Via libera alla vendita del cibo d’asporto,
Ceriscioli firma il decreto
REGIONE - Gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati dovranno avvenire per appuntamento. Resta sospesa ogni forma di consumo sul posto
Il presidente della regione Luca Ceriscioli ha emanato oggi un decreto che, a partire da domani, 27 aprile, consente la vendita di cibo da asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e da parte delle attività anche artigianali quali, a titolo esemplificativo, rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio, con esclusione degli esercizi e delle attività localizzati in aree o spazi pubblici in cui è vietato e/o interdetto l’accesso.
La vendita per asporto sarà effettuata esclusivamente previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano per appuntamenti, dilazionati nel tempo, allo scopo di evitare assembramenti all’esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che il cliente permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce. Allo stesso modo è consentito l’asporto in quegli esercizi di ristorazione per i quali sia prevista l’ordinazione e la consegna al cliente direttamente dal veicolo. Resta sospesa ogni forma di consumo sul posto.
La proposta della Lega: «Si autorizzino i ristoranti al take away, Ceriscioli si spenda col governo»



Da Massimiliano Polacco, componente di giunta di Camera Marche, riceviamo: «Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione del presidente Ceriscioli che dà sollievo non solo al comparto della ristorazione ma anche a quello provatissimo dell’accoglienza in genere. Affiancare al delivery anche il take away (e anche nella modalità drive), decisione caldeggiata fortemente anche da Camera Marche, risulterà fondamentale per molte piccole attività della nostra regione (sostenendone l’immagine) in linea anche ad azioni già avviate ad esempio da Abruzzo, Toscana ed Emilia Romagna».
Leggendo i vari commenti, ho la sensazione che molti non distinguano il “delivery” dal “take away”. Il delivery consiste nella consegna a domicilio, attività già svolta da numerosi operatori in tutta Italia. L’asporto (o take away) dà la possibilità al cliente di uscire di casa e andarsi a ritirare personalmente quanto ordinato. Non mi sembra la stessa cosa.