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Anoressia e bulimia, Paola Giorgi:
«Con Ceriscioli assessore alla Sanità
fatto un salto indietro di 5 anni»

MARCHE 2020 - La candidata al Consiglio regionale nella lista Civitas Civici a sostegno di Acquaroli, porta avanti da anni la battaglia ai disturbi alimentari anche attraverso la testimonianza della sua esperienza personale
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Paola Giorgi

«Cinque anni di niente anche sui disturbi del comportamento alimentare. Anzi, cinque anni in cui si è arretrati rispetto a quanto costruito, su mia spinta e con la collaborazione degli operatori sanitari e delle famiglie di giovani malati, nella precedente legislatura».
È duro l’attacco della candidata al consiglio regionale delle Marche, Paola Giorgi, nella lista Civitas Civici a sostegno di Francesco Acquaroli, su un tema che da sempre le sta a cuore, quello dell’anoressia e della bulimia. Giorgi da sempre conduce una battaglia sul tema attraverso la testimonianza della sua personale esperienza, quando, ventenne, si ammalò di anoressia e nello svolgimento del suo ruolo istituzionale ha lavorato per dare una seria risposta a chi si trova ad affrontare questa drammatica esperienza. Una malattia che è la seconda causa di morte tra i giovani, con  un’ incidenza di età sempre più bassa e che mette a dura prova le famiglie che si trovano ad affrontarla. Una malattia che presenta elevati dati di mobilità passiva per il nostro sistema sanitario regionale.

«Nel marzo del 2015 – spiega – approvammo una delibera di Giunta che disegnava tutta la rete sanitaria di cura dei disturbi del comportamento alimentare, partendo dalla risposta territoriale fino all’individuazione dei centri ospedalieri preposti. Un lavoro volto anche a potenziare e mettere in sinergia le realtà già operanti nel territorio regionale alimentate allora da una grande passione da parte degli operatori sanitari piuttosto che da un disegno organico di risposta al bisogno. Nel percorso di cura dei Dca, malattie di natura psichiatrica, è fondamentale il percorso di riabilitazione multidisciplinare presso adeguate strutture residenziali mai attivate nella nostra Regione.
Una cosa avrebbe dovuto fare Ceriscioli – dice – , nella sua veste di Assessore alla Sanità: individuare la struttura e metterla in funzione. E invece non si è fatto nulla, si è perso tempo prezioso dietro vecchie allocazioni di posti letto dedicati indicati presso un sito praticamente inesistente. Abbiamo strutture ospedaliere chiuse – aggiunge Paola Giorgi – altre in riconversione e in cerca di identità: si sarebbe potuto individuare una di queste e renderla sede della fondamentale struttura residenziale per la cura dei Dca. E per la sua gestione si sarebbe potuto ricorrere subito a collaborazioni con riconosciute realtà già operanti in altre Regioni.
E’ incomprensibile come un presidente assessore alla Sanità, quale è stato Ceriscioli, così amante della sanità privata non abbia pensato a questa per rispondere ad una richiesta così specifica e piuttosto abbia operato per mettere in competizione, ad armi impari, la sanità privata con quella pubblica. Poco mi consola l’approvazione – dice –  da parte del consiglio regionale, della LR 40 del 3 agosto 2020 ‘Organizzazione e disciplina della presa in carico delle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione’ . La legge fa un balzo indietro di 5 anni perché norma quello che già era stato scritto nel 2015 con una delibera, che è un atto attuativo; inoltre, nella relazione tecnico finanziaria che la accompagna viene specificato che tutti gli articoli hanno invarianza finanziaria e non comportano oneri a carico del bilancio regionale. Parole vuote che forse lavano qualche coscienza, ma non leniscono le ferite di una malattia devastante per l’anima e per il corpo».
Conclude: «Ho combattuto tanto per diffondere il messaggio che dall’anoressia si può guarire – conclude – , combatterò ancora per essere al fianco delle famiglie che vivono questo dramma, affinché il lavoro che abbiamo fatto insieme trovi risposte certe e non indifferenza».

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