Camerino, l’idea lista unica si allontana:
la sfida è tra Sborgia e Lucarelli

ELEZIONI - L'idea di cui si era fatto promotore l'ex rettore Corradini, sembra non abbia trovato d'accordo gli altri pretendenti. Il Pd: «Nei fatti si sapeva che una soluzione del genere era nella realtà poco fattibile. Quello che comunque ci si augura è che si lavori per il futuro». Molto probabilmente al momento si vada verso una corsa a due tra l'ex sindaco e l'esponente di centrodestra, già vice di Pasqui. Resta da capire cosa faranno i dem e il centrosinistra
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Roberto Lucarelli e Sandro Sborgia

 

di Monia Orazi

A Camerino sembra svanire l’ipotesi di una lista unica per cui si era messo a lavorare l’ex rettore Unicam e docente di informatica Flavio Corradini, 56 anni. Il suo nome è stato tirato in ballo dalle richieste di diversi cittadini che gli si sono rivolti, in uno dei momenti più complicati nella storia della città ducale, dopo la caduta dell’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Sandro Sborgia per le dimissioni contestuali dei quattro consiglieri di opposizione di “Radici al futuro” Gianluca Pasqui, Stefano Falcioni, Antonella Nalli e Roberto Lucarelli, con i tre ex consiglieri di maggioranza che si erano staccati, costituendosi nel gruppo autonomo “Per Camerino” Giovanna Sartori, Marco Fanelli, Riccardo Pennesi.

Corradini aveva posto come condizione necessaria ad una sua eventuale candidatura a primo cittadino, proprio la costituzione di una lista unica, sul “modello Draghi”, che regge il governo nazionale. Sino ad oggi, però, nessuno dei due possibili principali contendenti, Sandro Sborgia 53 anni di professione carabiniere e Roberto Lucarelli 41 anni, di professione impiegato comunale, sembrerebbero pronti a fare un passo indietro. Stanno entrambi lavorando alla costruzione di liste e programma, anche se nessuno ufficialmente ha voglia di parlare. Silenzio anche dal gruppo “Per Camerino”, nessuno dei tre ex consiglieri comunali scioglie la riserva su una propria candidatura o una possibile alleanza con il gruppo di Lucarelli. Per Corradini sarebbe stato un debutto assoluto nell’amministrazione pubblica, sino ad oggi non ha mai ricoperto alcuna carica elettiva, mentre per Sborgia sarebbe la prosecuzione dell’esperienza iniziata nel 2019, che si sarebbe dovuta concludere nel 2024. Roberto Lucarelli è invece stato eletto consigliere comunale nel 2009, rieletto nel 2014, ha ricoperto il ruolo di assessore ai Lavori pubblici nella giunta guidata dal compianto sindaco Dario Conti, di nuovo assessore ai Lavori pubblici e vicesindaco durante la consiliatura guidata dal sindaco Gianluca Pasqui. Nel maggio 2019 la lista di Sborgia aveva ottenuto il 54,6 per cento dei voti, contro il 45,3 della lista che aveva candidato a sindaco Pasqui, che ricopre oggi il ruolo di consigliere regionale e vicepresidente del consiglio regionale.

Nel panorama politico camerte si erano registrate numerose prese di posizione, subito dopo la caduta dell’amministrazione Sborgia, oggi a rompere il silenzio è solo il direttivo del Pd di Camerino, guidato dal giovane segretario Marco Belardinelli. «Per ciò che concerne il silenzio del nostro partito in certe vicende, nessuno lo nega. Come in tutta la cittadinanza, c’era coscienza di evidenti tensioni all’interno dell’amministrazione e poi, con rammarico e senza giudizi nel merito – dicono i dem – si è preso atto dello scioglimento del consiglio comunale nel momento accaduto. Parlare a sproposito è utile solo a creare confusione in un momento difficile per la realtà cittadina; vorrebbe dire fare solo del becero populismo per accattivarsi qualcuno e proferendo parole vuote; significherebbe continuare a gettare fuoco sulle fiamme di un clima elettorale pieno di cattiverie che rischia di spaccare ancor di più la comunità».

L’idea di un’unica lista, secondo il Pd è nata dagli stessi cittadini e il direttivo esorta a lavorare per il futuro: «L’idea di una lista unitaria, quindi, non è scaturita dal Partito Democratico, ma dagli stessi cittadini. Dagli uomini e dalle donne che vogliono un futuro per la comunità. La nostra gente è stanca e segnata dai drammi; continuare con personalizzazioni inutili che potremmo ritrovarci anche nelle future tornate sarebbe deleterio; Camerino rischia di scomparire dalle carte geografiche e questa è una realtà che dobbiamo dirci chiaramente. Questo sarebbe stato il momento di mettere insieme le capacità e le competenze di ognuno, il nostro partito per primo avrebbe accettato un passo indietro; ma nei fatti si sapeva che una soluzione del genere era nella realtà poco fattibile. Come già detto in un ambito democratico è giusto anche che ci siano posizioni differenti. Quello che comunque ci si augura è che si lavori per il futuro, qualsiasi scenario scaturisca ora. Bisogna impegnarsi per i giovani e per i lavoratori, per dargli la possibilità di vivere e amare questi luoghi». Resta da vedere se il Pd e il centrosinistra, nel caso dovesse definitivamente e ufficialmente tramontare l’idea di Corradini a capo di una maxi coalizione trasversale, decidano comunque di scendere in campo e con chi. 



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