Romano Mari stringe la mano a Parcaroli:
«Abbassiamo i toni per il bene della città»
MACERATA AL BALLOTTAGGIO - Il vicesindaco in pectore del centrosinistra incontra il candidato del centrodestra in piazza della Libertà per il 2 Giugno. Un appello alla maturità civile a entrambe le coalizioni, la replica sul caso del vocale e il commento sulla lettera del vescovo Marconi

Oggi la stretta di mano tra Sandro Parcaroli e Romano Mari
di Matteo Zallocco (foto Falcioni)
Macerata si veste a festa per il 2 Giugno (leggi l’articolo), ma la politica cittadina, in vista del ballottaggio di domenica e lunedì, resta al centro dei riflettori, regalando un’immagine che ridefinisce i contorni di una campagna elettorale negli ultimi giorni accesissima. Romano Mari, dopo il sostegno ufficiale al candidato di centrosinistra Gianluca Tittarelli – un accordo che, seppur non detto esplicitamente, lo vedrà ricoprire la carica di vicesindaco in caso di vittoria -, oggi ha stretto la mano al sindaco uscente e candidato del centrodestra Sandro Parcaroli, proprio durante le celebrazioni della Festa della Repubblica in piazza della Libertà. Un gesto di distensione da parte di entrambi che arriva dopo giorni di fuoco tra i militanti delle due fazioni.

Dottor Mari, che vi siete detti con Parcaroli stamattina in piazza?
«Ci siamo fatti gli auguri per il bene della città. Chiunque sarà eletto, sono comunque certo che l’impegno sarà per il bene di Macerata e non dobbiamo lasciare strascichi personali su questa vicenda. Ritengo che i toni di questa campagna debbano essere un pochettino attenuati: dopo la mia discesa in campo si è alzato un polverone e questo non è il mio stile, non è nel mio modo di fare. Non pensavo che questo accordo creasse tutto questo parlare».

Romano Mari con il rettore di Unimc John Mc Court
La campagna elettorale in effetti si è infuocata dopo il suo accordo con Tittarelli.
«Dobbiamo ricondurre la campagna elettorale a espressioni civili, e mi riferisco ad entrambe le coalizioni, riconducendo il confronto ai veri temi della città. Come ho sempre detto, sono un uomo che unisce e non che divide, per cui metto a disposizione la mia esperienza, sia come medico che come amministratore, per risolvere i problemi della sanità che insistono sulla nostra città: dalla costruzione del nuovo ospedale fino al nuovo riassetto della riforma territoriale della medicina».

Romano Mari con la deputata Pd Irene Manzi
Oggi è la Festa della Repubblica. C’è un parallelismo con il momento attuale?
«Oggi dobbiamo manifestare una certa maturità. È il 2 Giugno, la Festa della Repubblica, e pensiamo a quale maturità ha manifestato il popolo italiano 80 anni fa quando, con il suffragio universale, votarono per il 2 Giugno anche le donne e nacque la Repubblica. Manifestiamo maturità. La Repubblica si fonda sui valori della Resistenza e sui veri valori democratici».

Guardando alle liste, si nota una scarsa presenza femminile. Cosa ne pensa?
«C’è stata una mancanza di sensibilità».
E per quanto riguarda i giovani? Come riavvicinarli?
«Dobbiamo insistere per incutere in loro i veri valori che fondano la nostra democrazia, facendo capire che un popolo, una nazione, una comunità, è ricca non tanto per il valore del denaro o di cose effimere ma è ricca nella capacità di trasmettere i veri valori che fondano la nostra società. Uno dei valori è far comprendere l’importanza dell’impegno civile».

Romano Mari con Noemi Tartabini (Fratelli d’Italia), sindaca di Potenza Picena
Cosa si sente di dire alle nuove generazioni?
«Vorrei dire che la nostra Costituzione e la nostra democrazia non ci sono state date per una gratuita elargizione della storia, bensì sono state conquistate con il sangue e il sacrificio di coloro che, credendo in certi particolari e fondanti valori, hanno dato anche la loro vita. Questo passato va ricordato per impostare un futuro che garantisca sempre democrazia e libertà».
Ieri ha fatto molto discutere la lettera del vescovo Marconi. Come l’ha vista?
«Si è espresso come si poteva esprimere, non può dare consigli sulle indicazioni di voto. L’ho letta come una esortazione all’impegno civile, un appello ad andare al voto, e che poi non ci si debba lagnare quando altri prendono le decisioni».

Renzo Marinelli, consigliere regionale della Lega, Romano Mari e Irene Manzi
E’ di ieri anche l’ufficialità dell’accordo tra Tittarelli e Sigona, come lo vede?
«Lo vedo bene, perché Officina delle idee era nell’ambito del centrosinistra ed è stato opportuno che Marco Sigona abbia concluso un accordo con Tittarelli nell’ambito del centrosinistra e con i temi portati avanti da entrambe le coalizioni».

Mari con Ulderico Orazi (Riformisti)
Il vocale dello staff di Parcaroli certifica che il centrodestra ha avuto paura dell’ingresso di Romano Mari?
«Quel vocale da parte del portavoce di Parcaroli è purtroppo una grande caduta di stile. Non è in questo modo che si può affrontare una campagna elettorale, sollecitando le “truppe cammellate” ad intervenire».
Dottor Mari, fino a quattro giorni fa era solo il presidente dell’Ordine dei medici, ora sembra quasi sia diventato il Mattarella di Macerata.
«Grazie, ma non scherziamo».
È la piazza della Repubblica: premiati, giovani e candidati per celebrare il 2 giugno (Foto/Video)







































Scongiurata la guerra di religione.
In cotanto clima bipartisan bisognerebbe che anche la coalizione di Parcaroli si facesse inoculare questo “Centrovital”, il ricostituente del dottor Mari; poi quando destra e sinistra scopriranno che si trattava di un placebo sarà troppo tardi e non resterà che il ricorso all’ Ordine dei Medici.
Mattarella belle parole… ditelo anche all’altro Romano di abbassare i toni pero’……