Fusioni: Fiastra e Acquacanina
verso l’accorpamento

UNIONI - Definite ieri in un Consiglio comunale congiunto le tappe per arrivare al referendum di giugno. Il sindaco Claudio Castelletti: "Un'opportunità da cogliere per le nostre comunità". Il primo cittadino Giancarlo Ricottini: "Soluzione bene accolta anche dalle minoranze"
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Il sindaco di Fiastra Claudio Castelletti

 

di Claudio Ricci

Fusioni: dopo Pievebovigliana e Fiordimonte (leggi l’articolo) e la discussa accoppiata Tolentino-Camporotondo (leggi l’articolo) anche Fiastra ed Acquacanina vanno verso l’incorporazione. In un consiglio comunale congiunto che si è tenuto ieri nel municipio di Fiastra le due amministrazioni si sono confrontate sul tema, predisponendo una tempistica per l’iter che vedrà Acquacanina (comune più piccolo con 124 abitanti) accorparsi con Fiastra (577 abitanti). Al rendez vous sarebbe stato invitato più volte anche Bolognola che però preferirebbe unirsi al comune di Sarnano. Il prossimo passo è portare la proposta all’attenzione dei due Consigli entro fine marzo e arrivare al referendum popolare, obbligatorio per legge, entro giugno. «E’ un’opportunità da cogliere per comunità come le nostre – commenta il sindaco di Fiastra Claudio Castelletti – Siamo stati fautori di questa linea proprio per i vantaggi per i cittadini. Oltre ai contributi statali ad esempio, ci sono anche risorse regionali e per i prossimi 5 anni non abbiamo più l’obbligo di rispettare l’equilibrio di bilancio prevedendo dei disavanzi per investimenti in opere e servizi». Da qui ad un mese le due amministrazioni incontreranno le rispettive cittadinanze per far capire i benefici del processo di incorporazione

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Giancarlo Ricottini sindaco di Acquacanina

«Il confronto di ieri è stato positivo e la strada verso la fusione è stata bene accolta anche dalle minoranzedice il sindaco di Acquacanina Giancarlo Ricottini – L’accorpamento prevede il mantenimento del nostro municipio e dei servizi principali come ufficio tecnico, anagrafe e tributi. La legge prevede un iter di 10 anni per completare il processo durante i quali lo Stato eroga dei contributi ai due comuni pari al 40% del bilancio 2010». Una fusione praticamente fisiologica dato che i due territori sono confinanti e che i Comuni già da tre anni condividono la gestione di servizi come raccolta differenziata, trasporto scolastico, segreteria e ragioneria, ufficio tributi e anagrafe. «Invece di morire stiamo cercando di sopravvivere intercettando tra l’altro importanti risorse che non saranno più disponibili tra qualche anno quando le fusioni diverranno obbligatorie».



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