Un Barbiere coloratissimo e vorticoso:
Menghini strappa applausi in Arena
e don Bartolo ruba la scena
MACERATA - La prima della seconda opera in cartellone al Mof ha catturato il pubblico. La voce di Marco Filippo Romano è stata protagonista della serata. Ambientata in uno studio tv sul palco è venuta fuori una rappresentazione vivace

La prima del BarbiereFoto di Macerata Opera Festival
di Marco Ribechi
Nuova pioggia di applausi per il Figaro di Menghini ma la vera star è Don Bartolo. Conquista per la seconda volta l’arena maceratese il Barbiere di Siviglia targato Daniele Menghini, produzione già andata in scena nel 2022 quando il regista, ancora giovanissimo, sotto la guida dell’allora direttrice artistica Barbara Minghetti, aveva trionfato nel bando Under 35 in collaborazione con il Rossini Opera Festival e Opera Europa (leggi l’articolo).

Foto di Macerata Opera Festival
L’allestimento, vorticoso, coloratissimo e molto attuale, ambientato in studios televisivi, a distanza di quattro anni ha fatto di nuovo il suo debutto ieri sera per la stagione 62 del Macerata Opera Festival. La ripresa ha conservato tutte le caratteristiche che lo avevano fatto apprezzare al pubblico maceratese con piccole variazioni, sia nei costumi sia nella ricerca dell’effetto comico, con le parti ritagliate sui nuovi protagonisti come aveva spiegato lo stesso regista agli Aperitivi Culturali di Cinzia Maroni. «Una ripresa non è un semplice riallestimento – aveva detto Menghini – lo spettacolo va ricalibrato sulla voce e la personalità dei nuovi interpreti».

Foto di Macerata Opera Festival
Una sfida vinta considerando anche che il direttore d’orchestra Jacopo Brusa, aveva avuto pochissimi giorni per preparare lo spettacolo subentrando all’ultimo momento alla defezione del Maestro Gianluca Martinenghi. Spettacolo piaciuto e applaudito abbondantemente in sala anche se, sotto l’aspetto musicale, forse qualcosa è ancora da perfezionare.
Brilla solo a tratti infatti la stella di Figaro, nonostante le grandi aspettative per la rivelazione Grisha Martirosyan a cui è stata affidato il ruolo del barbiere superstar, l’uomo della modernità capace di inseguire e afferrare il successo di una società drogata dal desiderio di protagonismo. La scena infatti è ambientata in uno studio televisivo dove proprio Figaro è il divo di turno. Purtroppo la prestazione del baritono armeno è apparsa un po’ in ombra e discontinua riducendo di conseguenza l’irruenza del suo personaggio.

A dominare la scena invece è stato Don Bartolo, tutore di Rosina, impersonato da uno straordinario Marco Filippo Romano che ha messo in evidenza tutta l’esperienza acquisita nel ruolo in cui sfiora le 200 recite. La voce di Romano è stata la vera protagonista assoluta della notte, affiancata anche da un’eccellente capacità attoriale. La sua mimica, i suoi movimenti, la sua presenza sul palco è apparsa naturale, buffa, estremamente credibile. Un grande interprete di Rossini capace di trascinare il pubblico in sala.

Molto apprezzata anche la prova del tenore Ruzil Gatin, ovvero il Conte d’Almaviva, che ha dimostrato una straordinaria professionalità. Gatin ha brillato con una voce squillante per l’intera durata dello spettacolo impreziosendo il confronto con il suo rivale Don Bartolo.

Allo stesso modo Rosina, Raffaella Lupinacci, convince sia nell’aspetto vocale che come presenza scenica, coinvolta nelle mille peripezie che di volta in volta avvengono sul palco. Il carattere dato al suo personaggio prepara il finale a sorpresa dandole una connotazione ribelle, insofferente ai giochi sentimentali dei due contendenti.

Merita una speciale citazione Giulia Mazzola nel ruolo di Berta, il personaggio maggiormente rivisto dall’edizione del 2022. L’attrice ha giustamente ricevuto un apprezzamento particolare da parte del pubblico al momento dei saluti finali perché il suo ruolo, nonostante non fosse il principale, ha sicuramente impreziosito ogni istante che l’ha vista protagonista.

Da un punto di vista musicale è giusto dare al Maestro del tempo aggiuntivo per oliare a dovere i meccanismi anche se, in più di un’occasione, il suono è stato sovrastato dal rumore di fondo causato dagli attori intenti a occupare il palco con le attività più disparate. Se si vuole fare una critica allo spettacolo riguarda proprio questo aspetto, la regia ha forse predisposto una ridondanza di scene secondarie e caroselli che a volte portano lo spettatore a distrarsi e a non riuscire a focalizzare su voci e musica che invece sono gli aspetti che dovrebbero prevalere nella messa in scena di un melodramma.

Al centro il sindaco Sandro Parcaroli
Questa però è una cifra stilistica delle moderne regie che spesso divide il pubblico tra estimatori e detrattori. Nel caso del Barbiere di Siviglia di Daniele Menghini il pubblico ha comunque evidenziato una compatta approvazione come del resto era già avvenuto nel 2022 quando l’opera era stata la più applaudita dell’intera stagione lirica.
(Foto di Fabio Falcioni – con il logo – e di Macerata Opera Festival)

Stefano Quarchioni e Francesco Arezzo
















Rosaria Del Balzo Ruiti con Deborah Pantana






































Era scontato che Bartolo….ni avrebbe rubato la scena.