Didattica a distanza nell’entroterra:
si viaggia su connessioni instabili
«Ai ragazzi mancano le relazioni umane»

DAD - Tra Camerino ed Ussita sono stati distribuiti una quarantina di computer e tablet in comodato d'uso. Il dirigente Maurizio Cavallaro: «Il problema principale è la bassa qualità della connessione internet di tanti comuni montani». Il preside dei licei Francesco Rosati: «Stiamo pensando a settembre, attendiamo indicazioni dal ministero». VIDEO dei ragazzi del coro
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Il dirigente Maurizio Cavallaro

 

di Monia Orazi

Tra connessioni instabili e l’incertezza su cosa accadrà in piena pandemia da Coronavirus, nel silenzio generale la scuola va avanti anche nelle zone interne montane della provincia. Agli alunni dall’asilo alle medie, nella zona tra Camerino ed Ussita sono stati distribuiti una quarantina di computer e tablet in comodato d’uso, per permettere loro di seguire le lezioni da remoto. Diverse decine anche i pc distribuiti agli alunni dei licei e dell’istituto tecnico di Camerino. Il dirigente scolastico Maurizio Cavallaro, che segue gli istituti comprensivi dei centri dell’entroterra ha anche scritto ai sindaci sul tema della connessione web e riflette, così come il dirigente scolastico degli istituti superiori di Camerino Francesco Rosati, su come organizzarsi a settembre quando si rientrerà a scuola. Si è trovato a dover organizzare le attività didattiche a distanza di tanti studenti dall’asilo alle medie, il dirigente scolastico Maurizio Cavallaro, che gestisce le scuole da Visso, sino a Camerino: «E’ stata come una botta in testa, ma ci siamo organizzati, con la suite di Google, gruppi Whatsapp, Classroom e registro elettronico che usiamo da diversi anni. All’inizio si è puntato sui compiti, ma la didattica a distanza non consente di avere gli stessi ritmi di quella in presenza. Il problema principale con cui ci scontriamo ogni giorno è la bassa qualità della connessione internet di tanti comuni montani, su questo ho scritto a vari enti locali. Abbiamo distribuito una quarantina di dispositivi tra computer e tablet, a chi ne era sprovvisto, attivando anche diverse sim per dare la connessione agli alunni, li abbiamo raggiunti ormai quasi tutti, chi nelle Sae, chi nelle frazioni».

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Per i piccoli alunni seguire le lezioni non sempre è facile, ma ce la mettono tutta: «Gli alunni stanno mostrando una grande maturità vista la situazione, ma adesso accusano una fase di stanca – spiega il dirigente – Ci stiamo interrogando su come finirà l’anno scolastico, su che tipo di valutazione fare, sul valore da dare al lavoro svolto. Ci stiamo già organizzando per settembre prossimo, nell’eventualità che tutto possa riaprire, per vedere come sono organizzati i trasporti, non possiamo rimanere spiazzati, dobbiamo sapere tutto prima. Sull’eventuale presenza in aula dei bambini della scuola d’infanzia, con i più piccoli le maestre puntano sul fattore emotivo, sono molto positivi. Stiamo cercando di rassicurare i ragazzi di terza media preoccupati per gli esami, sarà diverso dal solito, si perderanno il suono dell’ultima campanella, la gita dell’ultimo anno, sono molto maturi, si informano, chiedono, hanno necessità fisica di vicinanza».

Ai licei ed al tecnico di Camerino le lezioni vanno avanti regolarmente, l’esperienza di didattica a distanza avuta con il terremoto si è rivelata fondamentale anche in questo periodo di Coronavirus. «Ci siamo basati sull’esperienza per la didattica a distanza accumulata nel periodo del terremoto. Abbiamo scelto come piattaforma unica Google suite, uniformando le attività delle classi, pianificando l’orario scolastico sulla base di quello reale – racconta Francesco Rosati dirigente scolastico dei licei e dell’istituto tecnico economico e per geometri di Camerino – abbiamo un tetto di videolezioni giornaliero di tre ore, con le dovute eccezioni, per tenere vivi gli apprendimenti ed il dialogo alunno docente. L’aspetto positivo di questa emergenza è che consente di ripensare ad una didattica a distanza per competenze, senza puntare esclusivamente sui contenuti, ma realizzando la connessione tra diverse discipline, il ragionamento, la logica».

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Il dirigente Francesco Rosati (a sinistra)

La scuola a distanza, come spiega Rosati ha delle criticità: «La tecnologia ci aiuta a pensare ad un modo differente di fare didattica. Questa è l’occasione utile per ribadire che la scuola non si può fare a distanza, la tecnologia è utile per le videoconferenze, per gli organi collegiali in modo da risparmiare carburante, per le lezioni cooperative. Gli studenti lamentano la mancanza di relazioni, su questo hanno dato contributi interessanti e profondi, segno che la scuola non è solo la classica lezione frontale, ma si apprende con l’aiuto del compagno di banco, l’incoraggiamento dell’insegnante in corridoio. Un brutto voto diventa qualcosaltro, con la mediazione del rapporto umano, un’occasione di dialogo, per capire cosa non va. Tra i problemi ci sono stati la mancanza di dispositivi, che sono stati consegnati a chi non era provvisto, inevitabili problemi di connessione in una zona montana, la distanza della lezione frontale è colmata dalla famiglia, che in una situazione come questa ha un ruolo fondamentale, la scuola non può arrivare nelle case, il supporto dei familiari è fondamentale».

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Il coro dei licei

Un punto negativo è dato dall’impossibilità di portare avanti attività di laboratorio, ma molti progetti non si sono fermati, spiega il preside: «Siamo andati avanti anche con attività extracurricolari, il giornale d’istituto è diventato online, sono penalizzati i laboratori tecnici, il coro ha voluto fare un video, le lezioni di spagnolo sono proseguite regolarmente. Stiamo pensando a settembre, attendiamo indicazioni dal ministero. Personalmente sarei favorevole alle lezioni tutte al mattino, con classi alternate che seguono la didattica a distanza ed in presenza, in modo da garantire il distanziamento che si renderà necessario».

 

 



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