Matrimonio tra Comuni contro la crisi
Visso e Castelsantangelo verso la fusione

LA SOLUZIONE - Per migliorare i servizi al cittadino i sindaci Giuliano Pazzaglini e Mauro Falcucci propongono le "nozze" delle due amministrazioni. A scegliere sarà un referendum. Si segue il modello della provincia anconetana dove è nato Trecastelli che ha ottenuto 280mila euro all'anno di contributi
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L’intesa tra Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso, e Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera

di Marco Ribechi

Di due ne resterà uno. Si pensa all’unione tra Visso e Castelsantangelo. Due comuni fusi in uno solo per migliorare i servizi, con un nome nuovo scelto da tutti i cittadini. E’ con questa idea ambiziosa che i sindaci Giuliano Pazzaglini e Mauro Falcucci hanno deciso di creare un progetto innovativo e pionieristico nella provincia di Macerata. L’unica del territorio, per ora. L’idea in realtà prende spunto dalla storia. Fino al 1913 infatti i due comuni costituivano una realtà unitaria, separata solo negli ultimi 70 anni. Si tratta quindi di un ritorno alle origini. La fusione è stata pensata dai due sindaci, insediati da un solo anno, per creare sinergia e condizioni economiche migliori. Esiste infatti la consapevolezza che attualmente sono veramente troppe le forze disperse e che solo con la stretta collaborazione si può offrire un progetto di sviluppo per il territorio. Già da tempo se ne parla ma solo nelle ultime settimane si sta cercando di dare una direzione concreta a quella che fin’ora era solo una voce. «Nel mio programma elettorale c’era già, tra i vari punti, la razionalizzazione dei servizi – spiega Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo  – L’unione dei comuni è una grande opportunità che sicuramente porterà migliori condizioni tra i cittadini. Esistono attualmente delle resistenze, l’Italia è famosa per i campanilismi, ma siamo convinti che con il dialogo potremmo avere l’appoggio di tutti.

Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera

Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera

E’ un processo condiviso, specialmente nella realtà montana bisogna far capire chiaramente che si tratta di un cambiamento necessario. Non possiamo essere delle isole felici, non funziona, dobbiamo capire che siamo un arcipelago di realtà con problemi e soluzioni simili. Ad esempio ci si lamenta della pulizia delle strade in inverno, ma come possiamo pulire con un solo operaio? Ho a disposizione in totale 3 dipendenti tuttofare, non abbiamo la logistica per occuparci di tutto. Dividere i compiti aiuterà ad avere un’attenzione maggiore in tutto». Il modello preso ad esempio è il comune dell’anconetano Trecastelli che è sorto dalla fusione di Monterado, Ripe e Castel Colonna. «Il comune di Trecastelli grazie alla fusione riceve 280mila euro di contributi all’anno – continua il sindaco – Hanno mantenuto le municipalità, proprio come è nel nostro progetto. Questo significa che restano gli uffici per i servizi ai cittadini. Hanno deciso un nome che lasciasse dignità a tutte le realtà coinvolte, hanno uno statuto molto interessante che ogni cittadino può consultare. Per loro è più facile anche ottenere fondi europei per i progetti che riguardano il territorio. La fusione è una scelta promossa anche dallo Stato e dalla Regione. E’ fondamentale che i cittadini comprendano che si tratta di un’opportunità».

Il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini

Il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini

Sulla stessa lunghezza d’onda il pensiero di  Giuliano Pazzaglini, originario di Castelsantangelo sul Nera ma da un anno sindaco di Visso. «La politica non c’entra, vogliamo fare una scelta di responsabilità per i cittadini e dimostrare che non tutti i politici sono attaccati solo alla poltrona – dice il sindaco – Noi siamo attaccati al territorio. Egoisticamente questa scelta sarebbe anche sconveniente perché entrambi decadremmo da sindaci, si dovranno rifare le elezioni per avere un unico primo cittadino, ma sicuramente guadagneremo in termini di servizi, turismo e gestione del territorio. Su molti aspetti già collaboriamo e questa unione ci darà ulteriore forza, per quel poco che possiamo fare questo è sicuramente la cosa più importante». L’iter è attualmente ancora molto lungo, la procedura deve essere vagliata dalla Regione che poi dovrà chiedere il parere della Provincia. Poi si farà un referendum per ascoltare il parere dei cittadini, il comune viene commissariato e si procede a nuove elezioni. L’appoggio della popolazione risulterà così determinante. «Lo Stato promuove queste azioni, tutto è in mano ai cittadini che provvederemo ad informare e ad ascoltare. Avevamo chiesto la partecipazione anche al comune di Ussita perché i piani di tutela e di sviluppo sono gli stessi. Purtroppo abbiamo ottenuto un netto rifiuto. Ma siamo sicuri che i nostri concittadini capiranno e sosterranno una decisione presa per il bene di tutti, senza nessun clientelismo politico». Il primo passa verso l’unione ci sarà a luglio quando saranno convocati tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione dei due Comuni per decidere come proseguire.



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