Coronavirus, 4 nuovi casi
in provincia di Macerata
Raddoppiati i ricoveri in cinque giorni
IL BOLLETTINO del Gores - Nelle Marche 5 i tamponi positivi nelle ultime 24 ore su 960 analizzati. L'altro caso in provincia di Ancona. Martedì le persone in ospedale nelle Marche erano 4, oggi sono 8, nessuna nei reparti intensivi. Crescono anche le quarantene: +130 nello stesso periodo. I dimessi/guariti raggiungono quota 5.758
AGGIORNAMENTO DELLE 16 – Raddoppiati in cinque giorni i ricoveri per coronavirus. E’ quanto emerge dal secondo bollettino di giornata del Gores: martedì erano 4, oggi siamo arrivati a 8 in tutta la regione, nessuno dei quali nei reparti intensivi. Nello stesso periodo sono aumentate anche le persone in isolamento domiciliare: da 904 a 1.034. Tra queste: 326 sono nell’Anconetano, 393 nel Pesarese, 202 nel Maceratese (+ 73 rispetto al 28 luglio), 61 nel Fermano e 52 nell’Ascolano. I dimessi/guariti sono in totale 5.758, +31 rispetto a quattro giorni fa. Per quanto riguarda i contagi invece, ecco il dato aggiornato ad oggi: 1.883 in provincia di Ancona, 2.814 nel Pesarese, 1.168 nel Maceratese, 476 nel Fermano e 299 nell’Ascolano. Se si aggiungono i 239 si arriva a un totale di 6.889.
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Sono cinque i nuovi casi di coronavirus nelle Marche, quattro in provincia di Macerata. Lo comunica il Gores, riportando l’analisi dei tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. I tamponi analizzati sono 960, di cui 567 nel percorso nuove diagnosi e 393 nel percorso guariti. I positivi rilevati sono 5: 4 in provincia di Macerata (1 caso accertato e 2 suoi contatti e 1 rientro dall’estero), e 1 caso in provincia di Ancona da accesso al Pronto Soccorso.









































Le sedicenti autorità – quelle che fanno scrivere che un locale è chiuso perché il gestore, andato in ospedale per tutt’altra cosa, ha ricevuto un tampone che ha scoperto qualcosa e che, prima, hanno violato la Costituzione angariando il cittadino sovrano con provvedimenti chiaramente incostituzionali, vedasi, per ultima, la sentenza del Giudice di Pace di Frosinone che ha annullato le cosiddette multe – mettano nero su bianco in un documento pubblico e da loro firmato, fondamentalmente:
1. quale tipologia di tampone è stata usata, con tutti i dettagli tecnico-scientifici sull’affidabilità della modalità di test;
2. cosa è stato trovato da quel tampone, con tutti i dati qualitativi e quantitativi;
3. tutte le referenze scientifiche disponibili che portano ad adottare determinate decisioni e non altre.
Questo perché la Costituzione e le leggi italiane prevedono alcuni criteri per l’adozione di provvedimenti aventi forza di legge e, ancora di più, per i provvedimenti amministrativi, fra cui la proporzionalità, l’economicità, l’efficacia, l’imparzialità, la pubblicità e la trasparenza.
E, infine, il metodo scientifico si deve basare sui fatti.
Ovviamente, è difficile.
Basti pensare che il governo è ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR di Lazio che obbligava il governo medesimo a rilasciare entro 30 giorni i dati del sedicente Comitato Tecnico Scientifico che il governo ha detto essere stati alla base delle decisioni assunte.