Silenzi show, accuse al “sistema Ciarapica”
«Cinque anni di opportunità mancate,
solo propaganda per catturare consensi»

ELEZIONI CIVITANOVA - Il capogruppo Pd ha ripercorso i tanti episodi registrati dal 2017 a oggi. Yuri Rosati gli lancia un appello: «Ripensaci, spero che ti ricandidi» .Paglialunga: «Tira aria buona, squadra coesa e partecipazione»
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Giulio Silenzi con Lidia Iezzi, segretaria cittadini del Pd

di Franco De Marco

È stato un Giulio Silenzi show quello che è andato in scena in una gremitissima sala consiliare di Civitanova. Il capogruppo del Pd ha messo sotto la lente d’ingrandimento l’operato di 5 anni del sindaco Fabrizio Ciarapica e della sua giunta.

Ha toccato, con il suo appassionato linguaggio, tanti e tanti fatti, dal caso Villa Eugenia («Che oggi, con i fondi Pnrr, poteva essere acquistata dal Comune che invece l’ha venduta per un piatto di lenticchie»), alla mancata casa di riposo alla Stella Maris, al porto Dubai, al parcheggio sotterraneo, alla cancellazione di Futura Festival («Il format è stato fatto proprio da Ascoli»), al caso Villa Letizia eccetera eccetera. E’ stata una lunga denuncia politica intramezzata anche da video (quello famoso dello streaming post Consiglio comunale e anche quello delle luminarie a L’aria che tira) e divertenti vignette (il modello Ciarapica) messi in onda con la regia di Rosetta Martellini.

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Yuri Rosati, consigliere comunale del Pd

«Oggi Civitanova – ha detto Giulio Silenzi – ha bisogno, votando, di mobilitare un nuovo inizio dove prevalgano i valori, dove la gente abbia pari opportunità, dove non ci sia paura di manifestare il proprio pensiero come oggi. Tanti hanno paura perché se hai bisogno di andare in Comune, e sei un amico, ti aprono le porte, ma se non sei amico no. Non sono neutri. Questo è il clima che si avverte in città. Ecco perché c’è assoluto bisogno di una speranza nuova». E questa speranza nuova secondo Silenzi si chiama Mirella Paglialunga, presente in sala naturalmente, sostenuta da 6 liste. Una disamina, quella del capogruppo Pd, col sapore dell’addio a Palazzo Sforza. Ma Yuri Rosati, anche lui consigliere comunale uscente e probabilmente entrante, gli ha lanciato un estremo appello: «Io spero che Giulio Silenzi si ricandidi». Ci ripenserà il leader Pd?

La convention dei Dem aveva come tema “Il sistema di potere dell’Amministrazione Ciarapica” e Giulio Silenzi ha ripercorso i tanti episodi registrati in questi 5 anni. «Sono tanti anni che sto nelle istituzioni – ha detto – ma sinceramente quello che è successo in 5 anni a Civitanova non l’ho mai visto. E non pensavo nemmeno che potesse capitare. È stata raccontata da Ciarapica una città che non è quella reale. Propaganda e narrazione solo per catturare i consensi. Dietro pochi fatti concreti. La cosa più grave di questi anni è che c’è stato un rapporto chiuso con la città, non quella istituzionale, ma con i cittadini che sono stati tagliati fuori dalle scelte di fondo. Queste scelte sono state prese da un gruppo ristretto di persone che avevano interessi nella città. Ciarapica si è rapportato con alcuni, pochi. In cinque anni non ha fatto un incontro pubblico e non ha proposta alcun progetto di trasformazione della città. Solo dai giornali abbiamo appreso dello spostamento dello stadio, del parcheggio sotterraneo al Varco a mare, del porto Dubai, eccetera. Su questi temi non c’è stato mai un confronto. Ecco il sistema Ciarapica che si è interfacciato solo con un piccolo gruppo di persone escludendo i civitanovesi e il confronto pubblico».

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Il pubblico in sala

Silenzi è un fiume in piena. «La mancanza di confronto ha creato l’immobilismo e in alcune occasioni la città si è ribellata con la gente scesa in piazza. Abbiamo bloccato scelte che avrebbero condizionato lo sviluppo della città fatte sulla testa dei civitanovesi. La trasparenza è venuta meno. Il sindaco ha chiuso il mandato senza aver portato a casa un’opera qualificante. Dopo 5 anni, pur disponendo complessivamente di   quasi 30 milioni di euro. Noi abbiamo amministrato senza un euro. La rotatoria e il sottopasso, con i 12 milioni assegnati dalla Quadrilatero, sono stati rimandati per interessi elettorali. Abbiamo incassato 12 milioni dalla vendita di Gas Marca: 6 sono serviti a risanare l’Atac e 6 erano disponibili in banca. Abbiamo chiesto: vogliamo discutere come utilizzarli? La risposta è stata: la maggioranza decide poi vi lo facciamo sapere. La contingenza del Covid, dal punto di vista finanziario, è stata una manna perché lo Stato ha riversato quasi 6 milioni di euro che però non sono nemmeno riusciti a spendere tutti. Avere 6 milioni significa liberare tutte le risorse. Qual è l’opera che ha caratterizzato questa amministrazione. Non c’è. Noi abbiamo realizzato il Palazzetto, la nuova Fiera, la bonifica del Panettone. Con il Varco a mare, senza dover dare incarichi esterni, abbiamo realizzato la più grande trasformazione urbanistica di questa città. E non c’è nulla di avviato al di là della rotatoria provvisoria con 500mila euro buttati via».

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La candidata sindaca Mirella Pagliaunga

Ancora sotto accusa Ciarapica. «Dice che Civitanova è unica ma lui voleva andare a fare il presidente della Regione, poi voleva fare il consigliere regionale, poi voleva fare il presidente della Provincia. Questo ha comportato che Civitanova pesa zero negli ambiti sovracomunali. Noi paghiamo 8-9 milioni al Cosmari, siamo quelli che paghiamo di più, ma nel Cda non abbiamo nessuno. All’Ato, che gestisce le acque, prima il presidente era di Recanati adesso di Morrovalle. Civitanova non conta niente. All’Amat su 30 componenti dell’assemblea Civitanova è assente. Invece Civitanova deve pesare. Ciarapica ha piegato tutto questo per i suoi obiettivi personali».

La convention del Pd, aperta dal segretario cittadino Lidia Iezzi, in sala tra gli altri Galliano e Francesco Micucci, Sergio Cognigni, eccetera, è stata chiusa dalla candidata sindaca Mirella Paglialunga. «Tira un’aria buona», ha detto rispetto ad una sua possibile vittoria ricordando anche il suo ruolo di equilibrio all’interno del Pd e della coalizione. «Si vince – ha insistito – modificando il modo di governare la città. Noi dobbiamo formare una squadra di governo coesa che renda trasparente e pubblico ogni passaggio con una partecipazione attiva della città. Le categorie devono avere tavoli di lavoro permanenti. Le scelte della Giunta dovranno essere conseguenti alla concertazione».

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