Imparare dalle esperienze estreme,
la ricercatrice in Antartide:
«Il consiglio? Usare l’ironia»

CORONAVIRUS - L'esploratrice ospite dell’appuntamento di Confindustria Macerata "Un mondo nuovo, conversazioni antifragili" per riflettere e affrontare l'emergenza in modo costruttivo. «Anche al Polo viviamo in isolamento e per uscire dobbiamo usare un abbigliamento adatto. L’importante è imparare ad accettare le incertezze»
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confindustria

Da sinistra, in senso orario: Chiara Montanari, Giorgio Di Tullio, Mauro Papalini

 

di Mauro Giustozzi

Affrontare le difficoltà che ci sono in Antartide come affrontare un mondo che cambia per il coronavirus oggi, il clima domani e l’ambiente in futuro. Facendo diventare questa momentanea difficoltà in opportunità di cambiare sapendosi adattare a convivere con incertezza e imprevisti. Sono stati alcuni dei temi affrontati con Chiara Montanari, ingegnere, esploratrice dell’Antartide all’interno dell’appuntamento con ‘Un Mondo Nuovo Conversazioni Antifragili’ approfondimento e riflessioni dedicati agli imprenditori di Confindustria per affrontare questa grave emergenza nel modo più costruttivo possibile.

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Chiara Montanari

Il quarto incontro ha avuto come tema “Gestire l’urgenza: cosa possiamo imparare dalle esperienze estreme?” introdotto da Giorgio Di Tullio, designer di strategie e processi per l’innovazione, che ha studiato e raccontato riti e miti della modernità quella del progetto contemporaneo dell’arte, dell’architettura e del design, quella delle nature e dei territori, delle tecnologie, delle città e dei paesaggi umani e naturali. Assieme a lui ad introdurre l’ospite Mauro Papalini, responsabile territoriale di Confindustria Pesaro-Marche Nord. L’ospite Chiara Montanari è stata capo missione in Antartide per 5 volte sulla base Concordia che si trova a 1200 km dalla costa, in un ambiente estremo che d’estate tocca i -50 gradi e d’inverno raggiunge i -80. Esperienze che ha raccontato nel suo libro ‘Cronache dai ghiacci-90 giorni in Antartide’.

«In questo momento di isolamento posso raccontare la mia esperienza in spazi ristretti ed in un ambiente esterno ostile – ha esordito Chiara Montanari -. Il consiglio che vi do, rapportandolo all’isolamento che viviamo oggi in casa, è quello di affrontare tutto con ironia ed avere una soglia di comprensione ampia per imparare cose. Nelle mie spedizioni tutto è previsto e tanto è pianificato. Poi capita sempre l’imprevedibile e tocca inventare ciò che ci manca: ti devi arrangiare. Ma devi farlo in modo professionale, in un ambiente estremo ed ostile dove se sbagli metti a repentaglio la tua vita e quella del tuo team. Anche chi può considerarsi un esperto di quegli ambienti deve sempre essere pronto ad estendere il suo apprendimento».

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Mauro Papalini

Oggi per uscire da casa gli italiani devono indossare guanti e mascherina, mentre Chiara Montanari per uscire in Antartide deve fare una vestizione molto più accurata. «Per noi è normale indossare tanti strati di vestiario e attrezzatura –racconta l’esploratrice- un’abitudine obbligata per tutti e in particolare per me che tollero poco il freddo. Quando si esce bisogna accettare le incertezze e questo è fondamentale per affrontare l’emergenza. Se ritardi l’accettazione di questa situazione vai in difficoltà: per certi aspetti è una situazione simile a quella che viviamo adesso col virus. Non bisogna solo indagare sulla malattia ma allo stesso tempo avere energia per costruire il futuro. Futuro che si presenta su un doppio binario: come una corsa ad ostacoli da saltare oppure con la coscienza di dire sono vivo, ne prendo coscienza per crescere in una visione di futuro. Del resto l’imprenditore è colui che intercetta necessità e costruisce». L’ingegnere ha raccontato quelle che sono poi le dinamiche di gestione del team nel ruolo di capo e della necessità come capita per chi è capo di un’impresa, di sapersi districare in mezzo a gruppi di lavoro che tendono a raggiungere un determinato obiettivo. «Io detesto essere comandata – ha affermato la Montanari – e applico questo anche nei confronti dei membri che guido come capospedizione. Come capita agli imprenditori mi trovo nella posizione di non mediare tra due posizioni ma integrare: lo si realizza nel convogliare le energie verso un obiettivo comune, facilitandone le dinamiche. Penso che il momento che stiamo vivendo ci debba insegnare a cambiare approccio verso gli imprevisti, siano essi legati a crisi climatiche, ambientali o portate da virus. C’è da fare una seria riflessione sul capitale umano, come migliorare la consapevolezza come essere umani. Siamo di fronte a crisi a livello planetario che riguardano l’ambiente, l’acqua, il cibo, le coltivazioni attuali e future. Io credo che tutto debba essere coniugato con una logica di eco sistema per affrontare il futuro. Per uscire da questo momento penso che gli imprenditori debbano prendere atto della situazione che si è creata, monitorarla giornalmente ed avere pronti più piani per la ripartenza senza affezionarsi troppo ad una situazione. E’ anche l’occasione per guardarsi dentro e cambiare qualcosa a livello aziendale. Ad iniziare dalla consapevolezza con cui costruire un nuovo senso di comunità».

 

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