Femminicidio in via Bramante,
Luigia ha lottato fino all’ultimo.
Lunedì il faccia a faccia di Khemaies col Gip

LORETO - Le ferite sulle braccia della 33enne rivelano una disperata resistenza prima di cedere alle coltellate. Da Montacuto la versione di Sami Khemaies: «Il coltello lo impugnava lei». Fissato l'interrogatorio di garanzia. Martedì l'autopsia

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I carabinieri in via Bramante

di Alberto Bignami

Ha provato a difendersi con tutte le sue forze, opponendosi fino all’ultimo alla furia del suo assassino.
I primissimi riscontri sul corpo di Luigia Fortunato, la 33enne uccisa nella notte di giovedì in un appartamento di via Bramante, a Loreto, raccontano una storia di disperata resistenza.

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I carabinieri impegnati nei rilievi all’interno dell’appartamento di via Bramante a Loreto

Le numerose ferite da taglio rinvenute sulle braccia e sull’addome confermano infatti il drammatico tentativo della vittima di parare i colpi prima di essere sopraffatta.

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L’avvocato Simone Matraxia

Una ricostruzione, quella della strenua difesa di Luigia, con cui dovrà confrontarsi Sami Khemaies, il 39enne ex compagno della donna e reo confesso del delitto.

Per lunedì mattina è stato infatti fissato l’interrogatorio di garanzia e l’udienza di convalida del fermo davanti al Gip di Ancona, Carlo Cimini.

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I carabinieri del Racis in via Bramante

Il faccia a faccia con il giudice avverrà in videocollegamento direttamente dall’interno del carcere di Montacuto, dove l’uomo si trova attualmente detenuto con l’accusa di omicidio volontario, formulata dal pm Rosario Lioniello.

Nel frattempo, la difesa ha riferito una prima ricostruzione della dinamica fornita dall’indagato. L’avvocato Simone Matraxia ha infatti riportato quanto sostenuto dal 39enne: «Il coltello l’ho preso dalle mani di Luigia, che lo impugnava».

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Luigia Fortunato

Questa versione dei fatti sarà ora vagliata con la massima attenzione dagli inquirenti. Risposte definitive sulle cause del decesso e sulla compatibilità delle lesioni arriveranno martedì, quando il medico legale Angelo Montana eseguirà l’autopsia all’obitorio dell’ospedale di Torrette.

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Sami Khemaies

Il legale dell’indagato si è riservato la facoltà di partecipare all’esame autoptico o di nominare un consulente tecnico di parte.
Cruciali, infine, saranno anche gli accertamenti scientifici sull’arma del delitto, un coltello subito sequestrato, affidati ai carabinieri del Racis e del Sis per isolare impronte e tracce biologiche in grado di cristallizzare la reale dinamica della tragedia.

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