Una casa trasparente per Confcommercio
“Via le zone oscure del passato”
ECONOMIA - L'associazione riparte dall'Auto Palazzo dopo l'aggregazione con Ancona. Il presidente nazionale Carlo Sangalli: "Solo con corpi intermedi forti ci sono coesione e sviluppo. Abbiamo salvato l'Italia dai forconi ora giù le tasse". Il presidente della Regione Luca Ceriscioli: "Soddisfatto per scelta di aggregazione e rispetto del territorio con la valorizzazione di un bene storico"
di Gabriele Censi
C’è anche il presidente nazionale Carlo Sangalli, con le autorità locali e regionali, a sancire lo status di grande evento per la città, per l’inaugurazione della nuova sede di Confcommercio a Macerata. Un luogo che rappresenta la grandezza perduta del capoluogo e, con la ristrutturazione portata a termine, la voglia di rinascita e sviluppo. Per l’associazione un nuovo corso dopo le travagliate vicende (leggi l’articolo) che hanno portato alla costituzione della nuova aggregazione con Ancona. «L’autopalazzo – ha spiegato il direttore Massimiliano Polacco – è trasparente, tutti possono vedere il nostro lavoro dall’esterno perché non debbono più esserci zone oscure come nel passato». Un lavoro effettuato a tempo di record in sei mesi per una sede, l’edificio liberty di viale Puccinotti che restituisce un bene storico alla città.
Riconoscimenti e ringraziamenti all’associazione sono stati fatti dal sindaco di Macerata Romano Carancini e dal presidente della Provincia Antonio Pettinari. Il primo ha mutuato le parole del vescovo Nazzareno Marconi durante la benedizione dei locali: «Non bastano i numeri ma occorrono i sorrisi, lo stato d’animo, le aspettative e le speranze di chi non si rassegna davanti alle difficoltà». Il secondo, di lì a poco chiamato ad una riunione dei presidenti delle province marchigiane (leggi) per formulare una proposta unitaria di riordino dei servizi alla Regione, ricorda che l’occupazione arriva dalle piccole imprese e non dai centri commerciali: «Dobbiamo privilegiare la rete diffusa sul territorio che è anche garanzia di qualità»
Il presidente della Regione Luca Ceriscioli si dichiara tre volte soddisfatto: «Primo per la scelta di aggregare, la difesa degli interessi particolare nuoce a tutti, bisogna unire per cogliere i segnali di ripresa ma l’aggregazione deve essere intelligente e dimensionata, ad esempio riteniamo ottimale una autorità portuale delle Marche ma non oltre. Secondo per la scelta della sede, interverremo anche con nuove norme per incentivare le ristrutturazioni come questa che non consumano terreno e riqualificano le città. Infine ritengo fondamentale il ruolo dei corpi intermedi che debbono essere parte di un progetto comune per obiettivi strategici».
In sintonia con Ceriscioli il presidente nazionale Carlo Sangalli che ripete più volte lo slogan “Essere parte e non controparte”: «Senza di noi ci sarebbero stati in questi anni di grave crisi i forconi in piazza ma ora i timidi segnali di ripresa devono essere accompagnati da interventi sulle tasse, il governo lo ha annunciato ma noi continuiamo a chiederlo. Qui è stata fatta una scelta di coesione ed unità che, in un mondo che cambia e si trasforma velocemente, guarda al futuro per un sistema che vuole restare al passo con i tempi e continuare ad essere protagonista sul territorio».
Si è concentrato sul senso dell’operazione Confcommercio Marche Centrali anche il presidente Rodolfo Giampieri, ai saluti dopo la nomina alla presidenza dell’Autorità portuale di Ancona: «E’ un vanto per questa organizzazione che per prima in Italia ha ragionato nell’ottica di una ottimizzazione delle risorse e nel rafforzamento della propria presenza istituzionale e imprenditoriale. E’ così nato questo laboratorio interprovinciale che ci permette di avere più servizi e una struttura ancora più solida con capacità, e di qui uno dei tanti vantaggi per la base associativa, di mantenere l’attenzione per le singole questioni di ogni territorio sulle quali entreremo con la forza di una struttura che mette insieme due territori importanti come quelli di Ancona e di Macerata».
«Con la sua ristrutturazione – ha detto dopo il taglio del nastro Massimiliano Polacco direttore Confcommercio Imprese per l’Italia Marche Centrali nel corso del convegno organizzato in concomitanza con l’inaugurazione dal titolo dal titolo ‘Il Modello Macerata per un’integrazione economica di Commercio, Turismo e Servizi’ –, l’Auto Palazzo ritrova la sua dimensione contemporanea di edificio dedito al mondo del Commercio, del Turismo, dei Servizi e del Terziario e rinasce con l’obiettivo di accrescere la forza di Confcommercio Marche Centrali in tutto il territorio interprovinciale di Ancona e Macerata. La scelta di presentarsi al mondo imprenditoriale con un brand ancora più forte e con un simbolo storico è il sintomo di quanto seriamente sia stata intrapresa questa strada di sviluppo, unica in Italia, che passa per la comunicazione, la sinergia e il lavoro di due territori, Ancona e Macerata appunto, lungo un’unica rete di Servizi, la rete Confcommercio Marche Centrali». L’inaugurazione è anche occasione per riflettere sulle prospettive del settore, Polacco ha svolto così una relazione sull’andamento delle imprese in provincia negli ultimi anni: «Il numero delle imprese in provincia è tornato a salire solo negli ultimi tre mesi dopo aver toccato i minimi storici a marzo sotto alle 35 mila attive. Il 39,5% sono ripartite nei settori di servizi, turismo e commercio. I servizi sono il settore trainante, buona la presenza di imprese giovanili rispetto alle altre province . Numerose sono anche le imprese di stranieri extraeuropei (3096 nel 2014). Per l’occupazione il dato è sopra la media nazionale con il 47,7% contro il 42,8%.»
Sul tema della pluriterritorialità Polacco ha illustrato alcune esperienze già attive soprattutto nel turismo: «Le due province sono già interconnesse con Marche in Blu, nella linea costiera che da Senigallia alle spiagge del Conero raggiunge Civitanova. Lo sono nelle eccellenze del Made in Marche, dai distretti manufatturieri ai vini della vallata di Matelica. Aderiamo poi al progetto Cammini laureatani per il turismo spirituale, ci sono i parchi e la natira dell’ìentroterra, i borghi storici collinari, l’arte. Un turismo che ancora registra una percentuale minoritaria di stranieri (17,8%) ma che sempre più usa internet per le scelte e il tablet per prenotare, su questo dobbiamo lavorare»
Al termine della cerimonia è stata inaugurata una mostra fotografica all’interno dei locali con foto d’epoca tratte dal Fondo Balelli risalenti ai primi del novecento fino ad arrivare ai nostri giorni con evidenza dei lavori compiuti in questi mesi per riaprire l’edificio alla sua fruizione.





























Un Sindaco serio, in polemica costruttiva col presidente della Regione, non sarebbe andato ad inaugurare la sede di Confcommercio, usando entrambi Angelo Sciapichetti come capro espiatorio!
Il Sindaco rappresenta la cittá….e tutta la città é grata a Confcommercio Marche Centrali per aver ridato nuova vita all’Auto Palazzo e a 25 lavoratori la possibilità di avere un futuro.
Questa é la chiave di lettura giusta dell’evento e questi sono fatti concreti.
Anche la polemica sterile del primo cittadino è un fatto concreto che andava evitata su una questione importante come la sanità! A proposito di lavoratori speriamo si trovino soluzioni anche per quelli rimasti a casa.
I forconi dentro i negozi dovevano venire, che con l’euro avete affamato l’Italia e adesso è grazie ai Kebab che, registrate se è vero, una ripresa. Vi siete affondati da soli, avete ammazzato migliaia di piccoli commercianti, certo non santi nemmeno loro, ma su cui avete fatto passare i carri armati. C’è un proverbio che gira da sempre tra i commercianti : ” commercianti e porci se pesa dopo morti “. Piccola spiegazione: il maiale una volta ucciso va incontro ad un calo ponderale. E poi lo sapete bene tutti, che le tasse sono ancora più ingorde di voi e per tanto solo evadendo ed evadendo, molti commercianti riescono a sopravvivere. Ognuno degli intervistati ha sparato la sua sciocchezza, però la più carina, non so se l’ho capita, ma tanto li dentro c’è poco da capire, guarda che facce, è quella del Cerì sull’autorità portuale per pochi e non per tutti. Si potrebbe fare a Sarnano, abbinandola ad un porto turistico che porti i passeggeri direttamente dalle assolate spiagge mediterranee ai campi da sci.Pensate che figata.