«Modello Draghi per Camerino»
L’ardua sfida di Corradini,
unire tutti: Sborgia, Pasqui e il Pd

ELEZIONI - L'ex rettore Unicam pronto a scendere in campo per guidare una maxi coalizione, operazione che appare tutta in salita vista la fine della precedente amministrazione: «Mi sono reso disponibile, dopo le richieste pervenute da più parti, a valutare un percorso d’insieme, di unione e che superi dualismi o meccanismi dai quali è necessario slegarsi ora più che mai»
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Flavio Corradini

 

«Diverse persone hanno chiesto la disponibilità di candidarmi per cercare di superare una situazione veramente molto difficile come quella che sta affrontando Camerino e che io ho vissuto fin dal primo momento dopo il sisma, ma non solo. Mi sono reso disponibile, dopo le richieste pervenute da più parti, a valutare un percorso d’insieme, di unione e che superi dualismi o meccanismi dai quali è necessario slegarsi ora più che mai».

Nello scenario delle prossime amministrative di Camerino, entra in campo anche l’ex rettore Unicam, il maceratese Flavio Corradini. Queste sono infatti le sue parole che non lasciano dubbi sulla volontà di candidarsi a sindaco, cosa che peraltro si era già prospettata nel 2019. E di farlo, sempre stando a quanto dichiarato da lui stesso, a capo di una di una squadra che metta insieme tutte le anime politiche della città.

Il che significherebbe unire l’area Pasqui, quella di Sborgia, e quella del centrosinistra di cui fanno parte gli ex assessori Marco Fanelli e Giovanna Sartori. In pratica significherebbe mettere insieme le tre aree che di fatto hanno determinato la caduta della precedente amministrazione, segnata dall’accordo di Fanelli, Sartori e Riccardo Pennesi con gli altri quattro consiglieri di maggioranza capitanati da Pasqui. Dopo le polemiche al vetriolo che si sono susseguite in seguito al commissariamento, con scambio di accuse pesantissime da una parte e dell’altra, ricucire sembra davvero un’impresa impossibile. Più di qualcuno dovrebbe rimangiarsi o quantomeno far finta di essersi dimenticato quanto successo e quanto è stato detto. Ma Corradini, dopo la mancata elezione con Italia Viva alle ultime regionali, azzarda il paragone e pare volersi ispirare al modello Draghi: unità per affrontare la crisi. 

«Una disponibilità al di sopra di qualsiasi parte, nell’esclusiva volontà di lavorare tutti insieme, parlare con tutti, valutare e ascoltare tutte le parti perché è necessario e indispensabile per la città e per tutte le realtà che la rendono tale – ha aggiunto infatti l’ex rettore – Ho iniziato a parlare con le anime politiche della città e del territorio e con i rappresentanti di ogni colore politico nella convinzione che solo insieme si riuscirà a superare l’intricata situazione che sta affrontando Camerino, ma anche lo scoramento che inevitabilmente può aver attraversato la cittadinanza che ha sempre dato grande prova di forza e tenacia. Spero si possa togliere fiato ad una divisione politica non più rispondente alle sfide attuali che Camerino merita di affrontare con positività».

Se l’impresa non dovesse riuscire, scenario che al momento appare il più verosimile, allora probabilmente si andrà verso una corsa a tre. Con Sborgia che ripresenterà la sua lista, attingendo in gran parte dalla vecchia amministrazione con l’aggiunta di nuovi innesti, l’area Pasqui di centrodestra che ne presenterà un’altra forse capitanata dall’ex vicesindaco Roberto Lucarelli, e la terza più spostata verso il Pd e il centrosinistra.

(Redazione Cm)



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