«Oggi sposi? Meglio l’anno prossimo»
Storie di un sì rinviato dal Covid

LE STORIE di quattro coppie che avrebbero dovuto convolare a nozze quest'anno, ma a causa dell'emergenza hanno rinviato al 2021. «E' stata una scelta difficile ma vogliamo stare tranquilli e avere vicini i nostri amici e parenti». La wedding planner Daniela Perroni: «Mazzata per il settore ma siamo ottimisti. La ripartenza sarà occasione di crescita»
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di Elisabetta Pugliese

C’è chi convive da tempo e sognava di sposarsi per festeggiare l’amore con i propri figli, chi ha da poco avuto il primo bambino e pensava al grande giorno come coronamento della famiglia, chi programmava il lieto evento da tempo e aveva invitato familiari da fuori regione e chi, addirittura, stava aspettando parenti ed amici dall’estero o dalle zone rosse.

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Sabatino Pizii e Francesca Bernardini

Le storie di quattro coppie, che avrebbero dovuto convolare a nozze quest’anno, ma a causa dell’emergenza Covid-19 hanno dovuto rimandare tutto al prossimo anno, con la speranza di poterle celebrare con tutti i loro amici e parenti, senza più pericoli. «Un matrimonio è un evento che richiede una lunga programmazione – spiega la wedding planner Daniela Perroni – quindi molte coppie hanno rinviato addirittura di un anno. È comprensibile. Al momento la situazione è troppo incerta. È chiaro che il settore soffre moltissimo, ma speriamo che la futura ripartenza sia un’occasione per crescere». Tra quelli che hanno rinviato, Sabatino Pizii e Francesca Bernardini, entrambi di Mogliano, che avrebbero dovuto sposarsi il 26 settembre di quest’anno. Purtroppo, però, è una data non molto vicina, ma nemmeno troppo lontana, e per questo crea molti dubbi: «Il problema è che nel clima di incertezza che ci circonda, non possiamo avere quella sicurezza che un giorno simile con i suoi preparativi richiede – racconta Francesca – Il matrimonio richiede grande organizzazione, quindi dal lockdown di marzo abbiamo interrotto tutta la pianificazione, rinviando le nostre nozze al 25 settembre 2021. Conviviamo da sette anni, è da più di un anno che stiamo pensando a tutto, è un grande dispiacere, ma purtroppo è una decisione inevitabile. Ciò che ci consola è che abbiamo già due figli, quindi possiamo aspettare. Di sicuro, però, è un cambiamento che non affrontiamo a cuor leggero, avremmo voluto festeggiare insieme ai nostri bambini». Nella negatività, però, i due sono stati fortunati, perché i fornitori sono stati tutti molto disponibili: «Hanno compreso bene la situazione – spiega – non è semplice nemmeno per loro, i ristoranti stessi stanno rimandando gli impegni presi e lo credo bene. Come avremmo dovuto fare? Sposarci a distanza di sicurezza, con le mascherine e i guanti, senza poter abbracciare i nostri cari? E poi, in queste condizioni, come sistemare gli invitati al ricevimento? Sarebbe stato impossibile. Non abbiamo perso nessuna caparra – afferma – è andata bene che per quella data i fornitori sono tutti disponibili. Speriamo di poter fare una festa come la sogniamo da sempre».

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Cesare Paniccià e Sara Magnaterra

Poi ci sono Cesare Paniccià e Sara Magnaterra, le cui nozze erano in programma per il 13 settembre di quest’anno. Sarebbe stata una ciliegina sulla torta, perché sono da poco diventati genitori: «Viviamo entrambi a Porto Sant’Elpidio – racconta Sara – sposarci a settembre sarebbe stato un sogno, visto che da marzo stringiamo tra le braccia il nostro piccolo Enea. Il matrimonio è il coronamento della famiglia, proprio per questo, anche se a malincuore, abbiamo deciso di posticipare tutto al prossimo anno, perché senza i nostri parenti, dai più anziani ai più giovani, non sarebbe la stessa cosa. Con un pericolo del genere, poi, e senza alcun vaccino, tutti, compreso nostro figlio così piccolo, avrebbero dovuto rischiare, e non vogliamo. Avevamo circa 280 invitati – spiega – e il ristorante, per quanto disponibile, non avrebbe potuto organizzare tutto secondo la distanza di sicurezza e tutte le altre necessità. Fortunatamente, tutti sono stati molto disponibili, siamo fortunati. Nel male, cerchiamo comunque di vedere un lato positivo, che per me è vedere nostro figlio crescere. Questa è la cosa più importante – conclude – magari il prossimo anno ci accompagnerà all’altare con i suoi piedini, e non più tra le braccia della sua mamma».

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Alessio Lucarelli e Tiziana Cecchetti

Alessio Lucarelli e Tiziana Cecchetti, invece, in occasione delle loro nozze, attese per il 6 giugno, aspettavano parenti da fuori regione: «Io sono di Passo San Ginesio, la mia compagna di Sarnano – racconta Alessio – Avremmo dovuto sposarci lì, poi in accordo con il titolare del ristorante e con la nostra wedding planner, abbiamo deciso di rimandare al 17 luglio 2021, perché è tutto troppo incerto. Abbiamo circa 250 invitati, alcuni dei quali provenienti dal Lazio, e per il momento gli spostamenti per l’Italia non sono permessi. Poi ci sono troppi rischi e noi vogliamo una festa come si deve – dice – come avremmo potuto farlo senza poter abbracciare, baciare o stringere le mani a nessuno? Sarebbe mancata l’anima della festa, e ci sarebbe dispiaciuto davvero. Purtroppo dovremo rifare le partecipazioni e il porta fedi, su cui avevamo stampato la vecchia data, ma a parte questo devo dire che è andata molto bene, i fornitori sono stati tutti corretti e gentili. Non avremmo potuto fare programmi a breve termine – spiega – speriamo di poter fare una bella festa al momento opportuno».

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Maurizio Mei e Maria Beatrice Piattella

In ultimo, Maurizio Mei e Maria Beatrice Piattella, che vivono a Potenza Picena. Il loro grande giorno era previsto per il 30 maggio e hanno rinviato tutto al 29 maggio 2021. «Avevamo già preso questa decisione, perché non esiste un vaccino e ci sono molti problemi e rischi da non sottovalutare – racconta Maria Beatrice – I ristoranti stanno spostando tutti i matrimoni programmati da qui a settembre, sarebbe stato totalmente inopportuno, e soprattutto impossibile, da parte nostra volerlo fare ugualmente. Ho preso il mio abito a Perugia, sono felice perché me lo conservano in atelier, visto che non sappiamo quando potremo muoverci tra regioni. Sono stati tutti super carini e disponibili, ne siamo molto grati». Tra gli invitati, la coppia attendeva parenti ed amici anche da fuori Italia, anche per questo il rinvio era inevitabile: «Mia sorella vive a Madrid – spiega – alcune mie amiche sarebbero venute da Barcellona e dalla Finlandia, come alcuni parenti dalla Svizzera o dalle zone rosse italiane, come la Lombardia. A maggior ragione abbiamo deciso di rimandare tutto, a livello pratico non ci avrebbero fatto celebrare la messa e ci sarebbero stati tanti problemi, e soprattutto le persone a noi care non sarebbero potute venire. Il dispiacere più grande sarebbe stato per mia sorella – dice – non avrei potuto farla rientrare in Italia. Ci auguriamo che questa situazione si risolva al più presto, così da poterci riunire con le persone che amiamo e celebrare le nostre nozze dei nostri sogni un po’ più tranquilli – conclude – aspetteremo il prossimo anno».



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