Fusione dei Comuni
Il Consiglio regionale dà l’ok

L'assemblea legislativa delle Marche ha approvato la proposta di legge sul riordino territoriale
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L'assemblea legislativa delle Marche

L’assemblea legislativa delle Marche

Dall’assemblea legislativa delle Marche arriva l’ok alla proposta di legge sul riordino territoriale e sulla fusione dei Comuni, procedura che alletta anche diversi Comuni del Maceratese tra i quali Visso e Castelsantangelo (leggi l’articolo).

Il via libera a maggioranza (19 voti favorevoli e 12 contrari) e con molte polemiche per la pdl che modifica la legge regionale del 1995 adeguandola legge Delrio. A differenza del passato, l’iter dovrà essere avviato dalla richiesta avanzata da ciascun Consiglio comunale alla Regione, ma previo espletamento del referendum consultivo sul proprio territorio. Tutti favorevoli alle unioni di Comuni e alla razionalizzazione degli enti del territorio, le polemiche tra maggioranza e opposizione hanno riguardato solo la norma transitoria che non applica il nuovo regime, con i referendum preventivi, alle fusioni per incorporazione dei Comuni di Pesaro e Mombaroccio e di Urbino e Tavoleto, i cui iter sono già avviati.

Per il relatore di maggioranza Francesco Giacinti (Pd), presidente della Commissione Affari istituzionali, “l’elemento centrale della modifica è quello della fusione per incorporazione, con la previsione di referendum preventivi. Per i procedimenti in atto è stato stabilito di rimanere ancorati alla legge regionale del 1995, per evitare stravolgimenti del percorso portata avanti fino ad oggi”. Il relatore di minoranza e vice presidente della Commissione Affari Istituzionali Mirco Carloni (Ap) ha parlato di “un vulnus democratico: la differenza viene fatta dal metodo. Le fusioni, le incorporazioni vanno fatte dal basso, secondo le esigenze delle popolazioni. Sulla vicenda – ha insistito – è stata fatta una forzatura senza precedenti perchè nel caso dell’incorporazione di Pesaro e Mombaroccio i cittadini avevano chiesto, attraverso la raccolta di più di 500 firme, di potersi esprimere preventivamente. La maggioranza ha scelto incredibilmente di andare avanti ad oltranza pur avendo capito l’errore”.
Sempre a maggioranza, subito dopo, l’aula ha approvato le proposte di deliberazione per indire i referendum nei 4 Comuni interessati.



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