Macerata, il cimitero riapre
«Mascherine e guanti:
attenzione allo smaltimento»

CORONAVIRUS - Dal 4 maggio si potrà tornare a far visita alle tombe dei propri cari. Il Comune sui dispositivi di protezione invita a gettarli in modo corretto
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Il cimitero di Macerata riapre il 4 maggio. Una decisione attesa dai maceratesi che ora potranno tornare a prendersi cura delle tombe dei loro cari. Un’ordinanza a firma del dirigente dei Servizi al cittadino e all’impresa stabilisce il divieto di ogni forma di assembramento e il rispetto rigoroso della distanza di sicurezza di almeno un metro. I visitatori dovranno inoltre indossare dispositivi di protezione individuale in conformità alle disposizioni nazionali per la tutela della salute pubblica. Per le operazioni di sepoltura, infine, è consentito l’accesso ai parenti e ai congiunti del defunto  per un massimo di 15 persone. Per quanto riguarda mascherine e guanti: il Comune ha comunicato alcune regole che devono essere osservate. In casa le mascherine, ma anche guanti e fazzoletti di carta usati devono essere gettati nel sacco giallo dei rifiuti indifferenziati che dovrà poi essere lasciato in strada, davanti la propria abitazione, il lunedì mattina, dalle 7 alle 9 dove poi saranno raccolti dal Cosmari.

CoronaVirus_rmascherineEGuanti_FF-6-650x488Per i commercianti: mascherine, guanti, tute utilizzati dal personale e la carta da rotoli impiegata per la sanificazione debbono essere gettati in doppi sacchi gialli dell’indifferenziato da inserire a loro volta in un sacco nero spesso, di cui si dovranno dotare autonomamente, da chiudere con fascette o nastro adesivo e da lasciare di fronte la propria attività secondo il consueto calendario settimanale. In alternativa, per le attività che sono in possesso dei cassonetti privati per la raccolta dell’indifferenziato, il doppio sacco giallo può essere conferito al loro interno. Per le persone positive al Covid: la gestione dei rifiuti segue regole speciali ed allo scopo è stato attivato un servizio dedicato. «Il consumo e lo smaltimento dei sistemi di protezione individuali e degli altri materiali necessari alla lotta contro la diffusione del coronavirus – dice l’assessore all’Ambiente Mario Iesari – sono un ulteriore significativo impatto della pandemia sulle nostre attività quotidiane che rischia di diventare anche un serio problema ambientale se non facciamo tutti la nostra parte rispettando le regole».

 

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