I medici ai candidati governatori:
«No a presidente-assessore alla Salute»

ELEZIONI 2020 - Incontro tra il sindacato Anaao Assomed e i leader degli 8 schieramenti in corsa per la Regione. Altro nodo riportare la sanità pubblica al centro dell'agenda politica
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L’incontro con i candidati

 

Incontro del sindaco di medici e dirigenti Sanitari (Anaao Assomed) delle Marche con gli otto candidati governatori. Oggi si è svolto ad Ancona il confronto in cui il sindacato ha fatto un appello affinché «Il prossimo presidente della Regione non sia anche assessore alla Salute». Altro nodo: «rimettere la sanità pubblica al centro dell’agenda politica».

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Oriano Mercante

Nel corso del colloquio con i vari candidati il segretario regionale Oriano Mercante ha consegnato un documento con le richieste del sindacato. Tra le richieste del sindacato: trasparenza, rivedere l’organizzazione della sanità sul territorio, tornare ad una programmazione efficace. E ancona, trovare soluzioni per le liste di attesa, il caso del Covid center di Civitanova, rispetto per medici e operatori. Un punto determinante però, secondo Mercante, è che la sanità deve restare pubblica, solidale e universale superando un fenomeno di sotto finanziamento. A fine del triennio 2018-2020 il rapporto rispetto al Pil sarà al 6,4% al di sotto di quella soglia del 6,5% che l’Oms ritiene critica ai fini del mantenimento di un buono stato di salute della popolazione». Ha sottolineato inoltre «la necessità di contrastare la privatizzazione strisciante considerando che l’emergenza Covid ha evidenziato che il sistema sanitario nazionale non ha più tre gambe (pubblica, privata e integrativa) ma una colonna portante insostituibile rappresentata dalla sanità pubblica».

Poi la parola è passa ai candidati, con gli interventi moderati dai vice segretari di Anaao Assomed Marche Roberto Gobbato e Daniele Fumelli. Convergenza intorno alla richiesta che il prossimo Governatore non tenga per sé la delega alla Salute, al ritorno ad investire per implementare gli organici di personale e per creare strutture di assistenza nuove ed efficienti, per garantire un’interlocuzione costante con i medici e personale sanitario. Francesco Acquaroli (Coalizione di Centro-Destra) ha posto l’accento «sulla necessità di riscrivere il piano socio-sanitario intervenendo sulla prevenzione e rimettendo al centro delle scelte il merito e le competenze». Sabrina Banzato Vox Italia Marche ha evidenziato come il suo partito, che nasce come alternativa alla vecchia politica, «abbia denunciato il depotenziamento del sistema salute sul territorio, i servizi pubblici siano visti svuotati del personale perpetrando un furto legalizzato attivando lo strumento del project financing».

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Roberto Gobbato e Daniele Fumelli

Alessandra Contigiani, Riconquistare l’Italia ha chiarito che il suo «è il partito della costituzione del 1948 ed è il partito del recesso dai trattati europei». Ha anche annunciato un possibile annullamento delle elezioni perché nel collegio di Ancona pur non avendo una lista, il candidato presidente doveva essere inserito». «Da 30 anni si assiste allo smantellamento sistematico della sanità pubblica con 3300 posti letto ospedalieri persi, la diminuzione delle ambulanze, dialisi, punti nascita». Anna Rita Iannetti, Movimento tre V ha ribadito che «la sanità pubblica è il fondamento su cui contare e che tutto ciò che vi ruota intorno compresa la ricerca sui farmaci debba essere statale. Occorre ritornare ad una gestione senza speculazioni». Roberto Mancini, Dipenda Da Noi ha constatato che «siamo tutti interessati ad una svolta per la sanità e che “Visione” e “Rete” sono le parole che sento più spesso mentre fino ad oggi si è agito con miopia attuando una disgregazione complessiva. Nelle Marche occorre un piano sanitario, né di ordine tecnico né politico ma etico». Maurizio Mangialardi, Coalizione Centro-Sinistra ha constatato «l’utilità di un confronto con una platea competente e qualificata. Il 6,4% del Pil destinato alla sanità non è sufficiente perché se in via ordinaria siamo in apnea, in via straordinaria siamo impotenti. Dobbiamo modificare il decreto 70 e utilizzare le risorse del Mes destinandoli alla sanità e farlo in maniera vincolata». Mangialardi ha anche assicurato che nella giunta a sua guida l’Assessore alla Salute sarebbe un soggetto diverso rispetto a quello della legislatura precedente pure senza citare Luca Ceriscioli. Gianmario Mercorelli, Movimento Cinque Stelle ha definito la «sanità pubblica come un bel pezzo di carne su cui centro sinistra e centro destra si sono sempre fiondati. Quello che vorrei vedere è un medico che abbia la libertà di pensare alla cura senza altri condizionamenti. La privatizzazione è un grande problema che fa parte di un disegno nazionale per spostare l’opinione pubblica verso la sanità privata senza ricordare che il privato è pagato poi dal pubblico. Interi settori sono stati demandati al privato come ad esempio la riabilitazione». Fabio Pasquinelli, Partito Comunista Italiano ha ricordato che «il sistema della sanità pubblica marchigiana fino al 2010 era uno dei migliori d’Europa e che poi i governi successivi, non solo quello in carica, hanno responsabilità precise avendo progressivamente impoverito il sistema sanitario diminuendo costantemente i trasferimenti.

Al termine dell’incontro, il presidente di Anaao, Costantino Troise, ha detto che «si è parlato troppo poco del fattore umano che è essenziale. Gli ospedali senza personale sono quinte teatrali, le tecnologie senza medici sono elementi di arredo, i presìdi sul territorio senza risorse umane sono riferimenti geografici. Oggi la questione più urgente è lo stato di frustrazione del personale sanitario e medico in particolare che conosce una sola via di scampo che è la fuga, l’estero per i giovani e il privato per i meno giovani. Il lavoro dei medici, le competenze e le conoscenze sono il fattore centrale della sanità pubblica. Ciò che fa la differenza tra salute e malattia e spesso tra vita e morte è il medico che sa come risolvere quella domanda di salute che il cittadino gli rivolge».

 

 

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