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Salvini raduna i leghisti a Pollenza:
«Il nostro avversario non è il Pd
ma il pensare di avere già vinto»

MARCHE 2020 - Il leader del Carroccio al Parco Hotel (dopo una visita alla Lube) ha arringato i sostenitori: «Mangialardi sa di aver perso, ai loro appuntamenti sono pochi e distanti, non solo fisicamente. Ma noi non dobbiamo cullarci sugli allori, lavoriamo fino all'ultimo giorno per convincere gli indecisi». Non ha mai nominato il candidato governatore Francesco Acquaroli, deputato di Fdi. Con lui invece Sandro Parcaroli, candidato sindaco a Macerata, a cui ha detto: «Vinceremo e tornerò da voi da presidente del Consiglio»
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Matteo Salvini oggi al Parco Hotel di Pollenza

 

di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)

Parco Hotel di Pollenza, l’appuntamento è – più o meno – per l’ora di pranzo di oggi. Il “Capitano” della Lega, il segretario nazionale Matteo Salvini arriva in discreto ritardo, ma bastano un attimo e un paio di battute per entrare in sintonia con il suo popolo che lo attende e lo acclama. C’è anche all’arrivo un “Dio ti benedica”. Sono in diverse centinaia ad attendere Matteo Salvini nel regno gastronomico di Giuseppe, Samuele e Orietta Giustozzi. La location è collaudata per  i grandi eventi, pochi minuti e Salvini prende il microfono introdotto dal commissario regionale Riccardo Marchetti. « Girare le Marche – è l’esordio di Salvini – è come fare tutti i giorni un Camel Trophy: strade interrotte, deviazioni, passaggi a livello. Lo sforzo che anche gli imprenditori fanno è doppio rispetto agli altri territori, quando saremo al governo, la settimana prossima, partiremo dalle infrastrutture per questa provincia e per questa regione».

Matteo Salvini con il candidato sindaco Sandro Parcaroli e il consigliere uscente Andrea Marchiori

Rotto il ghiaccio – per la verità è caldo ed anzi, appena arrivato, l’uscita di Salvini dalla sala ristorante verso la terrazza panoramica con la piscina accende il dubbio che si voglia fare un tuffo, ma non è così, è solo la ricerca di un attimo di privacy e di silenzio per qualche telefonata – Salvini rilancia: «Quanti ne siamo? Tanti…Non diciamo quanti altrimenti mi fanno un altro processo. Voglio parlare subito perché è lunedì e in questa regione, le Marche, c’è ancora chi ha questo vizio assurdo di guadagnarsi da vivere andando a lavorare ed allora appunto vi lascio liberi…Vengo dall’Abruzzo, stamattina sono stato ad Ascoli, poco fa sono andato alla Lube, poi andrò a Jesi e ad Urbino. Poi in Romagna, questa settimana farò diverse tappe in altre regioni e chiuderò la campagna elettorale venerdì in Toscana. In Toscana perché anche là, come nelle Marche, si respira aria nuova dopo 50 anni. Quanti siamo qui oggi? Tanti.. Il nostro avversario nelle Marche non è Mangialardi, non è il Pd, anche loro sanno di aver perso, quando fanno le riunioni sono pochi e distanti l’uno dall’altro non solo fisicamente. L’unico nostro avversario è il cullarci sugli allori, rilassarci e dare per scontato di aver vinto pensando che non sia necessario impegnarci fino all’ultimo giorno, non sia necessario andare a votare».

L’appello di Salvini: «Ognuno di noi deve invece impegnarsi, convincere gli indecisi, andare a votare. Propositivi e attenti fino all’ultimo giorno, il sabato alla partita di calcetto dei figli, la domenica all’uscita dalla messa. Un sorriso contro i loro attacchi disperati, di chi sa di aver perso e cerca solo di farci saltare i nervi, schiumano rabbia ma noi rispondiamo con un sorriso alle provocazioni. Un candidato consigliere comunale del Pd di Venaria ha pubblicato una sua foto con un bicchiere di vino in mano e la scritta “Salvini appeso”: ecco, noi saremmo i cattivi e loro i buoni, ma noi rispondiamo con il sorriso a queste provocazioni. Come dice Papa Francesco anche l’accoglienza deve avere le sue regole e noi questo chiediamo. Se hai dieci case popolari, non puoi prometterle a cento immigrati. Peraltro grazie a noi è crollato il numero dei morti e dei dispersi in mare durante questi tentativi di sbarchi di clandestini. A Catania mi processeranno il 3 ottobre, sono stati tempestivi, è perfino un sabato mattino. Pur di farmi il processo lavorano anche di sabato, quando il giudice mi chiederà se penso di essere colpevole o innocente per il teatro di sequestro di persona aggravato e continuato anche in danno di minori, ecco io dirò che mi ritengo colpevole di aver servito la Patria e difeso gli italiani».

«Quello per la Regione non sarà un voto ideologico ma pratico, perché la Regione ti entra in casa, ti fa gli ospedali, le strade. La Regione è l’ultima Regione in Italia per i rimborsi alle aziende agricole: penso che oltre all’incapacità ci voglia anche impegno per essere gli ultimi degli ultimi. Ecco la Legae qui pare ripartire una polemica a distanza con Fratelli d’Italia sugli assessorati, ndr – ha gli uomini e le competenze per esprimersi, tra gli altri, nei settori della sanità, dell’agricoltura, dell’artigianato, della pesca».

Non solo la Regione: «Qui con noi c’è un imprenditore come Sandro Parcaroli che ha scelto di seguirci nel voto per le comunali a Macerata mettendosi a disposizione come candidato sindaco. Macerata ha sofferto in termini di delinquenza, non merita di essere ricordata per il brutale omicidio di Pamela Mastropietro. Tornerò qui da presidente del Consiglio, tornerò a Macerata e nelle Marche dove vinceremo le elezioni e dove la Lega sarà il primo partito».

Infine la scuola: «Oggi un Tg nazionale ha raccontato che la scuola italiana è partita regolarmente. Mancano i docenti, le aule, le mascherine, si portano i materiali da casa ma per i media e per la sinistra va tutto bene. Oggi è lunedì ma per alcuni media e per la sinistra è martedì ma anche domenica sera. Che è lunedì lo dice Salvini che è un fascista. Raccontano le palle, ma per fortuna la gente non ci crede più ». Il ministro Azzolina? «In settimana presenteremo la mozione di sfiducia».

In sala centinaia di supporters e i vertici locali e regionali della Lega, dai parlamentari Giuliano Pazzaglini e Tullio Patassini ai candidati consiglieri regionali Anna Menghi, Emanuela Addario, Maika Gabellieri, Luigi Zura Puntaroni e Renzo Marinelli, dall’assessore tolentinate Giovanni Gabrielli alla matelicese Monia Serpicelli.

 

 

IN MATTINATA LA VISITA AD ASCOLI – «I sondaggi che anche ieri ho visto ci dicono che nelle Marche si vince e per la prima volta nella storia la Lega sarà il primo partito». Il leader della Lega Matteo Salvini è tornato ad Ascoli e sente il profumo della “storica” vittoria molto vicino. Nonostante questo si appella ancora agli indecisi chiamandoli allo sforzo finale: «Mancano sei giorni -afferma- non diamo niente per scontato. Cancelliamo i sondaggi e andiamo domenica e lunedì al voto. Vi chiedo, casa per casa, testa per testa, negozio per negozio, ascolano per ascolano: il nostro unico avversario non sono gli avversari, ma i cittadini sfiduciati, delusi, incazzati, che hanno problemi con il mutuo, le scuole chiuse anche nelle zone terremotate. Capisco la rabbia, ma la rabbia che rimane in piazza o al bar non serve. La Regione decide per tutti, delle tasse, dell’acqua, dei rifiuti, di come dare o non dare contributi a imprenditori, famiglie o artigiani. E’ quella che apre o chiude gli ospedali e il nostro compito sarà riaprire quei presidi chiusi dalla sinistra. Andate a bussare dicendo che la Lega non fa miracoli, ma mantiene la parola data come nel caso dell’abolizione della legge Fornero, quota 100 e la chiusura dei porti. C’è voglia di cambiamento dopo 50 anni di sistema di sinistra. Guarda al futuro. mi dispiace che la sinistra non parli di scuole, ospedali. Vogliamo solo dare un futuro ai nostri figli e non vedo l’ora che arrivi domenica. Gli assessorati? Non stiamo parlando di posti.

Salvini tocca anche i temi nazionali. «Oggi ricomincia la scuola -ha detto- e ci sono un migliori di studenti e di famiglie senza classe. Mancano 150mila insegnanti e centinaia di migliaia di banchi, mascherine e misuratori di febbre. Denunciamo queste cose da marzo e sono passati sei mesi. L’Azzolina preferisce insultarmi invece di stabilizzare i precari e usare la aule vuote delle scuole paritarie. E’ un voto dei marchigiani per i marchigiani. Sono anni che cercano soldi a Panama e Lussemburgo senza trovare niente, ma la Lega è sostenuta dai fondi dei cittadini e degli imprenditori. Chiedo anche una pace fiscale fino al 31 dicembre per evitare le scadenze fiscali che si concentrano in pochi giorni».La sinistra per vergogna di quello ha fatto nemmeno ricandida il governatore uscente. Non si votano neanche da soli. Quali sono poi le loro controproposte? Quando andiamo in piazza ricevo fischi, insulti, chi mi strappa la camicia. Se ci sono insulti significa che abbiamo già vinto». Salvini poi ha ricevuto un rosario da uno dei sostenitori presenti. «Non ho mai ricevuto tanti rosari come in questi giorni», chiosa il leader leghista.

(r. p.)

 

 

 

 

 



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