi (foto Luca Toni)

Luca Ceriscioli con Matteo Renzi (foto Luca Toni)

Venerdì 29 maggio il premier Matteo Renzi sarà ad Ancona per la chiusura della campagna elettorale Pd delle elezioni regionali. L’appuntamento, aperto alla cittadinanza, è previsto al teatro delle Muse di Ancona, alle ore 17,30. Il segretario nazionale del Partito Democratico alle ore 17 visiterà l’azienda Rainbow, accompagnato dal creatore delle Winxs, Iginio Straffi. Lo rende noto il segretario regionale del Pd Marche, Francesco Comi.
“L’arrivo di Renzi – spiega il candidato presidente Luca Ceriscioli – dimostra l’attenzione del governo verso il nostro territorio. Una vicinanza importante che sarà fondamentale per affrontare i cambiamenti dei prossimi anni. Le Marche non possono permettersi l’isolamento politico. Solo il Pd, una grande forza popolare che governa il Paese e ha un peso forte in Europa, garantisce quel legame fondamentale con le istituzioni nazionali e europee che può portare quel valore aggiunto all’esecutivo regionale per risolvere le questioni che stanno più a cuore ai marchigiani. Fare squadra con il governo e i nostri parlamentari europei sarà la carta giusta per affrontare le sfide che ci attendono”.

In un’intervista a E’Tv Marche Renzi ha rimarcato quanto sia importante che il candidato ”abbia il sostegno di tutto il Pd . Berlusconi ha dato forfait a Spacca? ”Berlusconi è così, bisogna prenderlo com’è. Prima dice una cosa poi cambia idea, è successo a me con il patto del Nazareno, è successo a Spacca per la visita nelle Marche, cambia idea”.

”Dalle Marche avremo un buon risultato, se dovessi scommettere, scommetterei senz’altro”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi sul risultato di Luca Ceriscioli alle elezioni regionali. ”Le Marche sono una regione fantastica e come tale giocheranno un ruolo importante”. ”Luca è stato un ottimo sindaco, credo che abbia vinto delle primarie difficili perché erano primarie che si sono giocate sul filo di 6-7 punti percentuali. Pochi voti. Sarà un ottimo presidente della Regione” ha aggiunto Renzi. Quanto a Berlusconi, ”credo che dovendo scegliere tra il Pd e Forza Italia, il Pd è il futuro, Forza Italia è il passato”.

”Le Marche quest’anno sono una peculiarità. Con un presidente appoggiato dal centrosinistra (Gian Mario Spacca ndr) che poi all’improvviso pur di restare sulla stessa poltrona decide di cambiare schieramento, coalizione, di farsi appoggiare da Berlusconi, è qualcosa di strano. Detto questo però tanto vinciamo noi” ha detto ancora il premier.- ”Non voglio litigare con Spacca, ci ha messo dieci anni a capire che Forza Italia era meglio?” ha aggiunto Renzi. ”Qualcuno potrebbe pensare che lo ha fatto più per la poltrona, ma ripeto noi toglieremo ogni equivoco e ogni imbarazzo perché lui ha cambiato coalizione, lui ha cambiato idea, ma noi cambieremo presidente”.

Per Renzi “me il problema non è se vinciamo tutte le regioni, per me il problema, da presidente del Consiglio, è se rimettiamo in moto la speranza, ci curiamo delle aziende che rimettono al centro la qualità dei lavoratori”.

La vicenda Whirlpool, ma anche la scelta della multinazionale Prysmian di chiudere lo stabilimento di Ascoli Piceno sono due delle vertenze di multinazionali citate dal premier Matteo Renzi. “Prysmian – ha ricordato – è una realtà italiana. Parte italiana e poi si apre alla borsa, una delle poche public company in Italia. Non penso che noi possiamo cambiare la storia dell’economia”. “Sempre di più si va verso questo modello, in cui le grandi aziende hanno investimenti in tutto il mondo. La vera sfida è riuscire a rendere questo Paese competitivo”. ”Per farlo – secondo Renzi – bisogna abbassare le tasse, semplificare la burocrazia, investire in innovazione e nel capitale umano e nella qualità delle persone”. ”Certo – ha aggiunto – ci sono delle crisi aziendali aperte. Però sono comunque crisi che possono essere affrontate e risolte. Questa è la mia convinzione. L’Italia dalla globalizzazione ha più da guadagnare che da perdere, perché ci sono 800 milioni di persone, nuovi consumatori che hanno voglia dei prodotti italiani, di qualità italiana. Bisogna essere capaci di non difendere soltanto il passato. Se alcune aziende falliscono – ha concluso il premier – è anche perché non sono state capaci di innovare e la vita va sempre così”.

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