«Ciarapica adesso mi chiama squadrista
ma pochi giorni fa ha chiesto l’accordo
offrendomi il posto da vicesindaco»

ELEZIONI - Silvia Squadroni parla di un incontro del 16 aprile: «Mi ha invitata a fare un passo indietro da candidata sindaca ed entrare nella sua coalizione con una chiara condivisione del potere. Mi ha detto che Vince Civitanova si eliminerà da sola. Ha garantito una buona posizione a Ivo Costamagna». Anche il consigliere Stefano Ghio attacca sul video. Giulio Silenzi in vista del Consiglio rinviato a domani sera: «Va affrontato il tema del giorno, il fuori onda dello scandalo»
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Il fuori onda del post Consiglio continua ad infiammare la campagna elettorale. A rilanciare la palla “infuocata” nel campo avversario è proprio la candidata sindaca di SiAmo Civitanova Silvia Squadroni che dopo aver pubblicato il video che ha scatenato il vespaio risponde al sindaco Fabrizio Ciarapica. La Squadroni non ci sta ad essere definita “squadrista” e annuncia querele, svela che il primo cittadino le ha offerto il posto da vicesindaco in cambio di una rinuncia alla candidatura e che un altro posto di rilievo ha offerto a Ivo Costamagna. Oltre a ribadire con fermezza che la pubblicazione del video, in cui si vedono lo stesso Ciarapica, il presidente del Consiglio Claudio Morresi e Sergio Morosi discutere di delibere da infiocchettare e della sponsorizzazione di un collega di partito per un incarico tecnico, è stata un’operazione di verità per svelare alla città il modo di amministratore del suo avversario.

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Silvia Squadroni

Ecco la replica di Silvia Squadroni.

«Poiché il sindaco uscente, anziché chiudersi il fine settimana in un convento per riflettere, ha scelto la via dell’offesa personale, proseguendo a raccontare bugie, lo rimetto e lo ricolloco là dove i bugiardi devono essere ricondotti: nella verità. Quella che lui definisce una conversazione trafugata a Consiglio comunale già chiuso in realtà era, è e resta uno streaming accessibile e registrabile da chiunque. Torni a studiare nel vocabolario della lingua italiana il verbo trafugare ed impari a tacere. Poiché definisce il mio metodo un metodo squadrista Fabrizio Ciarapica mi offende proprio nella ricorrenza del 25 aprile: gli squadristi erano coloro i quali bastonavano a sangue e spesso ammazzavano gli oppositori. Nello e Carlo Rosselli o Giacomo Matteotti ne costituiscono esempio lampante, tanto che di questa qualificazione risponderà dinanzi all’autorità giudiziaria. In un paese definibile normale, l’indomani della pubblicazione di un colloquio tra tre cariche istituzionali dove si discute di appalti sotto soglia, amici di partito presentati ad imprese private per l’assunzione di incarichi remunerati o delibere da infiocchettare meglio, ci si dimette o si viene sfiduciati dagli stessi partiti della coalizione: invece Fabrizio Ciarapica reagisce insultandomi, senza entrare mai nel merito delle precise affermazioni.

Infatti la mia campagna elettorale segue da molti mesi due precise direttive: programmi e metodi mai sperimentati prima e pubblicazione delle malefatte di un gruppetto che ha tenuto in scacco la città a esclusivo beneficio di se stessi e di pochi altri: pubblichi l’elenco di chi gli paga la campagna elettorale Fabrizio Ciarapica, perché io sono pronta a fare altrettanto posto che con 65mila euro l’anno sempre dichiarati ed onestamente guadagnati, ho dato fondo a quel che ho. Io con la politica non ci debbo vivere. E lui?

Il buon sindaco prossimo allo sfratto scrive – imputandolo a me – di odio patologico e risentimento portati da una preoccupante mancanza di idee. Ora, posto che nella mia vita non ho mai odiato né nutro risentimenti per chicchessia e posto che le cattive compagnie le cancello non appena le scopro tali, in tema di odio e di risentimento verso le donne, il Papa, l’ex cancelliera tedesca, la presidente della Camera, una parlamentare di colore, giornaliste e conduttori, gay e diversi può serenamente andare a scuola dal suo vicesindaco, autentico professore delle due materie: l’odio ed il risentimento. Di cui peraltro si sta occupando il Tribunale di Macerata.

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Ivo Costamagna oggi con Vittorio Sgarbi e Fabrizio Ciarapica

Portare a conoscenza i cittadini di argomenti che riguardano la collettività non è risentimento, bensì trasparenza. Scrive che resterò sola coi 5 Stelle evidentemente riferendosi all’ultimo acquisto politico da lui compiuto: l’amico Ivo Costamagna, che si era avvicinato a me e che da qualche settimana non sento. Già tradito nel 2017 ma stavolta portatore – pare – di un impegno scritto proprio a firma Fabrizio Ciarapica di una posizione di potere in caso di elezione. Poco importa che i 3/4 della compagine che fu del ras socialista in questione siano già in RiformiAmo Civitanova o che Ivo, ad esempio, sia stato martirizzato giudizialmente dal vicesindaco costretto ad anni di processi. Se Fabrizio Ciarapica vince, Ivo Costamagna dovrà quotidianamente interfacciarsi col suo persecutore. Ma io, a dimostrazione che non nutro odio o risentimento, continuerò a volergli bene ad Ivo, considerandolo una mente politica eccelsa, una risorsa da consultare, seppur appartenente ad un passato archiviato dalla storia. Se oggi Fabrizio Ciarapica mi definisce candidata dei 5 stelle, ebbene solo pochi giorni fa ero per lui la candidata della sinistra mentre sabato 16 aprile 2022 (sabato santo) mi invitava ad entrare in coalizione con una chiara condivisione del potere se solo avessi fatto un passo indietro quale candidata sindaco. E dinanzi alla mia domanda provocatoria di cosa ne avrebbe fatto di Vince Civitanova – posto che Lega e Fratelli d’Italia sarebbero stati soddisfattissimi della mia eventuale alleanza – mi ha risposto che Vince Civitanova si eliminerà da sola col 3-4%, quest’uomo non conosce vergogna. 

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Silvia Squadroni nella sua sede elettorale durante la conferenza in cui è stato mostrato il video

E’ un bugiardo patologico il sindaco, perché contrariamente a quanto dichiarato nel comunicato pubblicato ieri, egli non fornisce molteplici nomi di professionisti, tanto che nei prossimi giorni inviterò in un pubblico convegno geometri, architetti ed ingegneri facendomi portatrice dell’effettiva turnazione e del binario tecnico- temporale unico nell’evasione di pratiche edilizie. Altro che pochezza di idee: io le idee ce le ho chiarissime. Sono mesi che giro per i quartieri raccogliendo il malessere dei cittadini e l’opposizione alla rielezione di questa gente per altri 5 anni, mentre il sindaco ci sta andando soltanto ora, trovando il deserto tanto da doversi portare appresso gli stessi adepti buoni per tutte le occasioni, così come soltanto da due mesi Ciarapica riempie di micro cantieri Civitanova: spieghi piuttosto – se non ha nulla da temere – perché ha disposto la cancellazione del video dello streaming incriminato: paura o tentativo postumo di eliminare una prova? Dimentica che è lo stesso presidente del Consiglio Comunale a dichiarare di essere in streaming. Se quel video ce lo avessi avuto due anni fa, Fabrizio Ciarapica non sarebbe più sindaco da allora perché a casa ce lo avrebbero mandato Lega e Fratelli d’Italia.

Non conosce vergogna Fabrizio Ciarapica: mentre Lega e Fratelli d’Italia nazionali, presa conoscenza del contenuto del video in questione , stanno valutando , interrogandosi , il da farsi e mentre le chat degli iscritti civitanovesi ribollono di indignazione ed imbarazzo, Fabrizio Ciarapica scrive ancora di centrodestra unito dimenticando che nell’ultimo anno i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia gli hanno sempre votato contro e che la Lega lo ha criticato e sconfessato pubblicamente, mentre Forza Italia l’ha spaccata proprio lui. Io squadrista ? L’intera città mi conosce per famiglia d’estrazione, professionalità , doti di moderazione, centrismo d’appartenenza e civicità d’elezione. Il resto, tutto il resto, sono i rigurgiti velenosi del caporale che si credette Napoleone a Citanò, con la sua corte di mercenari, dimenticando che, da semplice graduato, era diventato generale perché ce lo aveva fatto qualche d’un altro, da sempre dietro le quinte. Tanto ci ha creduto, Fabrizio Ciarapica, da sognare, nell’ordine, Provincia, Regione e Camera dei Deputati mentre l’altro – furbissimo – preferiva ruspare esclusivamente in città mantenendo sempre un basso profilo. Ma per diventare ufficiali occorre frequentare accademie e scuole di guerra. O vincere concorsi. Per questo, quando il caporale cadrà, la botta sarà più grossa, perché da tempo gli ho indicato la via della resa onorevole, nel mentre mi offriva l’incarico di assessore alla cultura (febbraio 2021) o quello di vicesindaco (aprile 2022). La resa onorevole l’ha rifiutata – Fabrizio Ciarapica – dopo aver fallito Provincia, Regione e Camera dei Deputati, così come io ho rifiutato le sue malefiche proposte preferendo mostrare alla città chi era realmente. E soprattutto come governa e da chi è governato».

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Stefano Massimiliano Ghio durante la presentazione del video alla stampa

STEFANO GHIO – «Per noi democrazia vuol dire anche battaglia per la legalità. Vuol dire lotta severa contro la corruzione. Vuol dire contrasto aperto contro le mafie e tutte le organizzazioni criminali. Sono una piaga aperta nel corpo del Paese». Con questa citazione di Sergio Mattarella il consigliere comunale e avvocato Stefano Massimiliano Ghio, che sostiene la candidata sindaca Silvia Squadroni, interviene sul video del post Consiglio comunale dopo la replica del primo cittadino Fabrizio Ciarapica.

«Nel ricordare la nostra storia e l’importanza che hanno avuto le lotte partigiane contro il nazi-fascismo, ricordo a tutti noi quanto affermato da Mattarella. Oggi il nostro 25 Aprile è la lotta a tutte le illegalità – scrive Ghio –  Chi non apprezza i combattenti che con il loro coraggio e la loro determinazione contrastano i piccoli politicanti del “favore” ed affermano la forza della autodeterminazione, della libertà, della onestà politica, della trasparenza quale garanzia di uguaglianza e pari opportunità, non meritano il rispetto della storia. Dinnanzi a quanto accade a Civitanova leggo commenti di uomini e donne di sinistra che guardando il dito (leggi Squadroni) non vedono la luna (leggi illegalità); leggo commenti di uomini e donne di centro destra che derubricano i fatti in chiacchiere da bar. Ebbene le prossime amministrative sono dedicate alla gente comune, quella che si alza al mattino per andare a lavorare; che alla sera si corica dopo aver messo a letto i propri figli con la preoccupazione del loro futuro. Questi uomini e donne sono chiamati a decidere che società vogliono per se ed i propri figli; se lasciare fare ai politici bugiardi ed interessati o incoraggiare coloro che vogliono la verità; se lasciar curare gli interessi della comunità a politici ideologici o a gente che sacrifica per loro l’orgoglio dell’appartenenza. È questo il tema della amministrative civitanovesi: può vincere la città o può vincere il politico (di destra o di sinistra). Il video pubblicato (non rubato perché era uno streaming) dalla Squadroni rappresenta solo l’evidenza che non concede alibi all’ipocrisia e mette sul piatto della bilancia per le scelte la verità degli atti, la verità dei caratteri, la verità sui politici locali. Sono gli unici? Sicuramente no ed è per questo che occorre la giusta determinazione di tutti per cambiare veramente manifestando un atto di amore per se è la città». 

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Giulio Silenzi, capogruppo del Pd in Consiglio comunale

GIULIO SILENZI – «Avevano detto che il 25 aprile non era la loro festa e in effetti siamo arrivati anche a convocare il Consiglio comunale il giorno della festa della Liberazione e con un metodo anomalo, citando un articolo del regolamento interpretato in maniera del tutto arbitraria per procedere con la ‘seconda convocazione’ in quanto non hanno la maggioranza per garantire il numero legale – scrive Giulio Silenzi, capogruppo Pd, che sostiene la candidata sindaca Mirella Paglialunga –  Il consiglio comunale dovrebbe affrontare il caso di questi giorni, il video in cui si parla della distribuzione degli incarichi ad esponenti di partito con una modalità che vede coinvolto il sindaco, il presidente del consiglio e il segretario comunale, un sistema che arreca vantaggi a persone che hanno l’unico merito di appartenere a Forza Italia, lo stesso partito del sindaco e di Morresi. In un paese normale, di fronte ad una conversazione come quella che emerge dal video, un sindaco e un presidente del consiglio dovrebbero rassegnare le dimissioni. Se poi pensiamo che Ciarapica promise di istituire un albo di professionisti per la rotazione degli incarichi così da evitare assegnazioni politiche, rendiamo conto ancor più della gravità di quanto accaduto e delle bugie dette ai cittadini e delle promesse sulla valorizzazione del lavoro, dei giovani, delle competenze, del merito e della trasparenza. A Civitanova è invece consolidato un sistema di potere ripugnante che mortifica chi non si muove dentro certe logiche e il Consiglio comunale dovrebbe affrontare questo tema, della sfiducia e delle dimissioni del sindaco e del presidente del consiglio in un seduta che il centro destra vuol fare forzatamente il 25 aprile per portare a casa alcune varianti che non è stato capace di risolvere in cinque anni. E’ chiaro che verrà valutata la regolarità della procedura adottata per la ‘seconda convocazione’ e se sarà il caso verrà inoltrato ricorso al Tar rispetto all’interpretazione della legge, la stessa con cui all’inizio del mandato di Ciarapica il segretario comunale sosteneva che la parità di genere era garantita da una sola donna in giunta. Poi, abbiamo visto tutti come è finita: le interpretazioni del segretario Morosi che copre le volontà politiche del sindaco Ciarapica non hanno superato il vaglio della legge e hanno dovuto rimediare».

 

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