Lucarelli e Sborgia,
scontro sulla ricostruzione

ELEZIONI CAMERINO - Un confronto pacato quello di oggi pomeriggio nella sede territoriale Cna tra i due candidati sindaci, appunti alla mano hanno detto la loro su imprese e infrastrutture. Il dibattitto si è acceso nel finale sul post sisma
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Il confronto tra i due candidati sindaci nella sede Cna

di Monia Orazi

Sostegno alle imprese, arretramento della linea ferroviaria adriatica e completamento infrastrutture nell’ottica di unire montagna ed entroterra, la ricostruzione post terremoto: sono stati questi i temi del primo confronto tra i candidati sindaci di Camerino, Roberto Lucarelli e Sandro Sborgia, nell’incontro organizzato dalla Cna di Camerino, moderato dal presidente Maurizio Tritarelli. E’ il secondo organizzato dall’associazione, il primo è andato in scena ieri con i sei candidati di Civitanova (leggi l’articolo)

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Sandro Sborgia, Maurizio Tritarelli e Roberto Lucarelli

«La nostra è una realtà importante – ha detto Tritarelli – abbiamo iscritte tremila imprese e 1600 pensionati, stiamo incontrando i candidati sindaci per dare modo di far conoscere ad un’amplia platea le loro proposte e fornire spunti a chi vuole votarli. Li incontriamo perché abbiamo la consapevolezza di essere un punto di riferimento non solo per le imprese ma anche per gli enti locali. Camerino è una piazza importante che si sta ricostruendo e ripartendo, il lavoro del prossimo sindaco sarà importante per far rinascere la città». Maurizio Tritarelli ha poi presentato alcuni dati economici relativi a Camerino, elaborati dal centro studi Cna. La città ducale è al primo posto per il reddito pro capite in provincia di Macerata con 21mila euro nel 2021 a testa, l’età media più alta di 47,3 anni in media per gli abitanti, il dato sorprendente del turismo che lo mette al terzo posto in provincia per gli arrivi con 157 mila 693 presenze tra gennaio e settembre 2021, persino davanti a Civitanova e dietro solo a Porto Recanati e Potenza Picena. In calo le imprese nel settore agricolo, del commercio e delle costruzioni, quest’ultimo settore probabilmente per l’accorpamento di alcune imprese più piccole con quelle più grandi.

La prima domanda ha riguardato quali strumenti ed obiettivi i candidati intendessero mettere in campo per il sostegno all’economia reale. 

Roberto Lucarelli: «La nostra amministrazione lavorerà per il sostegno all’economia reale su due filoni: il primo riguardo alle possibilità tributarie dell’ente. Cercheremo di agevolare quei tributi ed entrate comunali, al fine di migliorare e supportare le attività già presenti e quelle nuove che cercheremo di attrarre. Camerino ha avuto il tessuto economico provato dal sisma e dalla pandemia.  Vogliamo vincere la sfida di ripopolare queste zone e renderle attrattive, la parte economica e delle attività produttive creano residenzialità per vivere la città. Ci adopereremo perché Camerino non ha più possibilità di zone industriali, per trovare un immobile che possa essere incubatore di impresa. La prima grande industria è l’università, motore pulsante dell’economia oltre che importante per il trasferimento tecnologico, ha fatto nascere realtà importanti. Il secondo filone va nel segno di attrarre investimenti importanti, nella mia squadra è candidato anche il consigliere regionale Gianluca Pasqui, questo ci permette di sedere a tavoli di programmazione per i nuovi contributi e strategie per il rilancio del tessuto sociale e produttivo di questa zona terremotata. Non si può avere come unico obiettivo quello di ricostruire le case, ma serve dare nuova linfa, con i servizi per le persone e nuovi punti di aggregazione. Camerino è un riferimento per tutta l’area vasta, per fare progettazione per il futuro di una zona che guarda al mare ed alla montagna, con eguale importanza, grazie alla sua storia ed alle sue istituzioni. Va modificato il tessuto normativo del comune, i regolamenti edilizi, non per favorire un’attività ma per facilitare l’impianto di attività produttive che deve essere oggetto prioritario dell’amministrazione. Coinvolgeremo le associazioni di categoria, stare insieme è l’unica strada che possiamo percorrere per rilanciare comune e territorio».

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Sandro Sborgia

Sandro Sborgia: «Ho sempre pensato che il rapporto tra l’amministrazione e tutti i soggetti in campo sia fondamentale per uscire da questa situazione difficile. E’ prioritario attrarre risorse e metterle a disposizione del Comune. L’amministrazione comunale ha a sua disposizione la leva fiscale, per agire in modo da ottenere un miglioramento delle condizioni di vita di famiglie e imprese. Ci sono margini di movimento limitati, ma si può e si deve intervenire in tal senso. Riuscire a creare le condizioni perché un soggetto possa investire in questo territorio, è compito dell’amministrazione comunale, i nostri sforzi devono andare in questa direzione. All’esercizio degli strumenti necessari per creare ricchezza e benessere, non solo si può agire con la leva fiscale, ma  anche con una spesa mirata a realizzare le condizioni di miglioramento della situazione attuale, che possa consentire a una famiglia, ad una coppia di scegliere il nostro territorio per vivere. La manutenzione delle strade è un intervento molto forte, ci sono 150 km di viabilità comunale, bisogna creare le condizioni di miglioramento dei servizi come la scuola, per l’infanzia, l’istruzione, gli anziani. Dove trovare le risorse per questo? Con un’oculata gestione del bilancio comunale. Contano molto i fondi da percepire con partecipazioni a bandi europei, Camerino per affermazione dello stesso assessore regionale Guido Castelli, è la città che ha percepito più fondi con 30 milioni di euro. Camerino ha le potenzialità per giocare questa  partita fondamentale in cui la difficoltà è molto grande».

La seconda domanda ha avuto come tema quali siano le infrastrutture prioritarie, per una pianificazione integrata tra costa e montagna, a partire dall’arretramento per la linea ferroviaria adriatica. 

Sandro Sborgia: «L’arretramento della linea ferroviaria è un’opera fondamentale e strategica per accorciare le distanze tra entroterra costa, ma è fondamentale ed urgente il completamento di un’infrastruttura fondamentale come la Quadrilatero. Nella geografia della rete viaria Camerino sta al centro tra l’asse Civitanova Foligno e la Ss 76 Ancona-Perugia, baricentrico tra  l’asse adriatico e tirrenico. Essere al centro in questo sistema di collegamento viario consente a chiunque avesse intenzione di investire in questo territorio per la creazione di impresa, una capacità di spostamento delle merci più semplice, che agevola la creazione di posti di lavoro. Si decide di vivere ed abitare in un territorio se ci sono le condizioni, il sistema viario è un aspetto fondamentale per lo sviluppo di queste terre. Fondamentale la banda larga, non solo per accorciare le distanze fisiche e dal punto di vista relazionale, ma per permettere così di vivere in un’area vocata al turismo, al rispetto dell’ambiente, in condizioni favorevoli, di esercitare un’attività lavorativa».

Roberto Lucarelli: «E’ importante l’arretramento della ferrovia, una spesa per 54 miliardi di euro. E’ importante il riequilibrio oggettivo tra costa e montagna, da ottenere con investimenti di breve, medio e lungo periodo. Dobbiamo pensare al riequilibrio, per permettere a chi a causa del terremoto si è trasferito lungo la costa, di avere voglia di tornare qua da noi. Come amministratore ho vissuto la realizzazione della Quadrilatero da protagonista con i sindaci Conti e Pasqui. La Pedemontana ne è il completamento fondamentale, c’è bisogno di un’iniziativa amministrativa di Camerino per avere propulsività, sistemare le lacune progettuali. Non è pensabile che lo svincolo per Camerino ricada lungo una strada urbana, non è possibile che manchino le barriere anti rumore per gli impianti sportivi. Staremo molto attenti riguardo le possibilità e le azioni amministrative del Comune, per rendere facile la vita in montagna, in modo da invertire il  flusso migratorio del passato. La pandemia ci ha mostrato l’importanza delle infrastrutture digitali, della banca larga per la qualità del lavoro da svolgere. E’ importante l’impegno delle forze dell’ordine a difesa della popolazione, va bene che sono stati presi fondi del Pnrr, ma vanno impiegati per opere di investimento propulsivo, che possano fare da attrattore per l’intera zona montana».

 Inevitabile parlare di ricostruzione, in una delle città più devastate dal terremoto.

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Roberto Lucarelli

Roberto Lucarelli: «La ricostruzione ha avuto una forte accelerazione, con risposte al caro prezzi e l’aumento del contributo ricostruzione. Rileviamo un’attività propositva nel settore della ricostruzione privata, sono stati affinati gli strumenti normativi rispetto all’inizio. Sicuramente l’accelerazione ha comportato due cose: la prima riguarda la mole di lavoro arrivata per professionisti ed imprese, ulteriormente aggravata. Ci troviamo in un cratere dove imprese e professionisti sono ingolfati non per incapacità, ma per la mole di lavoro. L’amministrazione dovrà programmare la ricostruzione, specie per il centro storico. C’è stata l’approvazione di un programma straordinario di ricostruzione un po’ discusso che non ha una vera programmazione temporale. La ricostruzione va programmata al fine di non far perdere aiuti Cas e Sae per i cittadini, non ricostruisce chi arriva prima, ma serve una pianificazione, abbiamo l’obbligo ed il dovere di farlo. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica mancano i finanziamenti, Legnini ha stanziato 100 milioni di euro, in pratica un milione di euro a Comune. Occorre colmare questo gap dovuto all’aumento dei costi andando a programmare su questo. La nostra amministrazione è già pronta con un piano preciso, soprattutto in centro storico, fuori è più semplice ricostruire. La ricostruzione del centro storico va pianificata velocemente, in modo organico e funzionale. L’esperienza mi ha insegnato che non è possibile ricostruire case e poi passare alle strade, vanno restituite ai cittadini servizi e qualità di vita, non si può metterli in una zona che è un cantiere, va restituita la vita in maniera veloce ma senza fretta, le cose vanno fatte bene. Il rifacimento delle infrastrutture non è finanziato, forse lo saranno con i piani attuativi, poi vedremo con Legnini».

Sandro Sborgia: «Sono soddisfatto per i buoni dati economici dello studio Cna, che riguarda Camerino, al terzo posto per numero di presenze turistiche anche davanti a Civitanova, testimonia lo sforzo di promozione del nostro patrimonio culturale, che pochi diffondono, come permesso dalle mostre che sono state organizzate. Per quanto riguarda la ricostruzione siamo partiti da una situazione completamente ferma, da una città chiusa. Abbiamo lavorato in due anni affinché il centro storico e le frazioni tornassero a vivere, per restituire dignità soprattutto alle persone che dopo sei anni stanno ancora nelle Sae. Abbiamo lavorato per mettere in sicurezza il centro storico riaperto in gran parte, siamo stati uno dei primi comuni ad avere un’ordinanza straordinaria per ricostruire gli immobili strategici, per la ripresa socio economica  della città. Siamo stati i primi a presentare il programma straordinario di ricostruzione, che è il modello adottato dal commissario straordinario Legnini e poi trasmesso ai comuni che fanno parte del cratere. Il Psr può essere migliorato, ma comunque si è pensato ad una programmazione ragionata, una situazione per cui si indicano le aree di intervento, le priorità a cui attendere. Al contrario di quanto dice Lucarelli c’è fretta perché Camerino ha bisogno di essere ripopolata e riabitata, ospita un’università plurisecolare, motore economico della nostra realtà territoriale. Dobbiamo garantire alle famiglie che vogliono mandare i figli a Camerino, che possono studiare in un’università prestigiosa, che ci sono le condizioni di sicurezza per vivere la città, con opportunità di socializzazione e svago. Il caro prezzi ha richiesto interventi. Noi abbiamo avviato un rapporto con tutti i tecnici, dicendo loro programmiamo insieme la ricostruzione. L’ordinanza 123 scarica sui committenti il peso del ritardo della ricostruzione, ma si deve evitare che paghino il prezzo i proprietari delle abitazioni, vogliamo programmare la ricostruzione con i tecnici, ma purtroppo c’è stata l’interruzione, con la decadenza dell’amministrazione comunale». 

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