Nasce il Parcaroli bis:
ecco la nuova giunta e le deleghe.
Fuori Udc e Noi Moderati (Video)
MACERATA - La presentazione dell'esecutivo oggi pomeriggio alla sala dell'Eneide di Palazzo Buonaccorsi. Confermate le anticipazioni con i quattro posti per Fratelli d'Italia (D'Alessandro resta vicesindaco, Renna, Tasso e Benedetti alla cultura), tre per la Lega (Marchiori, Piccioni e Romano al commercio) e due per Forza Italia (Sacchi e Antolini che avrà il Bilancio). Strascichi delle trattative con l'attacco del leghista Lucentini al meloniano Belvederesi che non voleva l'esclusione dei centristi

La nuova Giunta, da sinistra: Riccardo Sacchi, Barbara Antolini, Pierfrancesco Tasso, Francesca D’Alessandro, il sindaco Sandro Parcaroli, Giuseppe Romano, Andrea Marchiori, Oriana Piccioni, Lorella Benedetti e Paolo Renna
di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)
La sala dell’Eneide di Palazzo Buonaccorsi, nel corso dei secoli, deve averne viste tante ed oggi ha assistito anche alla nascita del Parcaroli bis. Mancava magari Enea, stanco del lungo viaggio, ma per il resto c’erano quasi tutti quelli del centrodestra.

Il sindaco Sandro Parcaroli oggi pomeriggio durante la presentazione della Giunta
A poco più di due settimane dal verdetto del ballottaggio dell’8 giugno, il sindaco Sandro Parcaroli ha sciolto dunque le riserve sui nomi dei componenti che guideranno l’Amministrazione comunale nel prossimo quinquennio. Confermati gli assessori ipotizzati e dunque per Fratelli d’Italia Francesca D’Alessandro, Paolo Renna, Pierfrancesco Tasso e Lorella Benedetti, per la Lega Andrea Marchiori, Giuseppe Romano e Oriana Piccioni, per Forza Italia Riccardo Sacchi e Barbara Antolini. Ai “Maceratesi per Parcaroli” dovrebbe andare la presidenza del Consiglio per Francesco Luciani. Il condizionale è d’obbligo perché in questo ultimo caso a votare saranno i consiglieri e l’appuntamento è in calendario per lunedì prossimo con la seduta di Consiglio comunale.

I primi a presentarsi sono gli assessori di Forza Italia Antolini e Sacchi, poi Marchiori ed a seguire gli altri. Tanti i sorrisi, alcuni palesemente forzati. Non ci sono Udc (quindi Marco Caldareli) e Noi Moderati (Deborah Pantana), esclusi dall’esecutivo dopo una campagna elettorale condivisa. A giocare contro i centristi in particolare il commissario provinciale della Lega Mauro Lucentini che ha anche apostrofato, con l’amabilità consueta nel corso di una recentissima riunione, il collega di Fdi Massimo Belvederesi: «Daglielo tu l’assessore» ricordando anche come in Regione le attribuzioni avrebbero seguito lo stesso criterio. Detto del retroscena, e in attesa del Consiglio di lunedì, ecco la cronaca della cerimonia odierna.

Osserva il sindaco: «Cinque anni e mezzo fa avevamo le mascherine, oggi c’è il ventilatore. La giunta l’abbiamo formata, ci siamo arrivati con diverse variabili: in base alle percentuali dei partiti, alle preferenze dei singoli, alle competenze e alla continuità. Chi ha già fatto cinque anni e mezzo ha evidentemente più esperienza e, se è stato rieletto, ha anche avuto ribadita la fiducia dei cittadini. Abbiamo fatto tantissime cose in questi anni , abbiamo discusso ma abbiamo concluso anche tanti lavori. Da lunedì la giunta inizierà a lavorare».

Le quattro donne: Oriana Piccioni, Francesca D’Alessandro, Barbara Antolini e Lorella Benedetti
LE DELEGHE – Poi la firma dei singoli assessori (cinque conferme e 4 new entry) per accettazione della nomina. Ad aprire la serie la confermata vicesindaca Francesca D’Alessandro che continuerà a seguire i Servizi sociali. Poi Lorella Benedetti alla Cultura e Istruzione, Barbara Antolini al Bilancio e alle Partecipate, Andrea Marchiori confermato ai Lavori pubblici, per Oriana Piccioni l’Ambiente, per Paolo Renna ancora Sicurezza e polizia locale, per Riccardo Sacchi Turismo e Sport, per Pierfrancesco Tasso Servizi amministrativi, politiche giovanili e Famiglia, per Giuseppe Romano il Commercio. Non assegnata la delega all’Urbanistica che fu di Silvano Iommi, dovrebbe tenerla il sindaco.







































Ottima giunta di qualita’ e ora Buon Lavoro a tutti !!
Dopo tanto parlare ora assistiamo alla formazione di una giunta di destra-destra a causa della bulimia della Lega che pensa di aver vinto le elezioni, dimenticando i giorni bui in cui si profilava l’impossibilità di formare una lista propria, poi formata in coabitazione con i Civici per Parcaroli, amici di vecchia data del signor Sindaco, accorsi anche in aiuto della Lega.
La formazione della nuova giunta ha messo fuori dalla porta figure di tutto rilievo di cui si era parlato come Anna Menghi o Deborah Pantana e l’ex assessore Silvano Iommi che magari avrebbero anche elevato il livello dell’amministrazione appena nata
La Giunta è molto sbilanciata a favore della Lega, non solo per il numero di assessori non corrispondente al suo peso elettorale effettivo (senza dimenticare il Sindaco, anche lui leghista), ma anche per la pesantezza delle deleghe.
Basti pensare all’accorpamento dell’Urbanistica con i Lavori Pubblici in capo a Marchiori, accorpamento che era stato ritenuto negativo ormai da molti anni, proprio per una pericolosa concentrazione di troppi poteri in una sola mano.
Politicamente sbagliato tagliare fuori i cespugli moderati, che pure hanno contribuito alla vittoria di Parcaroli.
Francamente non capisco la cedevolezza di Fratelli d’Italia, che a Macerata si è fatta mettere sotto dalla Lega e a Civitanova si sta facendo mettere sotto da Ciarapica in una maniera veramente assurda.
Son fratelli con cugini ingombranti.
PERFETTO.
Condivido pienamente l’analisi dell’amico Giuseppe Bommarito in merito alla bulimia della Lega rispetto ai risultati effettivi conseguiti.
Bulimia del tutto ingiustificata che va a discapito delle formazioni centriste le quali, insieme, hanno ottenuto, al primo turno, 1.202 voti, cioè un numero di voti senza i quali il bis del Sindaco non sarebbe stato possibile e sicuramente maggiore di quelli ottenuti dalla Lega, la quale non si è nemmeno presentata da sola alle elezioni, ma come supporto della lista dei Civici per Parcaroli Sindaco, ottenendo, complessivamente, 1.648 voti, di cui, a mio parere, un migliaio quelli effettivi della Lega.
Malgrado ciò, la Lega, con un migliaio di voti, oltre al Sindaco, si è accaparrate 3 assessori, mentre le formazioni centriste, pur avendo avuto più voti, rimangono a bocca asciutta.
Sic transit gloria mundi!
Mi piacerebbe conoscere le compatenze urbanistiche del Sig. Sindaco.
Per ora mi limito a stupirmi. Tra breve “Noi Moderati” farà e pubblicherà l’analisi specifica del voto ( e di voti) come si faceva una volta, cioè senza giocare a carte con i numeri, con particolare riferimento ai “flussi” e particolare e aggiornato bilancio di quella che impropriamente viene chiamata “area cattolica”. Per essere ancora più precisi e per i cittadini ( anche per quel 50% che non ha votato) a ruota libera ( dopo il comunicato stampa) pensiamo di allargare il dibattito con una conferenza stampa, convinti ( come sempre) che l’informazione debba partire dal basso.
La Lega nell’Italia centrale è un ossimoro, ma è anche un caso di daltonismo, ossia confonde le quote verdi (maggioranza bulgara) con quelle rosa (par condicio).
Ode a Silvia Salis, ‘a Regina d’o Martello e d’a Città
Ah, Silvia mia, tu che venivi da Sturla,
cu ‘e spalle forte comme ‘o mare ‘e Genova,
‘e lanciave ‘o martello comme se fosse ‘nu destino!
Settantuno e novantatré, che botta, neh!
‘O cielo s’apriva, ‘a pedana tremmava,
e chillu ferro volava luntano, luntano,
comme si vulisse abbracciare tutt’a Liguria.
Tu, che tenevi ‘o martello ‘n mano comme ‘na penna ‘e ferrara,
mo’ tieni ‘a penna d’a città, e scrivi piani regolatori
cu ‘a stessa forza, cu ‘a stessa grazia, cu ‘o stesso fuoco!
Urbanistica toja è na cosa seria, bella mia:
nun è lanzata a casu, nun è botta ‘e fortuna,
è tecnica, è passione, è misura esatta,
comme chillu 71,93 che ancora oggi parla ‘e te.
Quanno giri pe’ Genova, Sindaca,
siente ‘a voce d’o porto che te dice:
«Silvia, famme bello, famme moderno,
ma nun me scurdà chi songo,
cu ‘e creuze stritte, cu ‘e palazzi antichi,
cu ‘o vento che sape ‘e sale e ‘e storia».
E tu, cu ‘o stesso slancio d’a pedana,
lance ‘e progetti: piazze nove, case dignitose,
verde che respira, mare che se vede
senza che ‘o cemento ce offenne.
Che bellu mix, che combinazione rara!
Da ‘a forza d’o braccio a ‘a forza d’a capa,
da ‘a martellata ‘ncopp’a terreno a ‘a martellata
ncopp’a cartine urbanistiche.
Tu sì ‘a femmena che nun se ferma maje,
che piglia ‘a rincorsa e tira dritto,
senza paura d’o vento contrario,
senza paura d’e critichi che stanno sempe
‘a bordo pedana a fa’ segni cu ‘e mano.
O Silvia Salis, Regina d’o Martello
e Padrona d’a Bella Genova,
fa’ che ‘a città tua voli comme chillu attrezzo,
luntano, luntano, ma sempe cu ‘e piede ncopp’a terra,
forte, precisa, magnifica.
E quanno qualcuno te dice: «Ma comme,
da l’atletica a ‘o Comune?»,
tu risponne cu ‘nu sorriso:
«Sempre ‘o stesso è: lanciare ‘o futuro
‘o cchiù luntano possibile,
senza maje perdere ‘a misura».Viva Silvia! Viva Genova!
E viva chillo 71,93 che ancora vola
ncopp’o cielo d’a nostra immaginazione.
Per Filippo Davoli
Parcaroli non ha alcuna competenza in materia di urbanistica, che di fatto sarà gestita da Marchiori e, a livello amministrativo, dal responsabile dell’Ufficio Tecnico Tristano Luchetti. Una concentrazione di potere pericolosissima, che giustamente negli anni passati si è cercato di evitare.
Franco, Genova per noi che stiamo in fondo alla campagna è un’idea come un’altra.
Ah, Silvia mæ, ti che vegnivi da Sturla,
co-e spale forte comme o mâ de Zena,
ti lançavi o martello comme se o foise un destin!
Settantun e novantatræ, che botta, ne’!
O çê se dæva, a pedana a tremmava,
e quello færo o voava lontan, lontan,
comme se o voesse abrâçâ tutta a Liguria.
Ti, che tegnivi o martello in man comme una penna de Ferræra,
òua ti tegnivi a penna da çittæ, e ti scrivei i cian regolatoî
co-a mæxima força, co-a mæxima graçia, co-o mæximo feugo!
A teu urbanistega a l’è na cösa seria, bella mæ:
a no l’è lançâ a caxo, a no l’è un corpo de fortun-a,
a l’è tecnica, a l’è paxon, a l’è mezua exatta,
comme quesso 71,93 che ancón ancheu o parla de ti.
Quande ti zuai pe’ Zena, Scindica,
ti sènti a vôxe do porto che a te dixe:
«Silvia, famme bello, famme moderno,
ma no te desmentigâ chi són,
co-e creuze stréite, co-i palaççi antighi,
co-o vento che o sa de sâ e de stöia».
E ti, co-o mæximo slançio da pedana,
ti lançi i progetti: piaççe nêuve, caze dignitoze,
verde che o respia, mâ che se vedde
sença che o çemento o ne ofénde.
Che bellu mix, che conbinaçion ræa!
Da-a força do braçço a-a força da testa,
da-a martelâ in sciô terreno a-a martelâ
in sci e cartinn-e urbanisteghe.
Ti ti sæ a dònna che a no se fèrma mâi,
che a piggia a rincórsa e a tira drito,
sença pagüa do vento contraio,
sença pagüa di critichi che i stan sempre
a bordo pedana a fâ segni co-e moen.
O Silvia Salis, Reña do Martello
e Padron-a da Bella Zena,
fâ che a teu çittæ a voe comme quell’atreçço,
lontan, lontan, ma sempre co-i pê in sciô terreno,
fòrte, preçiza, magnifiga.
E quande quarchedun o te dixe: «Ma comme,
dall’atletica a-o Comun?»,
ti ti rispónde co-un sorizo:
«Sempre o mæximo o l’è: lançâ o feuturo
o ciù lontan possibbile,
sença mâi pèrde a mezua».
Viva Silvia! Viva Zena!
E viva quesso 71,93 che ancón o voa
in sciô çê da nòstra inmaginaçion.
Franco, ci vorrebbe un inno “Meno male che Sivia c’è” che dice Grok?