Ordinanze per 3 comuni maceratesi:
quasi 70 milioni di interventi

RICOSTRUZIONE - In tutto sono 11 quelle varate ieri dal commissario Legnini che si aggiungono ad altre 9. Per la provincia riguardano Pieve Torina, Castelsantangelo e Ussita
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Giovanni Legnini

 

Castelsantangelo, Pieve Torina e Ussita, la ricostruzione ai nastri di partenza con le nuove ordinanze varate ieri dal commissario Giovanni Legnini. In tutto sono undici di cui tre per la provincia di Macerata (le altre riguardano Arquata del Tronto, Accumoli, Campotosto, Cascia, Preci, Norcia e la sua frazione di Castelluccio, e le scuole di  Montegiorgio. Le ordinanze consentono la realizzazione delle opere pubbliche urgenti e indispensabili per la ricostruzione privata utilizzando deroghe alla normativa per abbreviare i tempi. Con questi provvedimenti si prevedono nell’insieme circa 100 interventi, le nuove opere comportano un impegno di spesa di 237 milioni di euro, di cui quasi 150 aggiuntivi, a valere sui fondi del Commissario per la ricostruzione pubblica. Le nuove ordinanze introducono alcune innovazioni importanti. Ad Arquata e Castelluccio, ad esempio, si procederà direttamente a una ricostruzione pubblica dei centri storici, quindi delle abitazioni private, ed è la prima volta che viene applicato questo metodo. In altri casi, come a Pieve Torina e la stessa Arquata, sono stati identificati gli interventi da eseguire in una fase successiva, finanziandone intanto la progettazione. Quelle firmate ieri si aggiungono alle altre nove Ordinanze speciali firmate nelle scorse settimane per Amatrice, Camerino, la sua università, per la basilica di Norcia, le scuole di Ascoli, Teramo e San Ginesio, per gli edifici Ater della provincia di Teramo e per il  comune di Valfornace. Nel complesso le venti ordinanze speciali dispongono oltre 220 interventi, per una spesa complessiva di 514 milioni di euro, 259 dei quali aggiuntivi.

«Con le venti ordinanze prende corpo la strategia della ricostruzione dei centri storici più colpiti dal sisma – ha detto Legnini –, fin qui sostanzialmente paralizzata a causa delle grandi difficoltà progettuali e organizzative, determinate dall’elevatissimo grado di distruzione, ma anche dalla debolezza degli apparati pubblici. In questo modello sarà centrale il ruolo dei sub commissari Fulvio Soccodato e Gianluca Loffredo, e degli Uffici speciali delle quattro regioni, che assumono la nuova funzione di soggetti attuatori degli interventi pubblici, d’intesa con i comuni. Nelle prossime settimane – ha concluso Legnini – sarà approvato un nuovo pacchetto di Ordinanze in deroga per un altro gruppo dei Comuni che hanno avuto i maggiori danni».

Castelsantangelo – Prevede la realizzazione delle opere di urbanizzazione del capoluogo e di alcune frazioni del Comune, che sta avviando la ricostruzione sulla base dei Piani Attuativi, alcune norme per favorire le demolizioni e la rimozione delle macerie, la demolizione e la ricostruzione del palazzo comunale e la delocalizzazione di una casa di riposo, oltre al ripristino delle antiche mura urbiche. Gli interventi inquadrati nell’Ordinanza impegnano una spesa di 29,4 milioni di euro.

Pieve Torina – Anche qui, per la ricostruzione delle abitazioni private del centro storico, viene previsto un coordinamento pubblico, oltre alla realizzazione dei sottoservizi del capoluogo, alla ricostruzione della ex  scuola media, di un centro sportivo, del Teatro comunale, nonché la messa in sicurezza dei dissesti sulle  sponde fluviali. Per una parte di quest’ultimo intervento, come di altri, da effettuare in una seconda fase, viene intanto finanziata la progettazione. Le opere finanziate ammontano a 17,9 milioni di euro, 16,9 dei quali aggiuntivi.

Ussita – Gli interventi previsti ammontano a 20 milioni di euro, 15 dei quali aggiuntivi, e riguardano il recupero e restauro del Cimitero monumentale di Castelmurato, il ripristino delle condutture dell’acqua  alle centrali idroelettriche, lo spostamento di alcune cabine di trasformazione, la ricostruzione della  caserma e del palazzo comunale, l’allestimento di un’area destinata a ospitare le maestranze addette alla  ricostruzione. Tra le opere finanziate anche il recupero di due rifugi in alta quota, la realizzazione dei sottoservizi e muri di sostegno in alcune frazioni.

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