Sferisterio, prima polemica della stagione.
Iommi: «Togliete quella bara floreale»

MACERATA - L'ex assessore e attuale consigliere di maggioranza insorge con un commento via social alla vista dell'aiuola apparsa sulla piazza adiacente l'Arena: «Via immediatamente o parte una denuncia alla Soprintendenza»

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La foto comparsa sul gruppo Facebook “Sei di Macerata se”

di Luca Patrassi

Una sera d’estate, lo Sferisterio. Quanto basta a far discutere animatamente, pur in assenza di un minimo filo di vento. Per la verità c’è chi – per ora rimasto anonimo – ci ha messo del suo ma lo storico ex presidente dell’Ordine degli architetti, ex assessore all’Urbanistica ed attuale consigliere comunale di Silvano Iommi, recentemente eletto, tra infinite polemiche, presidente della Commissione urbanistica, quella roba là decisamente l’ha vista alla stregua del fumo negli occhi, di una blasfemia nel tempio.

Qualcuno nei giorni scorsi ha messo su una specie di aiuola con tanto di vernice bianca a terra a riquadrare una base rossa con dei fiori soprastanti: sicuramente l’autore (o l’ispiratrice) sarà stato animato da ottime intenzioni ma l’effetto è risultato devastante agli occhi di Iommi che ha firmato ieri sera un commento su una pagina social non esattamente conciliante: «Per favore, siamo di fronte ad un monumento nazionale, l’icona identitaria di Macerata nel mondo, sono già stati spesi milioni per migliorare anche il decoro del contesto. Ora si offende tutto questo paziente lavoro professionale con un obbrobrio floreale a forma di bara mortuaria. Toglietela immediatamente altrimenti parte una denuncia all’autorità competente della Soprintendenza a beni culturali».

iommi

Certo dal Nabucco alla marcia funebre è un attimo ma di positivo c’è il fatto che lo Sferisterio si conferma il riferimento cittadino per tutti. Certo un conto è occuparsi dello spettacolo, del recupero funzionale del monumento e un altro è la corona di fiori che in effetti richiama visioni crepuscolari.

Una sera d’estate, lo Sferisterio. Se ne ricorda una, epica, che vide protagonista l’architetto Mario Crucianelli che fece irruzione nella piazza dell’Arena sul tavolino del bar del Riccio che vedeva seduti l’allora sindaco Carlo Cingolani e l’allora presidente del Consiglio Arnaldo Forlani e lo fece per sostenere con veemenza la necessità di finanziare il restauro dello Sferisterio.

Cingolani redarguì pubblicamente l’architetto (che era anche un esponente dell’allora Movimento sociale) per non aver rispettato l’etichetta istituzionale. Sono passati alcuni decenni e dai mattoni siamo passati ai fiori dall’impatto mortuario secondo l’esteta Silvano Iommi. Da Crucianelli a Iommi, lo Sferisterio resta sempre con il cuore anche correndo il rischio dell’incidente diplomatico. Per inciso, alle prime non si sono visti i parlamentari “maceratesi”, cioè molti di quelli che vengono eletti nei nostri territori pur abitando lontani.

A proposito di autorità e di ospiti alle prime: è circolato un elenco ufficiale di ospiti alle prime con l’indicazione di Lucia Chiatti, sovrintendente del Macerata opera festival, di diversi assessori, di alcuni consiglieri di amministrazione dello Sferisterio e di una lunga serie di persone. Lì per lì qualcuno ha pensato che Chiatti fosse stata licenziata in tronco e comunque invitata alla prima ma si è scoperto che è sempre la sovrintendente e che viene comunque considerata una ospite.

Una sera d’estate, lo Sferisterio. Ai tempi di Crucianelli in Arena le ospiti erano Susan Sarandon e Laura Antonelli accompagnate da Raffaele Curi.


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