Agli Antichi Forni
torna il fuoco del Trovatore

MACERATA OPERA - In attesa del debutto dello spettacolo questa sera allo Sferisterio, Cinzia Maroni ha dialogato con il direttore d'orchestra e il costumista scenografo dell'allestimento del regista Negrin

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Enrico Girardi

di Marco Ribechi

Il Trovatore del fuoco torna allo Sferisterio, a presentarlo agli Antichi Forni Enrico Girardi con il direttore d’orchestra Dmitri Jurowski e lo scenografo costumista Louis Désiré. Grande attesa per la notte del Trovatore allestito sulla regia del messicano Francisco Negrin, presentato per la prima volta nel 2013 e replicato poi nel 2016 sotto la guida di Francesco Micheli. L’opera, che andrà in scena solo per tre repliche invece che le canoniche quattro per lasciare spazio ai Carmina Burana, è stata oggetto del terzo Aperitivo Cultura guidato da Cinzia Maroni in compagnia del giornalista Enrico Girardi. Il titolo dell’incontro è stato “Il Trovatore, ossia Verdi”.

«Il Trovatore è l’opera più rappresentativa della produzione di Giuseppe Verdi – spiega il giornalista – la 16esima su un totale di 27 tappe. Arriva a metà di un percorso estremamente articolato in continua evoluzione. Dopo la trilogia popolare inizia a sperimentare moltissimo sia da un punto di vista musicale che drammatico. Si colloca un po’ in un confine tra la tradizione, quando i personaggi erano effettivamente ciò che dicevano e facevano, e una visione più moderna dove interviene la psicologia e la crisi d’identità dell’essere umano».

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Dmitri Jurowski

Questo aspetto si riflette anche sulla partitura musicale: «E’ un po’ come piangere ridendo – spiega con una metafora il direttore Jurowski – il dramma diventa sempre più profondo ma la musica si fa leggera e positiva. Noi cercheremo di far emergere tutta la drammaturgia senza ricorrere però a degli estremi». In assenza del regista Negrin a commentare l’allestimento è Louis Désiré che ne ha curato scenografia e costumi fin dalla prima rappresentazione: «Mi sembra che non sia invecchiato – spiega Désiré – e di questo ne sono felice perchè ero timoroso a rivederlo da spettatore. Più che la vendetta il tema è quello dell’impossibilità da parte dei personaggi di vivere la propria vita poiché hanno un passato terribile e un futuro imprevedibile. Per noi il personaggio principale era Leonora».

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Louis Désiré

Per arricchire la comprensione dell’opera Gabriela Lampa ha letto due brani, il primo tratto da Alberto Savino, fratello di Giorgio De Chirico che realizzò un dipinto della solitudine del Trovatore, mentre il secondo tratto dagli Xenia di Eugenio Montale. Ad offrire l’aperitivo finale la ditta Si.Gi. che ha presentato delle leccornie realizzate con le sue conserve.

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La proprietaria dell’azienda Si.Gi.

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