Elezioni, l’ex sindaco Sborgia:
«Abbiamo fatto un buon lavoro
e vogliamo portarlo fino in fondo»

CAMERINO - Intervista al candidato della lista RipartiAmo: «Dobbiamo correre con la ricostruzione, voglio rivedere un centro vivo. Siamo uno dei primi comuni per numero di abitazioni ristrutturate, cantieri aperti e progetti presentati»
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Sandro Sborgia

di Monia Orazi

Candidato sindaco della lista Camerino RipartiAmo è Sandro Sborgia, 53 anni carabiniere, già sindaco dal maggio del 2019 al gennaio 2022, quando è decaduta l’amministrazione comunale per la firma congiunta di tre consiglieri di maggioranza e tre di minoranza.

Quali i motivi della candidatura a sindaco?

I motivi sono due, il primo motivo è il fatto di dover mantenere un impegno ed un obbligo morale nei confronti dei tanti cittadini che avevano eletto la lista RipartiAmo nel 2019, cittadini che sono stati traditi in quella notte del 29 gennaio che hanno visto il loro voto assolutamente non considerato. Il primo motivo è quello di tornare davanti agli elettori e lasciare che siano gli elettori a decidere chi deve amministrare questa città, non attraverso delle firme che vengono apposte di notte da sette persone che si ritrovano davanti ad un notaio e lasciano cadere un’amministrazione comunale, voluta dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Il secondo motivo è che pensiamo che il lavoro che è stato fatto sin qui sia buono e pensiamo che non possa essere lasciato a metà, dobbiamo continuare e proseguire e dobbiamo proseguire in fretta. Dobbiamo recuperare sia i quattro mesi di commissariamento che ci sono stati, ma altresì quegli anni che sono passati e che hanno visto una città completamente ferma. C’eravamo riusciti, uno dei primi comuni che ha il maggior numero di abitazioni che sono state ristrutturate, il maggior numero di cantieri aperti e progetti che sono stati presentati. Abbiamo recuperato, ma dobbiamo accelerare, non possiamo perdere più altro tempo.

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Sandro Sborgia e i candidati consiglieri

Con quali criteri è stata costituita la squadra dei consiglieri?

Sempre gli stessi, ci sono in squadra persone che hanno le competenze e le capacità per affrontare una situazione difficile come quella che noi dobbiamo gestire. Ad esempio competenze tecniche, faccio riferimento in particolar modo all’ingegnere civile Roberta Fattoretti che lavora in provincia di Macerata e si occupa di ricostruzione, sarà importante averla nella nostra squadra. Parlo di Sonia Santacchi, una persona che lavora nel sociale ed è attenta alle difficoltà ed ai bisogni del sociale, parlo di Alberto Cavallaro che ha competenze specifiche per la situazione economica, lo sviluppo economico di questa città, pensiamo solo al fatto che si tratta di uno dei componenti del gruppo di lavoro sulle zone economiche speciali e sul sistema di fiscalità agevolata nei territori colpiti dal terremoto.

Quali le priorità da attuare nei primi cento giorni di governo?

Continuare con quell’azione, innanzitutto l’approvazione dei piani attuativi e quindi dare il via agli interventi all’interno delle aree perimetrate, mi riferisco in particolar modo a Vallicelle, così come mi riferisco alle frazioni Sant’Erasmo, Calcina, Arnano. Dobbiamo fare in modo che lì si presentino i progetti e si avviano i lavori di ricostruzione. L’interramento dell’elettrodotto è una priorità per la quale noi abbiamo lavorato che risolverebbe un problema igienico sanitario e di urbanizzazione ordinata, all’interno di un quartiere che è stato piuttosto emarginato negli anni

Ricostruzione e ospedale, come muoversi?

Fondamentale per la ricostruzione è il programma straordinario di ricostruzione, a disposizione dei tecnici con il compito di fornire le linee guida per le progettazioni. Servirà per accelerare il processo di ricostruzione e non possiamo permetterci di accantonarlo o di rifarlo, così come proposto dagli avversari. E’ stato preso a modello da altri comuni che se ne sono dotati. Per l’ospedale ho lavorato tantissimo, oggi gli avversari dicono che il sindaco si è isolato dalle altre comunità, dalla Regione. Quando si è trattato di tutelare gli interessi della città ad avere un presidio sanitario di riferimento non solo per la città, ma per l’intera zona montana di riferimento, il sindaco si è fatto sentire, ma avrebbe voluto sentirsi appoggiato da altri sindaci ed esponenti politici sul territorio, in quella che non è una battaglia personale, ma quella per avere una struttura in un’area disagiata e lontano da altri centri popolati. E’ sempre stata una struttura riconosciuta di alto livello, perché aveva all’interno delle professionalità di altissimo livello, che nel tempo si sono perse, ma affinché tornino occorre che la politica, il sindaco in primis e tutti gli altri esponenti politici del territorio, provinciale e regionale, lavorino perché questo obiettivo sia raggiunto.

Perché i camerti dovrebbero votare la sua lista?

Dovrebbero scegliere la lista RipartiAmo per la serietà delle persone che la compongono, per la serietà con cui ha affrontato le problematiche che si sono presentate, perché io abbiamo dimostrato di essere stati concentrati a risolvere le problematiche delle persone e io penso che se questo messaggio sarà compreso, credo che le persone torneranno a votare la lista RipartiAmo.

Qual è il desiderio più grande per il futuro di Camerino?

Due anni e mezzo fa ho detto che volevo vedere Camerino piena di gru. Oggi confermo di volere una città piena di gru, ma allo stesso tempo di voler vedere un centro storico che sia nuovamente rivissuto e torni a essere il centro della vita sociale di questa città, abbiamo mosso i primi passi ed all’interno del centro storico ci sono già segnali di rivitalizzazione, dobbiamo correre accelerare e non possiamo assolutamente fermarci.

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