Piano vecchio per affrontare l’emergenza,
ospedali in crisi a Macerata e Civitanova
Contagiati pazienti e anche un primario
GESTIONE con un programma di un mese fa quando la situazione era molto meno critica. Mentre la direttrice Asur dispone il silenzio con la stampa, emergono situazioni di nuovi casi in corsia. Se si concentrassero i pazienti Covid in una sola struttura si eviterebbe la diffusione in reparti puliti
di Luca Patrassi
Quali sono le differenze tra il centrosinistra di governo e il centrodestra pure di governo? Libero ognuno di impegnarsi, a fondo, per dar ragione ai “nostri”. Politica a parte, in tempi di pandemia l’impressione è che tra la prima ondata e la seconda ci siano differenze quanto agli effetti. Se uno si facesse un giro nelle strutture ospedaliere dell’entroterra penserebbe che non ci siano problemi particolari. San Severino mantiene più o meno i servizi di sempre, ed anche l’Oculistica avanza con i servizi di sempre. Camerino – le dichiarazioni del nuovo vicepresidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui “confortano” in tal senso – ha un ospedale dove attualmente «si possono fare anche interventi di tipo A» per rimanere alle parole di Pasqui e dei campanili camerti. Camerino ha, anche in questi giorni, una copertura h24, quanto agli anestesisti e ai servizi. Sarebbe interessante – e visto il nome, lo chiediamo direttamente al ministro Speranza, visto che la dirigente Asur delle Marche, Nadia Storti, ha chiesto a tutti i suoi collaboratori di non parlare con i giornalisti – conoscere il riscontro numerico in termini di pazienti e di qualità degli interventi di simili disponibilità di risorse umane e di servizi dati in tempi di Covid.
Se dall’entroterra si arriva in collina e a valle il quadro diventa purtroppo drammatico. Macerata e Civitanova registrano da giorni il tutto esaurito in terapia intensiva e nei reparti dedicati al Covid. Il numero dei ricoveri continua a crescere, ma si continua pervicacemente, e con motivazioni tecniche da spiegare ai cittadini contribuenti, a rapportarsi con programmi di interventi oramai di un mese fa, quando i numeri erano esponenzialmente più piccoli. Non si aprono nuovi moduli al Covid hospital di Civitanova, costato oltre dieci milioni di euro ai benefattori privati e pubblici italiani, probabilmente perchè mancano medici e infermieri. Però si continuano a operare le cataratte, pubbliche e private, a San Severino e a mantenere i turni h24 di anestesia in quel di Camerino. Gli stessi numeri che fornisce la Regione testimoniano che l’Area Vasta 3 non sta rispondendo alla richiesta di posti letto per pazienti Covid, iniziando dai casi più gravi. Basta guardare i container nel parcheggio dell’ospedale di Macerata e di Civitanova per capire l’aria (tragica) che tira. Ed allora, se è vero, come lo è, che l’età media dei pazienti più gravi è scesa di molto, non ci vuol molto a sfatare la di per se stessa ridicola teoria che vuole morti gli anziani con malattie pregresse. L’idea di andare avanti come si sta facendo non sembra stia portando grandi frutti, ci sono contagi in reparti importanti, ci sono primari contagiati, focolai in diverse strutture ospedaliere e ancora si vive alla giornata, in bilico su un posto letto disponibile o meno. I reparti Covid sono strapieni da giorni, alcuni reparti ospedalieri di importanza strategica anche in tempi di Covid registrano casi di contagio ed ancora si assiste alla messa in opera di un piano che risale a un mese fa. Per carità, non è che destinando un ospedale interamente ai casi Covid – come era stato fatto nel marzo scorso – si sconfigge il virus, ma almeno non si trasmette il virus in corsie dove purtroppo, a prescindere dal Covid, si pensa al fine vita o a un trapianto salvavita e dove i malati non meritano di essere trattati così, loro come tutti gli altri. Per altri si sono registrati contagi tra i pazienti in diversi reparti, tra gli infermieri, tra i medici e – ultima novità- anche un primario. Ed allora non basta dire di non parlare con i giornalisti per non far emergere la realtà, andiamo avanti con gli ambulatori e gli anestesisti per i compagni di campanile.









































Chi è a capo di una struttura di questo genere non deve parlare con i giornalisti, poichè le parole possono essere interpretate non a dovere. Dovrebbe invece scrivere ciò che vorrebbe dire, in modo che il giormalista possa non avere dubbi di sorta su ciò che il responsabile voleva dire. Ad una popolazione molto preoccupata non si possono negare notizie sulla situazione sanitaria.
la risposta alla domanda iniziale è molto semplice ” per quanto tempo ha governato la sinistra e da quanto tempo governa la destra?” chiedere che la destra in pochissimo tempo risolva i problemi annosi che in tanto tempo non sono stati risolti dalla sinistra, mi sembra molto ipocrita…
Parlare con i giornalisti, cosa risolve, sono una categoria di personaggi in cerca di autore!!! Ad un mese dal riacutizzarsi del covid, già fanno i paragoni fra centro sinistra e centro destra, perché non ci dite che cosa non è stato fatto fino a Settembre da chi governava la regione?
@Giorgio Rapanelli E se avesse sospetti su dati ed opinioni non proprio veritiere comunicati al governo centrale? Purtroppo tutto fa pensare ad un becero attacco di chi dopo il voto si trova nella condizione di dover denigrare solo per vendetta e in un momento come questo pur predicando collaborazione cerca di falsare dati ed opinioni avvalendosi di compiacenze ,se poi si aggiunge che ad oggi non si sia giunti alla nomina di un direttore a causa dell’evolversi della situazione, che in primis doveva essere prevista ed arginata da chi ora punta il dito il cerchio si chiude , da qui il consiglio in parte giustificato della Storti.
Sono giorni che attacca gli ospedali di Camerino e San Severino.
“Classe A: ricovero entro 30 giorni, per casi clinici che possono aggravarsi rapidamente o diventare emergenti.”
E nell’articolo si parla di “cataratte”.
Quando è successo il contrario (Camerino ospedale covid e montagna abbandonata da un punto di vista sanitario) non ha proferito parola.
È un odio verso la montagna?
Da Civitanova ad Ancona sono 32 minuti di autostrada.
Da Macerata ad Ancona sono 48 minuti di superstrada e autostrada.
Da Visso a Macerata (situazione della prima ondata) sono 54 minuti di imprecazioni.