Centro commerciale a Piediripa, Simonetti:
«Quelle di Tittarelli chiacchiere da bar.
Investimenti portano lavoro e sviluppo»
MACERATA - L'imprenditore replica all'ex candidato sindaco del centrosinistra: «Il commercio moderno funziona sempre più attraverso la capacità di attrazione di un territorio. Le persone si spostano dove trovano un’offerta ampia». E cita gli esempi di Loreto e Porto Recanati: «Lì nessuna delle attività penalizza l’altra»

Alberto Simonetti
di Luca Patrassi
Centro commerciale a Piediripa, l’amministratore delegato della F.lli Simonetti non lascia cadere l’argomento del progetto e replica a stretto giro di posta all’ex candidato sindaco del centrosinistra e direttore del centro commerciale Valdichienti Gianluca Tittarelli. Già la premessa dell’intervento di Alberto Simonetti sintetizza la posizione: «Le dichiarazioni di Gianluca Tittarelli lasciano sinceramente perplessi, soprattutto perché provengono da chi è stato candidato a sindaco e dovrebbe conoscere approfonditamente gli atti e lo stato reale della vicenda. Dire oggi che il progetto Simonetti “non è attuabile” significa ignorare un dato fondamentale: l’area interessata è già destinata ad attività commerciali dagli strumenti urbanistici vigenti. Non stiamo parlando di trasformare un’area agricola o di imporre una destinazione incompatibile con il territorio. Stiamo parlando di dare attuazione a una previsione urbanistica esistente».

Il progetto del centro commerciale con i capannoni
Le contestazioni proseguono: «In uno Stato di diritto, inoltre, il commercio non è regolato dalle opinioni personali della politica ma dalle leggi dello Stato e dalle normative europee che tutelano la libertà di impresa e la concorrenza. Nessun amministratore può decidere arbitrariamente quali attività possano aprire e quali no semplicemente perché ritiene che siano arrivate “troppo tardi”. Questo non è il compito della politica. Colpisce inoltre che Tittarelli non faccia alcun riferimento agli aspetti concreti e documentati del progetto: l’anticipo degli oneri urbanistici, le opere pubbliche previste, la palazzina destinata alla collettività e gli importanti investimenti privati messi a disposizione del territorio. Tutti elementi che rappresentano un valore aggiunto per la comunità e che avrebbero comportato benefici immediati per i cittadini».
Gli studi preliminari: «Ancora più sorprendente è il tentativo di mettere in discussione la sostenibilità dell’intervento senza considerare che il progetto è stato accompagnato da studi specialistici, approfondimenti tecnici e valutazioni che hanno portato all’espressione di pareri favorevoli da parte degli enti competenti, fino al parere favorevole dell’ufficio tecnico comunale.
Se oggi si sostiene che tutto questo non vale nulla, allora si sta mettendo in discussione il lavoro degli uffici, dei professionisti e delle istituzioni chiamate dalla legge a esprimersi. Quanto alla presunta difesa del commercio esistente, chi opera nel settore dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che il mercato non si tutela bloccando gli investimenti e limitando la concorrenza. Il commercio è libero e cresce attraverso la capacità di innovare, investire e attrarre nuovi flussi economici. Pensare di difendere le attività esistenti impedendo l’arrivo di nuove iniziative significa avere una visione statica e superata dello sviluppo».

Simonetti torna a toccare il tema occupazione: «La vera domanda – rileva ancora l’amministratore delegato della F.lli Simonetti – è un’altra: perché rinunciare a un investimento privato di decine di milioni di euro, a centinaia di posti di lavoro diretti e all’indotto per imprese, artigiani e professionisti del territorio, nonostante la conformità urbanistica, i pareri favorevoli e le opere pubbliche previste? A questo si aggiunge un elemento che nelle dichiarazioni di Tittarelli viene completamente ignorato: gli studi sulla densità commerciale e sul bacino di utenza del territorio. Nel corso dell’iter progettuale sono stati effettuati approfondimenti specifici che hanno analizzato la popolazione servita, i flussi di consumo e l’offerta commerciale esistente. Le conclusioni dimostrano che il territorio maceratese possiede ancora margini significativi per accogliere nuove strutture commerciali, pur in presenza di altre realtà già operative nella provincia. Sorprende che proprio chi dirige un centro commerciale sembri ignorare ciò che il mercato dimostra quotidianamente. Basta guardare quanto accade nell’area compresa tra Loreto e Porto Recanati, dove in un raggio molto limitato operano diversi supermercati e numerose attività commerciali del settore no food, ai quali si aggiungeranno ulteriori investimenti nei prossimi mesi. Eppure nessuna di queste realtà appare penalizzata dalla presenza delle altre; al contrario, la concentrazione dell’offerta commerciale ha contribuito a creare un polo attrattivo capace di richiamare consumatori da un’area vasta».

La capacità di promozione del territorio: «Il commercio moderno funziona sempre più attraverso la capacità di attrazione complessiva di un territorio. Le persone si spostano dove trovano un’offerta ampia, diversificata e competitiva. È esattamente per questo motivo che in tutta Italia si sviluppano poli commerciali integrati e non singole strutture isolate. Macerata dispone di un bacino territoriale, di collegamenti e di un’area di influenza enormemente più ampia rispetto a molte realtà nelle quali convivono già numerose strutture commerciali. Sostenere che l’apertura di nuove attività comporti automaticamente la chiusura di quelle esistenti significa ignorare le dinamiche economiche che da anni caratterizzano il settore.

Gianluca Tittarelli
La vera sfida non è impedire gli investimenti, ma creare le condizioni affinché il territorio diventi sempre più attrattivo. Un nuovo polo commerciale significa maggiore capacità di richiamo, maggiori presenze, maggiori opportunità per le imprese e maggiori benefici economici diffusi. È una visione di sviluppo che guarda al futuro, non una logica difensiva che finisce per impoverire tutti. Chi oggi festeggia l’affossamento di questo progetto dovrebbe assumersi davanti ai cittadini la responsabilità politica di spiegare perché ha scelto di dire no a sviluppo, occupazione e investimenti. Perché le opinioni sono legittime, ma i fatti restano fatti. E i fatti raccontano di un’opportunità concreta che è stata fermata non per ragioni tecniche o giuridiche, ma per una precisa scelta politica».
L’attacco a Tittarelli: «Sorprende inoltre il livello di superficialità di alcune affermazioni. Dire che un investimento non si dovrebbe realizzare perché “quindici anni fa avrebbe avuto più senso” non è un’argomentazione amministrativa, urbanistica o economica: è una considerazione da conversazione al bar. Da chi è stato candidato a sindaco della città e dirige un importante centro commerciale ci si aspetterebbe un’analisi basata sugli atti, sulle norme, sui pareri degli enti competenti e sugli effetti economici reali per il territorio».




































Perchè, nei centri commerciali non ci sono i bar?
Io sono dalla parte del Dr Simonetti, questi grandi Mall Commerciali devono essere presenti anche nella vallata del Potenza ( in forte crescita) a Passo di Treia. sant’Egidio, Sambucheto, e giù per la Regina altri tre o quattro.
Barcollando Barcollando,
ci si trova a dubitare,
così compagnia cantando,
si va tutti ad accusare;
ma lo disse pure Eco,
che le chiacchiere barate,
si son date allo spreco,
sulle ‘ciatte’ più beate;
lui trattava da imbexilli,
chi or pur si permetteva,
di parlar coi nuovi idilli,
e al mondo lui poteva;
che del bar il chiacchiericcio,
sia a volte ancor beato,
tra un sorso ed un pasticcio,
non è sempre sì azzeccato;
ma pur fosse bar o scranno,
ciatte o semplici commenti,
democratico a far danno,
fu quell’Eco dei potenti;
ora che vi debbo dire,
sia del bar o dello scranno,
questo scambio ad accusare,
a chi ora piò far danno?.. m.g.
…eh, Massimo…