Confcommercio e Ascom, libri in tribunale
Anche Coturfidi verso la liquidazione

MACERATA - Se il destino dell'associazione di categoria e delle società di servizi è ormai segnato, per la cooperativa di garanzia potrebbe esserci ad inizio 2015 un accordo con un altro confidi. Al momento però l'assemblea prevista per lunedì dovrebbe votare per la liquidazione.

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 Mario Volpini, ex presidente di Confcommercio

Mario Volpini, ex presidente di Confcommercio

 

di Marco Ricci

Il crollo della galassia Confcommercio di Macerata, oltre all’associazione di categoria, ha portato con sé anche le Ascom, le società di servizi in qualche modo emanazione di Confcommercio, mentre la Coturfidi – la cooperativa di garanzia dei commercianti – si avvia verso una liquidazione che, negli auspici, potrebbe però avere una soluzione positiva. L’associazione dei commercianti e le Ascom, dopo aver maturato debiti per circa quattro milioni di euro – circa tre milioni da parte delle società ed uno da parte dell’associazione di categoria, di cui buona parte proprio nei confronti della Ascom Servizi – hanno praticamente interrotto le proprie attività e portato i libri in tribunale.

Sia le attività di Confommercio che delle Ascom, così come una buona parte dei dipendenti, sono confluiti in un nuovo soggetto che fa capo ad Ancona, Confcommercio Marche Centrali, il cui direttore – Massimiliano Polacco – nell’autunno del 2013 era stato incaricato dalla Confcommercio Nazionale di studiare i conti dell’associazione maceratese e far luce sulle sue condizioni. Il nuovo soggetto, che di fatto unisce Confcommercio Ancona e le attività dell’ex Confcommercio Macerata, si presenterà ufficialmente in città il 16 dicembre.

Massimiliano Polacco, direttore generale di Confcommercio Marche

Massimiliano Polacco, direttore generale di Confcommercio Marche

Se per le Ascom il destino sembra ormai essere il fallimento – il Tribunale di Macerata dovrebbe nominare un commissario liquidatore entro febbraio – diverso potrebbe essere il destino della cooperativa di garanzia anche se i soci, in un’assemblea prevista per lunedì pomeriggio, dovrebbero ugualmente chiederne la liquidazione. Dopo che una prima due diligence non andata a buon fine da parte della Ascomfidi di Ancona, Coturfidi sta infatti guardando ad un nuovo accordo con un’altra cooperativa di garanzia, pur se i tempi previsti si sono andati allungando rispetto a quanto auspicato. Così, se una nuova valutazione della fattibilità di un accordo si potrà avere solo nei primi mesi del prossimo anno, la Coturfidi ha nel frattempo sospeso la propria attività, questo anche a causa dell’irrigidimento delle banche nei confronti del confido maceratese dopo il venir meno dell’accordo con la consorella anconetana. Lunedì pomeriggio si svolgerà quindi l’assemblea dei soci che dovrebbe ratificarne la messa in liquidazione, ma con la speranza che la scelta possa in qualche modo rientrare ad inizio 2015. Nei conti della Coturfidi oltre ad aver inciso la crisi economica, la stretta creditizia delle banche e i problemi del commercio, anche un buco milionario su cui la procura di Macerata ha aperto un fascicolo (leggi l’articolo).

Si è dunque disgregato in pochi mesi l’universo Confcommercio di Macerata da molti anni guidato dall’ex presidente dell’associazione, Mario Volpini. Nel capoluogo si respira anche un certo malumore nei confronti di Ancona, sia per la due diligence interrotta da Ascomfidi sia per avere in qualche misura sottratto al maceratese le attività più redditizie. I conti però, almeno per quanto riguarda le Ascom e l’associazione vera e propria, difficilmente potevano portare ad un esito diverso, a meno che Roma non avesse deciso di intervenire per ripianare i debiti pregressi. Ma dopo il no espresso dall’associazione nazionale per via delle ingenti somme da ripianare, il destino di Ascom e Confcommercio Macerata era di fatto segnato.

 


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