L’eroina e la marijuana di Oseghale:
condannato a 7 anni e 6 mesi

MACERATA - L'indagine sul delitto della 18enne Pamela Mastropietro ha portato anche ad un processo per spaccio. Tra le contestazioni la cessione di stupefacente alla ragazza che poi uccise. Prosciolto dall'accusa legata a 99 grammi di droga che si vedono in una foto
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Innocent Oseghale

 

di Gianluca Ginella

Episodi di spaccio di droga che erano emersi dall’omicidio di Pamela Mastropietro, in cui era coinvolto il nigeriano Innocent Oseghale, condannato all’ergastolo in primo e secondo grado per il delitto della 18enne. Oggi per quei fatti di spaccio (ad eccezione di 99 grammi relativi ad una foto trovata sul suo cellulare) Oseghale è stato condannato a 7 anni e 6 mesi (il pm Stefania Ciccioli ha chiesto 9 anni). Episodi di spaccio di droga che erano emersi nel corso delle indagini per la morte della 18enne, uccisa il 30 gennaio del 2018 a Macerata.

A Oseghale viene contestata la cessione di una dose di eroina, il 30 gennaio, a Pamela, in cambio di 30 euro. Una cessione che veniva contestata anche a Desmond Lucky (per lui la procedura è corsa separatamente).

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Simone Matraxia

Pamela si era poi iniettata quella dose a casa di Oseghale, prima di essere uccisa dopo essere stata costretta (questo è stato ricostruito al processo per l’omicidio della ragazza) a subire una violenza sessuale dal nigeriano che poi l’avrebbe uccisa per paura che lo denunciasse. A Oseghale viene contestato inoltre lo spaccio di 99,6 grammi di eroina in base ad una fotografia scattata con il suo cellulare e in cui si vedeva la droga. Anche questa foto, nella quale secondo l’accusa si riconosceva il pavimento dell’abitazione dove viveva il nigeriano e dove Pamela venne uccisa, in via Spalato, a Macerata, era emersa nel corso delle indagini dei carabinieri per l’omicidio della 18enne. Per questo episodio Oseghale è stato assolto.

Tra le contestazioni mosse ad Oseghale compaiono anche 120 cessioni di marijuana ad un cliente. E ancora, gli viene contestata una ulteriore dose di eroina che gli era stata trovata nelle tasche dei pantaloni quando era stato portato in carcere dopo l’arresto per il delitto della 18enne. Oseghale, che si trova in carcere a Forlì, oggi non è comparso in tribunale per la sentenza. Presente il suo legale, l’avvocato Simone Matraxia. Sentite accusa e difesa, il giudice Barbara Cortegiano ha condannato Oseghale a 7 anni e sei mesi.

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