Piazza “ristretta” per Fusaro e Banzato:
«Vox è la vera alternativa
il resto partitini tutti uguali»

MACERATA - Il filosofo e la candidata governatrice si sono dovuti fare spazio tra i tavolini dei bar in piazza Cesare Battisti. L'ideologo del partito ha ribadito le sue teorie: «La politica si è ridotta a una amministrazione degli interessi dei mercati». Sul coronavirus: «Non lo vogliamo negare ma non accettiamo la compressione della libertà»
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Diego Fusaro e Sabrina Banzato

 

di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)

Spazi molto ristretti quelli di stasera in piazza Battisti per gli esponenti di Vox Italia arrivati per presentare i contenuti della prossima competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale delle Marche, competizione che li vede in campo con la candidata presidente Sabrina Banzato. Agibilità ridotta al minimo sindacale per effetto della presenza dei tavolini del ristorante messi in tutta la piazza. A spiegare la situazione «partendo un po’ da lontano per poi arrivare a noi » è stato il filosofo Diego Fusaro.

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La candidata governatrice Sabrina Banzato

«Nel 388 avanti Cristo Aristofane porta in scena ad Atene Pluto, una commedia che prende le mosse dal dio della ricchezza Pluto che riesce a sedurre la popolazione. La commedia si chiude con Pluto che prende il posto nell’abside di Atena, la dea della polis, della democrazia. Anche il nostro tempo cosmopolizzato si è consegnato alla plutocrazia, al mito dell’arricchimento illimitato lasciando minimi spazi alla democrazia. Dopo una contrapposizione nell’Ottocento e nel Novecento, negli ultimi decenni si è assistito a una omologazione tra centrodestra e centrosinistra, il sistema egemonico è quello della sovranità assoluta dei mercati, siamo arrivati a una teologia economica che ha occupato lo spazio delle vecchie religioni. Centrosinistra e centrodestra si confrontano non sulle idealità ma su come tagliare la spesa pubblica sotto il controllo dei templi che sono la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale. La politica si è ridotta a una amministrazione degli interessi dei mercati. Vox Italia è nata per mettere in discussione questo assetto, l’umanità non è sempre vissuta nel mercato, la persona viene prima del mercato, la comunità viene prima di un consiglio di amministrazione. Quale sia l’essenza vera del cosmopolitismo lo scriveva già Leopardi nello Zibaldone, testimonianza forte e imperitura. Vogliamo ripetere l’ovvio, il noto ma non conosciuto, stiamo invece sperimentando la forma del partito unico che si manifesta in tutta una serie di partitini moltiplicatori del primo. La destra si definisce anticomunista, la sinistra antifascista pur in assenza di comunismo e di fascismo, Vox è in campo per far prevalere la sovranità nazionale e il rispetto della Costituzione che è socialistica e welfaristica. Come ricordava il partigiano Johnny del romanzo di Beppe Fenoglio, l’importante è che ne resti sempre uno. Vox è per dare ai cittadini la libertà di sottrarsi alla scelta obbligata di una falsa contrapposizione». La questione delle misure anti Covid. «Non si tratta di negare l’esistenza del virus, non lo facciamo, sappiamo bene che il virus esiste. Si tratta di dire no alla compressione delle libertà con nove punti costituzionali sospesi iniziando dal divieto di assembramento. Quello che ci propongono non è un supercivismo, cioè amare il prossimo escludendolo dai nostri contatti. Democrazia e libertà non si barattano, quando è stato fatto è sempre andata male». Ad aprire la serata maceratese, con una introduzione più squisitamente elettorale, era stato il coordinatore di Vox Alessandro Lippo, seguito poi dalla candidata governatrice Sabrina Banzato.

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Alessandro Lippo

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