«Chi può paga,
chi non può prega»
Osteopata gratis a Pollenza

SALUTE - E' la proposta di Giuseppe Caranti: «Quanto ti prendi cura di te stesso, faciliti quella degli altri, proprio quello che questo virus vuol farci capire con tanta insistenza ed insidiosità»
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Il Centro Osteopatico a Pollenza

Visite osteopatiche gratuite a chi non può permettersi di pagare. E’ l’iniziativa di Giuseppe Caranti, titolare del Centro Osteopatico a Pollenza. «Gli effetti di questa grave emergenza sanitaria  – spiega Caranti – hanno suscitato molto dolore e profonda commozione causando una profonda crisi dell’umanità intera; inoltre un disfacimento economico che, si spera, non tocchi l’umanità della gente, i valori sociali e morali. Dove non c’è salute non c’è vita. Per rialzarci dobbiamo tutti interessarci della salute dell’altro, ricordarci che il denaro è un mezzo, molto spesso anche ingiusto e che non compra le “non-cose». Per Caranti la cura  di sé viene prima di tutto: «Nel momento che ti prendi cura di te stesso, ti stai amando e di conseguenza faciliti la cura degli altri, proprio quello che questo virus vuol farci capire con tanta insistenza ed insidiosità. Con grande piacere sono lieto dunque di:
offrire trattamenti osteopatici gratuiti a chiunque li richieda. Il mio guadagno? Quello che solo la passione per il mio lavoro può darmi. Perché credo che aiutare sia il modo per stare a fianco di chi ha bisogno. Per evitare che l’umanità venga colpita da un virus ancora peggiore, quello dell’egoismo indifferente». Il medico sottolinea che data la particolare e straordinaria situazione, per motivi d’igiene le sedute si terranno all’aperto (in giardino sotto al portico). I pazienti dovranno quindi portare una coperta per coprirsi durante la seduta, oltre ai guanti e alla mascherina.
«Ricordo  – precisa Caranti – che sono consentiti gli spostamenti per motivi di salute, per prestazioni sanitarie urgenti ed indifferibili. Presto potrò trattare tutti sempre con la stessa formula. Per ora riceverò unicamente a Pollenza e solo adesso sarò io a decidere, previa telefonata, le situazioni di reale necessità. Chi può paga, chi non può prega».

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