Firmato il protocollo tra governo e Cei:
«Dal 18 maggio si tornerà a messa»

FASE 2 - Raggiunto l'accordo per la ripresa delle celebrazioni liturgiche. Ingressi contingentati, mascherine obbligatorie e distanziamento: ecco le misure da rispettare
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

VirusCorona_Chiesa_FF-9-325x217

 

Dal 18 maggio si potrà tornare a messa. E’ quanto stabilito dal protocollo firmato oggi a Palazzo Chigi dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, dal premier Giuseppe Conte e dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Dopo le polemiche nate durante la presentazione del Dpcm del 26 aprile, quello che ha dato avvio alla fase 2, in cui Conte non aveva fatto alcun riferimento alla ripresa delle celebrazioni liturgiche, si è trovato dunque un accordo tra le parti che consente ai fedeli di tornare nelle chiese. Ovviamente con tutta una serie di precauzioni. Il documento infatti specifica che ci saranno ingressi contingentati, che sarà obbligatorio accedere con la mascherina e che non potranno accedere coloro che hanno una temperatura corporea pari o superiore ai 37,5 gradi. Ciò significa che nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il parroco individuerà la capienza massima della chiesa. E che all’ingresso ci saranno alcuni volontari o collaboratori che favoriranno l’accesso e l’uscita e vigileranno sul numero massimo di presenze consentite. Inoltre per   distribuire la comunione il prete dovrà igienizzare le mani e indossare i guanti e la mascherina, avendo cura di non venire a contatto con le mani dei fedeli. Il protocollo raccomanda anche di distinguere, dove possibile, porte di ingresso di uscita da lasciare aperte per non toccare le maniglie. Nell’afflusso e nel deflusso la distanza tra i fedeli dovrà essere di un metro e mezzo. Mentre durante la celebrazione sarà sufficiente un metro. Il protocollo raccomanda infine di ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri, di igienizzare al termine delle celebrazioni le aule liturgiche e le sagrestie. Può essere prevista la presenza di un organista, ma non del coro. E non dovranno esserci neanche libretti per i canti e altri sussidi cartacei. Le offerte non saranno raccolte durante la celebrazione, ma depositate dai fedeli in appositi contenitori collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo. «La firma del protocollo con la Conferenza episcopale italiana è un passo decisivo per la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche alla presenza dei fedeli –  ha dichiarato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – E’ il risultato dell’intenso dialogo di questi mesi tra il governo e la Cei, intensificato fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19, che ha già portato all’individuazione delle misure di sicurezza sanitaria per le celebrazioni liturgiche senza popolo e, da ultimo, di quelle per la ripresa della celebrazione dei funeral Siamo a buon punto con la sottoscrizione di altri protocolli con tutte le aree confessionali, sia quelle che hanno raggiunto un’intesa con lo Stato sia quelle che ne sono ancora prive, per consentire a tutti le migliori condizioni per lo svolgimento delle pratiche religiose, pur nel rispetto delle precauzioni necessarie per contenere la diffusione del virus varate dal governo”».

Fase 2, il vescovo Marconi: «Sulle messe è mancato il dialogo Le decisioni non si impongono»



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X