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Riaperta la chiesa della Divina Pastora:
«La prima che torna al culto
tra quelle lesionate dal sisma»

TOLENTINO - Oggi il taglio del nastro, c'era il commissario alla ricostruzione Guido Castelli: «Riapertura che ha un valore particolarmente simbolico». Il vescovo Nazzareno Marconi: «Nel nostro lavoro di restauro non ci siamo concentrati solo sui grandi centri e le grandi chiese ma stiamo cercando di dare attenzione anche alle comunità più piccole»

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Il taglio del nastro

di Francesca Marsili

Un rintocco di campane che sa di rinascita quello di questo pomeriggio: restituita alla comunità la chiesa della Divina Pastora, la prima, tra quelle danneggiate dal terremoto del 2016, che a Tolentino torna ad essere fruibile dopo gli interventi di riparazione finanziati nell’ambito della ricostruzione post sisma.

Oggi, il rumore dei passi dei fedeli è tornato a riempire i banchi della chiesa rurale che svetta sulle colline tra Tolentino, Urbisaglia e affaccia sui Monti Sibillini. Non solo la restituzione di mura solide.

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La chiesa della Divina Pastora

La comunità ha accolto la riapertura come una vera e propria festa, per aver ritrovato un luogo che custodisce ricordi di intere generazioni, quelle che qui hanno suggellato i momenti più significativi della loro vita. Erano in tantissimi, tanto da non riuscire a trovare posto tra i banchi. 

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Nazzareno Marconi

La cerimonia ha visto la riapertura dell’edificio e la presentazione delle opere realizzate prima della messa presieduta dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi e concelebrata dal parroco don Gianni Compagnucci.

L’attenzione di Marconi è stata rivolta soprattutto all’impegno della Diocesi, in collaborazione con l’Usr, di non trascurare quei segni necessari di presenza anche nei luoghi più periferici del territorio: «Come ho avuto modo di dire nell’apertura o nella chiusura di altri cantieri – ha sottolineato Marconi -, nel nostro lavoro di restauro non ci siamo concentrati solo sui grandi centri e le grandi chiese ma stiamo cercando di dare attenzione anche alle periferie, perché anche le comunità più piccole, ma vive ed impegnate, si sentano giustamente ricordate e valorizzate».

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Dello stesso avviso don Gianni: «Sono felice per questa piccola comunità che è oggi compresa nella parrocchia di San Catervo – ha rimarcato –, si tratta di una realtà molto attiva e autonoma, che ha avuto sempre una grande cura di questi spazi anche in questo periodo interessato dai lavori. Ringrazio don Alberto Forconi che la domenica viene a celebrare la messa nella struttura di legno attigua, chiusa e riscaldata, che nel frattempo che si ultimassero i restauri è stata utilizzata per la preghiera e come centro pastorale».

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Don Gianni Compagnucci

Per il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi è stato un pomeriggio dall’alto valore cristiano: «È stato pieno di aspettative e ha messo in evidenza la grande coesione di questa piccola comunità, che non vedeva l’ora riaprisse. Questa chiesa, così venerata sotto la guida della Madonna, è un luogo dove il culto è ancora molto forte».

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Mauro Sclavi

A seguito delle scosse del 24 agosto di dieci anni fa, la chiesa aveva riportato danni strutturali alle facciata, agli archi e al presbiterio, con un interessamento maggiore soprattutto dovuto al ribaltamento del timpano e per le lesioni alle muratura. L’intervento, finanziato dalla struttura commissariale e eseguito dalla ditta Alma, per le opere strutturali ed edili, mentre per i restauri degli apparati decorativi dall’azienda Boing, ha riguardato opere di consolidamento strutturale, riparazione delle lesioni e miglioramento della sicurezza dell’edificio, oltre al recupero degli apparati decorativi interni. Un lavoro mirato non solo a sanare i danni provocati dal terremoto, ma anche a ridurre le vulnerabilità della struttura, garantendone una maggiore resilienza nel tempo.

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«La riapertura di oggi ha un valore particolarmente simbolico: è infatti la prima chiesa che torna al culto tra quelle danneggiate dal sisma del 2016 – ha sottolineato il Commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli -. Un segnale importante di ripartenza per tutta la comunità. Parallelamente, proseguono interventi di grande rilievo come quelli ormai prossimi al completamento della Basilica di San Nicola e i lavori in corso presso il duomo di San Catervo, che testimoniano l’avanzamento complessivo della ricostruzione ecclesiastica nel territorio».

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Alla riapertura del luogo di culto, che porta il nome dell’omonima contrada di Tolentino, presente anche il sottosegretario alla Giunta regionale, Silvia Luconi. «Oggi è un giorno di festa per tutta la comunità che accoglie con profonda gioia la riapertura della chiesa che torna a essere spazio di preghiera, incontro e vita comunitaria, punto di riferimento spirituale per una popolazione che ha sempre mantenuto saldo il proprio legame con la fede – ha sottolineato -. Questo momento segna non solo il ritorno di un luogo di culto caro alla città, ma anche un simbolo di speranza, resilienza e rinnovata fiducia».

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Luconi ha espresso un plauso alla comunità della Divina Pastora, che in questi anni difficili ha dimostrato una forza straordinaria e una fede costante: «Il loro impegno nel custodire la nostra identità religiosa e sociale rappresentano un esempio di coesione e dedizione che merita di essere riconosciuto». Ringraziamenti che il sottosegretario ha esteso anche «A chi, silenziosamente, ha lavorato per rendere questo giorno speciale e ha contribuito, anche economicamente, per aiutare la comunità che da sola non sarebbe riuscita. Nelle realtà più piccole, infatti, i legami sono più forti e la solidarietà più autentica e la Fede il fondamento che unisce e sostiene».

 

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Silvia Luconi

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