Tolentino-Camporotondo,
la fusione che divide

MATRIMONIO TRA COMUNI - I sindaci Pezzanesi e Tondi spiegano i vantaggi: "Interessi comuni". Critici i 5Stelle: "E' una furbata che serve al bilancio traballante di Tolentino per sbloccare una serie di finanziamenti". Il Pd: "Favorevoli nel merito, contrari nel metodo"
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Pezzanesi_Tondi

I sindaci Giuseppe Pezzanesi ed Emanuele Tondi

 

di Marco Cencioni e Federica Nardi

Fusione tra Tolentino e Camporotondo. Questa l’ipotesi dopo l’annuncio del comune di Tolentino, che ieri sera ha indetto un Consiglio straordinario per il 10 marzo (leggi l’articolo). Al vaglio dei consiglieri la modifica del regolamento sul referendum, necessaria per indire una consultazione popolare (sia a Tolentino sia a Camporotondo) dove la popolazione dirà la sua sulla possibile unione. Una novità assoluta per i tolentinati, mentre gli abitanti di Camporotondo sono stati avvisati già martedì scorso con delle lettere, consegnate nelle case, che li invitavano a una riunione sul tema che si terrà stasera alle 21,30. Un’accelerata verso la consultazione popolare, dovuta, tra gli altri motivi, anche dello sblocco in Regione che l’altro ieri ha previsto ufficialmente la possibilità del referendum nei Comuni che vorranno unirsi (leggi l’articolo). Una prospettiva che i sindaci Giuseppe Pezzanesi e Emanuele Tondi concordano nel trovare vantaggiosa, sotto diversi punti di vista. «Nella riunione di stasera parleremo con i cittadini di Camporotondo della possibilità del referendum, per lasciare a loro la decisione finale – dice Tondi – Per scegliere un progetto fattibile e sensato piuttosto che stare ai continui tagli di trasferimenti statali». Non si sbottona invece Pezzanesi, in attesa della conferenza stampa di domani dove gli amministratori parleranno in modo puntuale della situazione: «Il nostro è un territorio che si è allargato e ci sono interessi e vantaggi comuni da questa unione. Camporotondo è uno dei comuni più belli della zona ed è un luogo dove il processo d’integrazione delle varie etnie è molto forte». E su altre ipotesi di fusione: «Questa iniziativa può scatenare in senso positivo altre proposte, sicuramente c’è molto fermento anche a Belforte».

Bruno Prugni, capogruppo consiliare del Pd Tolentino

Bruno Prugni, capogruppo consiliare del Pd Tolentino

Ma per il Pd di Tolentino l’annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno. «Non sappiamo ancora niente, stasera parteciperemo all’assemblea di Camporotondo per comprendere meglio la situazione perché non siamo stati coinvolti in nessun modo – dice Bruno Prugni, capogruppo consiliare del Pd – Il Consiglio del 10 marzo è stato convocato senza nemmeno una telefonata all’opposizione, lo stesso giorno e la stessa ora in cui è previsto l’incontro con il governatore Luca Ceriscioli (sul tema della sanità, ndr). Ci è stato negato il rinvio del giorno, ora chiederemo di posticipare il Consiglio di almeno tre ore. Nel merito siamo favorevoli alle fusioni ma il metodo con cui la questione è emersa a Tolentino è sicuramente da criticare».

Gian Mario Mercorelli consigliere comunale del Movimento 5 Stelle

Gian Mario Mercorelli consigliere comunale del Movimento 5 Stelle

Attacca la proposta il consigliere 5stelle Gian Mario Mercorelli, che aveva svelato l’ipotesi della fusione – sotto forma di battuta – durante l’ultimo Consiglio comunale. Il movimento pentastellato – che nel programma nazionale prevede, fin dal 2013, l’accorpamento dei Comuni con meno di 5mila abitanti – punta il dito su una decisione presa di fretta, senza coinvolgere la popolazione, e sottolinea che «forse la fusione serve di più al bilancio traballante di Tolentino in quanto sbloccherebbe una serie di finanziamenti “premio” da parte dello Stato». Quello di cui si sta discutendo, per Mercorelli, «difficilmente può rientrare nella categoria delle “ottimizzazioni”. Più facilmente può essere catalogato in quella delle “furbate”: ci risulta difficile vedere la convenienza reale per i due Comuni in questione, soprattutto per quello di Camporotondo». E avverte gli abitanti del piccolo centro: «i cittadini, una volta terminati i 5 anni (massimo) in cui potranno mantenere i tributi e le tariffe dei servizi attuali (come prevede la legge sulle fusioni, ndr), si troveranno a dividere con i tolentinati una bella fetta del debito del Comune da cui vengono assorbiti (circa 70milioni di euro). L’accorpamento ha senso tra piccole realtà omogenee tra loro, non con città molto più grandi». Mercorelli conclude: «Siamo abituati “ai colpi di mano” del sindaco che è convinto di poter fare il bello e il cattivo tempo modificando regolamenti e “interpretando” leggi, ma in questa occasione si sta superando ogni limite. Chi governa deve dare ai cittadini il tempo di maturare un’opinione – afferma – . Soprattutto quando dimostra di procedere a tentoni pubblicando un comunicato stampa per spiegare i benefici della fusione senza accorgersi che cita leggi superate, come nel caso del beneficio del 20 per cento in più di fondi statali ai comuni – sottolinea il consigliere -. Sindaco, la avvisiamo che la Legge di Stabilità 2016 ha portato questo bonus al 40 per cento. Forse le era sfuggito, ma siamo sicuri che sarà più contento».



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