Riparte il Tribunale con udienze ridotte:
700 processi verso il rinvio

MACERATA - Dal 12 maggio riprendono le cause penali e civili al palazzo di giustizia. Accordo tra giudici, procura e avvocati per garantire la sicurezza. Il numero di processi non dovrà superare i 10 per le udiende monocratiche e 5 per quelle collegiali
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A sinistra il presidente dell’Ordine degli avvocati, Maria Cristina Ottavianoni, al centro il giudice Roberto Evangelisti e il direttore amministrativo Vincenzo Bonanni

 

di Gianluca Ginella

Il tribunale di Macerata riparte con le udienze dal 12 maggio. Ma le cose non saranno come prima, almeno fino al 31 luglio, termine che è stato dato all’accordo tra Tribunale, Procura, Ordine degli avvocati e Camera penale di Macerata. In tribunale si stima che al collegio verrà rinviato il 30% delle cause. Al monocratico il 50%. Nel complesso saranno rinviati tra i 6-700 fascicoli. A spiegare le nuove direttive è il giudice Roberto Evangelisti che fa le veci del presidente del tribunale (che deve essere nominato). Per quanto riguarda le udienze penali: «l’idea di base è che si entra in tribunale in modo limitato, i processi penali saranno al massimo dieci dal gip-gup, dieci i monocratici, cinque i processi collegiali. Si fanno solo i processi senza testimoni, a meno che l’imputato detenuto non chieda che il suo caso sia comunque trattato.

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Il giudice Roberto Evangelisti

In collaborazione con l’Ordine degli avvocati, gli avvocati e il pm sapranno almeno tre giorni prima quali udienze saranno trattate, privilegiando le discussioni. L’Ordine nominerà un difensore di ufficio per i rinvii delle altre udienze, e poi sempre l’Ordine comunicherà le date ai difensori di fiducia. Si tratta di circa 6-700 fascicoli da rinviare. Per le direttissime e le convalide per quanto possibile si fanno con il collegamento online, se poi la direttissima sfocia in un processo nel quale servono i testimoni, si potrà fare in aula». Per quanto riguarda le udienze civili: «ci sarà o la trattazione scritta della causa o l’udienza da remoto – continua Evangelisti -. Anche qui non si faranno quelle con i testimoni, che però sono ammessi per le separazioni se si valuta che sia necessario. Per ogni settore del civile c’è regolamentazione specifica. Sono sospese le esecuzioni mobiliari fino al 31 luglio, quelle immobiliari pure, tranne nel caso di opposizioni». Per andare agli sportelli è necessario prenotare e avere appuntamento: le mascherine sono obbligatorie, gli accessi contingentati. «Stiamo installando un software che dal sito del tribunale consentirà agli avvocati di prenotare l’appuntamento – spiega Vincenzo Bonanni, direttore amministrativo del Tribunale –, in attesa che sia operativo ci sono una serie di numeri di telefono a cui rivolgersi. Se uno viene in tribunale senza appuntamento, può chiamare l’ufficio e sentire se ci sono spazi liberi. Inoltre ci sarà anche un’ora di apertura al pomeriggio, per favorire gli avvocati viste le limitazioni imposte all’accesso».

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Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio: «La situazione è drammatica. Abbiamo individuato regole tampone funzionali per evitare rischi di contagio. La dottoressa Isolani dell’Area vasta ha esaminato piani e uffici per adottare tutte le cautele a beneficio del lavoratori. Le attività degli uffici finora sono limitate, tra turni e smart working. È stata favorita l’attività di contatto tra ufficio e difensori con modalità telematiche, secondo l’ultima normativa approvata. In prospettiva, l’unica possibilità sarà fare il maggior numero di udienze con testimoni, diversi da ufficiali di polizia giudiziaria, con la disponibilità dei difensori, sennò la giustizia è destinata al fallimento. Sono aumentate tra l’altro richieste di amministrazione di sostegno, per anziani rimasti senza il coniuge di riferimento in situazioni di sbandamento psicologico; in base agli accordi raggiunti si fa una nomina di amministrazione provvisoria, pure senza udienza, per supplire alle esigenze di queste persone sole in situazione che dispiace leggere dagli atti». Il procuratore ha espresso il suo apprezzamento «per lo spirito collaborativo manifestato dalla locale classe forense maceratese in questo difficile momento e che ha portato alla stesura di un protocollo condiviso. Speriamo che la situazione migliori, bisognerà fare il possibile per lavorare di più, altrimenti si determinerà una situazione di arretrato difficilmente recuperabile».

«Abbiamo fatto il possibile, la situazione è drammatica – dice il presidente dell’Ordune degli avvocati, Maria Cristina Ottavianoni – Il servizio giustizia è essenziale e quasi totalmente paralizzato. L’avvocatura non lavora da due mesi e soprattutto c’è la preoccupazione per i cittadini che la categoria rappresenta. Facciamo tutto quello che possiamo perché la macchina, con tutti gli accorgimenti, riparta. La collaborazione è fondamentale, con elasticità e disponibilità per vedere come andrà in questa fase. Primario tutelare la salute ma in modo compatibile con la ripresa della giustizia.

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